Ungheria: scontro tra Orban e le ong,chiude l'Open society di Soros

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ROMA,15 MAGGIO- Si fa sempre più duro lo scontro tra il governo di Viktor Orban e Ong umanitarie che assistono i migranti, con il tycoon George Soros in prima linea, con la sua Open Society, che chiude i battenti nella capitale del Paese.
La sede verrà spostata a Berlino, con la speranza di tornare in patria il prima possibile.


Soros, tramite i suoi legali, fa sapere che la situazione in Ungheria è diventa impossibile da affrontare, facendosi sempre più repressiva, e non permettendo così ,la libera espressione delle Ong pro-diritti umanitari. Il Governo infatti ha annunciato di rendere ancora più severa la già annunciata legge Stop Soros, che prevede tasse del 25 per cento e controlli sulle Ong finanziate dall’estero, con possibile loro chiusura nel caso in cui venissero ritenute come “minaccia alla sicurezza nazionale.”


“Il governo ungherese ha diffamato e descritto in modo distorto la nostra attività, con tattiche e modi senza precedenti nell´Unione europea”, ha affermato stamane Patrick Gaspard, presidente di Open society. Aggiungendo che la fondazione, pur avendo deciso di chiudere la sede di Budapest, continuerà ad appoggiare ong e società civile in Ungheria nei campi della cultura, della libertà dei media, della lotta per la trasparenza, e nell´impegno delle ong a favore dell´istruzione e dell´assistenza sanitaria, specie dei ceti socialmente meno favoriti e dei migranti.


E Antal Rogan, nuovo ministro del governo a guida Fidesz, controbatte e annuncia ulteriori inasprimenti contro ”quelle Ong che violano le leggi del Paese e che vanno contro l’opinione pubblica ungherese e che vorrebbero islamizzare e scristianizzare l´Europa inondandola di migranti musulmani, hanno dominato la vittoriosa campagna elettorale del partito di governo.”