CAGLIARI, 11 FEBBRAIO 2014 – Una full-immersion nella cultura e nella poetica è stata l'attrazione dei tanti che domenica scorsa erano presenti all'interno dell'oratorio della Chiesa di San Bartolomeo, locata nell'omonimo quartiere di Cagliari. L'evento, organizzato da Antonio Enrico Pais - un imprenditore che si occupa della sanità cagliaritana - ha radunato una trentina di persone, tra grandi e piccini, per una domenica pomeriggio da trascorrere all'insegna della letteratura e della poesia “home made”.[MORE]Lo scopo? Permettere ai poeti nascosti di venire a galla, liberarsi della paura e presentare le proprie creazioni davanti a un vero pubblico. Non è mancato di certo il coraggio a Pais che, microfono alla mano, ha aperto le danze e ha letto alcune delle sue opere più belle, rendendo tangibile l'emozione che trapelava dalle sue parole. Ma il vero successo tra i presenti è stata la presenza di alcuni ragazzi poco più che adolescenti, che leggendo le proprie poesie hanno dato uno schiaffo morale alla ormai troppo diffusa mancanza di passione letteraria tra i più giovani. E mentre la commozione del pubblico nell'ascoltare gli splendidi versi scritti dai giovanissimi è stata netta, le due ore dedicate alla poesia sono volate via velocemente tra un inno alla propria terra, un pensiero colmo di nostalgia per qualcuno che non c'è più, e diversi messaggi ricchi d'amore dedicati ai propri amati.
In attesa che questo straordinario evento possa essere riproposto e organizzato quanto prima, i microfoni di InfoOggi hanno avuto il piacere di rivolgere qualche domanda proprio all'organizzatore della serata, Enrico Pais.
Com'è nata l'idea di organizzare un evento dedicato alla lettura di poesie?
“Io scrivo poesie da tanti anni, le ho sempre tenute per me e mai avevo pensato di poterle rendere pubbliche. Da un incontro tra amici che si interessano di poesie e letteratura è nato questo progetto.
Un'occasione che ho voluto cogliere al volo, coinvolgendo anche ragazzi giovanissimi, che hanno potuto fare una bellissima figura.”
Ha dato la possibilità a diversi ragazzi, di vent'anni o meno, non solo di assistere a quest'evento culturale, ma ha permesso loro di poter rendere pubbliche le proprie creazioni. Sono sempre più rari i casi di giovanissimi appassionati di poesia e letteratura. Come pensa si possa riuscire ad avvicinare i ragazzi a una cultura di questo tipo?
“Proponendogliela, facendogliela leggere, sentire, facendo in modo che si appassionino. Di fatto dovrebbe esserci un substrato culturale che però questa società non da. Dalla maggioranza delle scuole hanno tolto il latino, la letteratura classica greca e latina, studiare l'italiano è ormai un optional, e anche materie come storia e geografia, secondo me importantissime, sono state superate. Una società può rinascere se i giovani d'oggi si prendono la briga di imparare la cultura, ma anche la storia e la geografia nostrane e degli altri paesi. Se la società perde le proprie radici, la propria cultura, non può andare da nessuna parte.”
Quindi bisognerebbe trovare una soluzione in modo che la cultura ritrovi il proprio spazio nelle scuole.
“La cultura non avrebbe mai dovuto perdere il primato all'interno degli istituti scolastici. Ti faccio un esempio, quando un ragazzo vive in una bella città, circondato da opere d'arte, sculture, paesaggi naturali, bei colori, e dentro se conosce le opere di Garcia Lorca, piuttosto che di Montale o di altri autori, non va in giro a rubare o picchiare quello che non gli ha dato la precedenza in macchina. Con la cultura si diventa più tolleranti, e più buoni.”
L'evento ha visto inoltre presente anche un personaggio di tutto rilievo per la nostra regione: Anna Maria Busia. Candidata alle regionali con il Centro Democratico, avvocato di professione e impegnata nei problemi del sociale, ha riscoperto la sua passione per la letteratura e ha concesso a InfoOggi qualche domanda in proposito.
La sua presenza a questo evento fa supporre un certo amore per la poesia...
“La amo moltissimo, e mi piacerebbe soprattutto scrivere di poesia, cosa che credo ognuno di noi abbia fatto almeno una volta nella vita. Queste occasioni diventano un momento per tornare su qualcosa che si è vissuto, o su una riflessione. Perché la poesia è un pò come la musica no? Ti fa viaggiare.”
Quindi lei non scrive per passione, fondamentalmente.
“Io scrivo molto, però purtroppo atti giuridici. Non sono proprio poesie... però mi piace molto scrivere. Mi piace leggere, e amo classici. Leggo anche opere di autori contemporanei, ma preferisco comunque i classici. Ho ancora tantissime cose da leggere della grande letteratura mondiale.”
Cosa pensa, invece, dell'interesse dei giovani alla poesia? Abbiamo avuto modo di vedere dei ragazzi partecipare con interesse a questo evento.
“Sono rimasta assolutamente incantata, vedere ragazzi di 19-20 anni che raccontano cose che ispirano poesia è bellissimo. Poi, ho due figlie gemelle di 21 anni, e anche loro amano molto scrivere. Mi piace immaginare che anche loro possano un giorno riuscire a leggere in pubblico qualcosa che hanno scritto, sarebbe una grande emozione vederle arrivare a tal punto, e anche una grande soddisfazione. “
Un'ultima domanda, sempre a proposito dei più giovani. Lei ha detto di essere attiva anche sul fronte del sociale, quindi dal problema delle carceri alla violenza sulle donne, fino ai problemi dei minori. Ad un evento come questo, che ha radunato un considerevole numero di ragazzi, le chiedo cosa pensa del bullismo, e soprattutto del cyberbullismo. Come sappiamo è un fenomeno che sta dilagando su internet, e affligge un numero sempre più elevato di giovani: si pensi alla violenza del video della ragazza di Bollate pubblicato su Facebook, o piuttosto a ciò che ha spinto la ragazzina di sedici anni a compiere l'estremo gesto di buttarsi dal Bastione di Cagliari.
“Questa domanda mi fa molto piacere. Mi sono occupata delle questioni relative ad internet già alcuni anni fa, perché ho potuto osservare proprio attraverso la mia professione come stiano sorgendo diversi problemi attraverso l'utilizzo improprio di internet. Mi è capitato di difendere diverse persone che sostanzialmente erano state offese e diffamate attraverso internet. Significa che oltre pubblicamente esposte alle offese sul web, venivano pubblicate anche delle immagini non autorizzate. Parlando con alcuni procuratori e pubblici ministeri avevo detto che bisogna intervenire anche legalmente su questo punto. Gli strumenti finora a disposizione non sono sufficienti, la maggior parte delle persone, e soprattutto i ragazzi, utilizza internet con una libertà con cui non utilizzerebbe nessun altro strumento, perché non si rendono conto delle conseguenze. Quando vai a pubblicare una frase sconveniente o un immagine non autorizzata quella rimane per sempre nel web e non potrà mai essere cancellata, con conseguenze che sono inimmaginabili, e vorrei occuparmi personalmente di prevedere un ipotesi di reato specifica per questo tipo di problematiche. “
Stefania Putzu