Ucraina, le forze russe avanzano sulla città di Seversk. Papa: 'Vorrei andare a Kiev e anche a Mosca'
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Ucraina, le forze russe avanzano sulla città di Seversk. Papa: 'Vorrei andare a Kiev e anche a Mosca'

lunedì 4 luglio, 2022

UCRAINA, 04 LUG - Dopo settimane di duri scontri, le forze di Kiev si sono ritirare da Lysychansk, l'ultimo bastione della resistenza ucraina nel Lugansk, l'oblast che con quello di Donetsk forma la regione orientale del Donbass. Le forze russe avanzano ora sulla città di Seversk, nell'oblast di Donetsk, "da due direzioni".

Lo ha annunciato il ministero dell'interno della autoproclamata Repubblica del Lugansk, secondo quanto riporta l'agenzia russa Tass. Intanto l'Ucraina ribadisce comunque le proprie condizioni per sedersi al tavolo, prima fra tutte il cessate il fuoco. Papa Francesco, nel frattempo, ipotizza un viaggio in Russia e Ucraina. "Vorrei andare in Ucraina, e prima volevo andare a Mosca. Ci siamo scambiati messaggi su questo perché ho pensato che se il presidente russo mi avesse dato una piccola finestra per servire la causa della pace...", ha detto a Reuters. "E ora è possibile, dopo essere tornato dal Canada, è possibile che riesca ad andare in Ucraina", ha detto. "La prima cosa è andare in Russia per cercare di aiutare in qualche modo, ma mi piacerebbe andare in entrambe le capitali".

La situazione a Iysychansk

L'esercito ucraino ha annunciato il ritiro da Lysychansk, l'ultima roccaforte di Kiev nell'oblast di Lugansk, nell'est del Paese, dopo settimane di duri combattimenti con le forze russe. Il presidente Volodymyr Zelenskyy nel suo tradizionale discorso serale ha voluto rassicurare il suo popolo annunciando che le truppe ucraine torneranno a Lysychansk grazie alla tattica e alla fornitura di armi moderne. "Proteggiamo la vita dei soldati e del nostro popolo. Ricostruiremo le mura e riconquisteremo la terra e questo vale anche per Lysychansk", ha detto, dove "torneremo grazie alle nostre tattiche, aumentando la fornitura di armi moderne". Circa 8.000 civili sono rimasti a Severodonetsk e circa 10.000 a Lysychansk, occupata ieri definitivamente dai russi. Lo afferma su Telegram il governatore ucraino del Lugansk Sergei Gaidai. "Manteniamo la difesa di una piccola parte della regione di Lugansk in modo che i nostri militari abbiano il tempo di costruire le difese", ha affermato Gaidai. Intanto nella notte le truppe russe hanno bombardato la notte scorsa due località della regione di Dnipropetrovsk. "È stata una notte agitata nel distretto di Kryvyi Rih. Il nemico ha sparato con l'artiglieria contro le comunità di Zelenodolsk e Shyroke, colpendo città e villaggi", ha scritto su Telegram Valentyn Reznichenko, capo dell'amministrazione militare regionale di Dnipropetrovsk. Non sono state segnalate vittime, riporta Ukrinform.

Le condizioni di Kiev

"Cessate il fuoco. Ritiro delle Z-truppe. Ritorno dei cittadini deportati. Estradizione dei criminali di guerra. Meccanismo di risarcimenti. Riconoscimento dei diritti sovrani dell'Ucraina. La controparte russa conosce bene le nostre condizioni. Il capo di Peskov non deve preoccuparsi, verrà il tempo e le registreremo sulla carta". Sono le condizioni per negoziare esposte dal consigliere del presidente ucraino Zelensky, Mykhailo Podolyak, che ha replicato su twitter alle parole del portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, che ieri aveva detto che l'Ucraina "deve capire le condizioni della Russia, accettarle, sedersi a un tavolo negoziale, e firmare un documento".

L'appello del Papa

I campionati europei di nuoto possono essere "un motivo per manifestare con ancora maggior forza il nostro impegno per un mondo senza guerre, senza odio tra i popoli, senza minaccia nucleare". Lo afferma il Papa in un messaggio agli atleti e alle atlete che parteciperanno alla competizione a Roma ad agosto. "Penso che anche voi, come me, siate addolorati perché su questa festa sportiva pesa l'ombra della guerra in Ucraina", ha aggiunto Francesco.

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