Politica

Un patto per lo sviluppo: l'appello di Antonello Talerico per l'Area Centrale della Calabria

Nel congratularmi con il presidente del Consiglio Regionale Filippo Mancuso, per aver ottenuto il ruolo prestigioso di vicecoordinatore della Conferenza nazionale dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni, voglio anche manifestare pubblicamente una esigenza al Presidente Mancuso ovvero la necessità di rilanciare lo sviluppo dell’intera area centrale Catanzaro-Crotone-Vibo V.-Lamezia Terme che da anni orsono perdono sempre più peso politico e capacità di sviluppo economico e sociale, anche a causa degli errori commessi nel tempo, con una decadenza ed involuzione che parte già dalla introduzione della tripartizione di quella che era la vecchia provincia di Catanzaro, sino ad arrivare allo svuotamento a seguito del trasferimento di Uffici, Istituzioni ed Enti.

Chiedo al Presidente Mancuso, ed io in questo sarò sicuramente al suo fianco, un patto di salute pubblica per l’intera area centrale ed una spinta propulsiva più incisiva in favore del capoluogo di Regione, poiché se cresce il capoluogo cresce l’intera Regione.

Il punto di partenza è sicuramente la sanità e quindi il processo di integrazione dell’A.O.U. Dulbecco è un accadimento determinante e strategico.

Ecco perché dobbiamo sostenere l’operato della Commissaria della Dulbecco, Simona Carbone, anche rispetto alle forze centrifughe ed alla tracotanza di qualche professore universitario che pensa di imporre alla sanità pubblica una propria visione aristocratica, espressione di quel potere che non vuole occuparsi delle emergenze/urgenze, che vuole gestire e determinare primariati, dirigenti, direttori e magari occupare ulteriori spazi, smantellando quanto costruito negli anni da quella parte buona della sanità, che c’è ma che spesso è messa all’angolo.

Ed ancora, gli ospedali (hub e spoke) di Catanzaro, Crotone,  Vibo V. e Lamezia Terme rischiano di continuare a perdere professionalità e attività (offerta di posti letto con conseguente chiusura di reparti) se non si perseguono obiettivi di miglioramento non solo sul tipo di assistenza e di cure erogate, ma anche di accessibilità ai servizi che non possono continuare ad essere delegati unicamente agli ospedali.

Serve rafforzare la capacità di condivisione tra le Aziende sanitarie in modo da garantire la rete del SISTEMA DI CURE attraverso una attenzione ancora più CAPILLARE  ai bisogni della persona.

Peraltro, la centralizzazione regionale del reclutamento del personale può essere funzionale solo se in grado di tracciare i criteri di allocazione (delle risorse umane) in un quadro programmatorio che tenga conto delle peculiarità/specificità delle strutture e dei territori in cui queste insistono.

Occorre intervenire ed investire sulla medicina del territorio, sui servizi e sulla assistenza ambulatoriale, sulle c.d. guardie mediche e medici di base che in alcuni contesti diventano vero e proprio “presidio sanitario”.

Ma non è solo la sanità il vulnus, sono tante le criticità, dallo spopolamento, al problema dell’assenza dell’alta velocità ferroviaria, alla scarsità dei trasporti e viabilità, alla questione degli aeroporti e delle nuove tratte. Criticità rispetto alle quali il Presidente Occhiuto sta intervenendo in maniera incisiva, ma ancora tanto andrà fatto, poiché abbiamo da recuperare decenni di immobilismo politico ed amministrativo. 

Poi rimane il serio problema del rilancio economico e sociale, che può ripartire con l’attuazione di politiche di sviluppo strutturate e con la pianificazione di interventi in grado di valorizzare le diversità territoriali, su cui il Presidente Occhiuto si sta impegnando ed i cui esiti positivi sono certo che arriveranno, ma occorrerà anche il supporto di tutti i consiglieri regionali per rafforzare la presenza e l’impegno sui singoli territori.

Occorre la pubblicazione di più bandi regionali e quindi la disponibilità di maggiori risorse finanziarie, una assistenza tecnica e di una programmazione strutturata, indirizzando le iniziative e gli investimenti imprenditoriali e pubblici.

E poi occorre certamente evidenziare la totale assenza di impatto sulla crescita economica e sociale da parte dell’Università UMG di Catanzaro, mai incisiva, nè determinante come l’Unical di Cosenza, che grazie a scelte lungimiranti è riuscita a rilanciare l’economia di un intero territorio, anche per l’azione di ripopolamento legata agli studenti, provenienti anche da fuori Regione.

Una Università l’UMG che addirittura era assente anche alla sottoscrizione dell’accordo di coesione e di sviluppo sottoscritto a Gioia Tauro tra il Presidente Meloni ed il Presidente Occhiuto.

In tale generale quadro la proposta che lancio pubblicamente al Presidnete Mancuso ed agli altri Consiglieri regionali, è quella di unire le forze, senza alcuna distinzione di colori e partiti, sedendosi a tavoli comuni per lavorare allo sviluppo dell’area urbana centrale, senza pregiudicare gli altri territori, anzi lavorando in sinergia, senza campanilismi.

Convochiamoci insieme alle amministrazioni provinciali ed i comuni di Catanzaro, Crotone, Vibo V. e Lamezia Terme e, proponiamo una interazione storica e decisiva per la Calabria.

Io ci sono.

Antonello Talerico

Consigliere Regionale