Chiesa e Società

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia di Mons. Vincenzo Bertolone

CATANZARO, 15 SETT - Ufficiale. Mons. Vincenzo Bertolone, Rinuncia dell’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace (Italia)

Il Santo Padre ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace (Italia), presentata da S.E. Rev.ma Mons. Vincenzo Bertolone, S.d.P..

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Mons. Panzetta nominato amministratore apostolico

“Ho assunto il nuovo incarico con un amore grande verso il Santo Padre che, con tale decisione, mi ha manifestato fiducia e incoraggiamento, e anche con una vera gratitudine verso mons. Bertolone che per tanti anni ha guidato con passione la vostra Chiesa bella e gloriosa”. Lo ha detto mons. Angelo Raffaele Panzetta, arcivescovo di Crotone-Santa Severina, commentando la sua nomina ad amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace dopo le dimissioni di mons. Vincenzo Bertolone.

“Vengo tra voi nel nome del Signore e con i sentimenti di un padre e di un fratello, per accompagnare la comunità intera in questo tempo denso di speranza in attesa che sia scelto il nuovo Arcivescovo”, ha detto mons. Panzetta. “Vivrò questa nuova esperienza come un’opportunità di conoscere le persone e i volti di un popolo che si caratterizza per una fede profonda, una carità operosa e una speranza vivace”.

Mons. Panzetta si è detto “convinto di poter contare sulla disponibilità e sulla docilità di una comunità” che “si rende conto di vivere un tempo per molti aspetti drammatico ma anche gravido di tante opportunità per ripartire da Cristo e dal Vangelo”. Mons. Panzetta ha chiesto alla comunità catanzarese “il dono della preghiera”: “Si moltiplichi – ha detto – l’invocazione dello Spirito perché ci aiuti a riconoscere i segni della volontà di Dio e le opportunità di grazia seminate nella storia inedita che stiamo vivendo”.

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Mons. Bertolone, "costruire altra società fondata su rispetto" Lettera commiato Arcivescovo, che non spiega motivi rinuncia
"Mentre lascio il servizio pastorale nell'Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, ripeto, adattandolo, quanto, domenica scorsa, papa Francesco ha detto ai giornalisti accreditati sul volo da Roma a Budapest: 'Questo volo ha un po' il gusto del congedo'. È questo, nel giorno del congedo, il momento favorevole per un nuovo slancio spirituale e pastorale, non velleitario, ma basato sulla forte e profonda esperienza della Grazia, da vivere intensamente nell'anno giubilare in ricordo dell'istituzione della Cattedra episcopale nella nostra città". Lo scrive mons. Vincenzo Bertolone nella lettera di commiato. "Oggi mi congedo da Voi, con i quali ho lealmente collaborato per la difesa dei beni comuni e, in particolare della legalità e della giustizia - aggiunge il presule - nella comune costruzione della civiltà umana nella nostra amata Calabria.

Vi ringrazio per le tante forme di vicinanza che avete voluto mostrare non soltanto alla mia povera persona, ma all'ufficio che, in nome di Gesù Cristo, ho svolto in questi dieci anni nel nostro territorio. 'La vita è sogno', la più famosa tra le commedie di Pedro Calderón de la Barca, può fungere da sigla del nostro A-Dio: il sogno di una società più giusta, più amica della natura, senza mafie, né corruzione e né sopraffazioni, capace di un abbraccio collettivo, di un annuncio di misericordia a chi sconta pene in carcere, rimettendo al centro di tutto passione, lungimiranza, soluzione dei problemi e politica seria.

Ci sono i sogni soltanto onirici e i sogni profetici, quelli che lo Spirito Santo invia per prefigurare un cambiamento. Ecco il sogno e la speranza profetica per i nostri tempi qui in Calabria: costruire un'altra società fondata sul rispetto e l'aiuto reciproco, sulla speranza per i giovani e sulla consolazione per gli anziani e gli emarginati. Ed i cattolici, che non debbono fare solo gli spettatori o le comparse, continuino a dare, come mi sono sforzato di fare anch'io con le mie umili e quasi nulle possibilità, il loro contributo, sprigionino le energie umane e spirituali migliori da offrire come forma di servizio non solo agli italiani, ma all'Europa e al mondo, dal momento che noi cristiani, vescovi, preti, consacrati e laici, viviamo non fuori, ma dentro la città. In questo senso, facciamo politica".