MESSINA, 5 DICEMBRE 2011 - Oramai ci siamo, il nostro Paese si avvia verso una stretta fiscale senza precedenti. Una manovra economica che colpirà pensioni, redditi e patrimonio; nel disperato tentativo di restare aggrappati all'Europa e salvare le banche dal baratro. Si dovranno sanare vent'anni di sprechi e pressapochismo politico bipartisan. Ovviamente, manco a dirlo, a farne le spese saranno i cittadini che dovranno sobbarcarsi quasi interamente il peso della crisi economica. Nonostante l'assenza di una politica economica e industriale, adeguata, sia la prima causa del limbo nel quale sta scivolando il Belpaese.[MORE]
Mentre la stampa nazionale ed internazionale continua ad incensare e osannare il neo premier, Mario Monti, lentamente i cittadini italiani si renderanno conto che non si tratta di una marcia trionfale, almeno per loro, ma si avvicina il momento nel quale il buon SuperMario presenterà il conto all'Italia; e non sarà per nulla piacevole. Personalmente non condivido la "cambiale in bianco" concessa all'ex commissario europeo, dal quale avrei preteso un mini-programma ben definito con delle scadenze alle quali attenersi.
Un governo tecnico, naturalmente, ha un immenso vantaggio rispetto ad un esecutivo politico: non dovrà rispondere ai cittadini del proprio operato, attraverso l'unico strumento concesso al popolo per giudicare i propri governanti, ovvero il ricorso alle elezioni. Il premier dovrebbe indicare una data certa, entro la quale avrà espletato le proprie funzioni necessarie di "governo d'emergenza", quindi condurre l'Italia alle urne; non prima di aver varato una nuova legge elettorale. Tra l'altro sembra che la revisione del Porcellum sarà l'ultimo provvedimento ad essere trattato dall'esecutivo Monti; non vorrei a furia di rimandare ci trovassimo davanti ad una nuova tornata elettorale senza le modifiche necessarie.
Fabrizio Vinci