Unione Europea, oggi riunione del Consiglio Europeo per decidere sul nucleare iraniano

by Paolo Fernandes in Estero16/05/2018
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NAPOLI, 16 MAGGIO – Sarà il Consiglio Europeo, organo intergovernativo apicale dell’Unione, a decidere quale linea tenere in risposta alla decisione del presidente statunitense Donald Trump di ritirare gli USA dall’accordo sul nucleare stipulato con l’Iran nel 2015 e di applicare ulteriori sanzioni nei confronti di Teheran.

All’ordine del giorno, inoltre, ci saranno anche le stragi degli ultimi due giorni nella striscia di Gaza compiute dall’esercito israeliano, dove a partire da fine marzo scorso oltre 110 persone hanno perso la vita.

“Rifletteremo sui più recenti sviluppi internazionali, dopo l’annuncio del presidente Trump su Iran e commercio e anche sugli eventi più recenti e drammatici a Gaza”: così Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, ha fatto il punto della situazione nella lettera inoltrata ai 28 leader europei.

Tusk ha poi sottolineato come l’Unione intenda rispettare le disposizioni dell’accordo fino a quando l’Iran farà altrettanto, invitando gli altri tre paesi europei firmatari del trattato (Francia, Regno Unito e Germania) ad allinearsi sulla stessa posizione, anche alla luce dell’incontro tenutosi ieri a Bruxelles con il ministro degli esteri di Teheran, Mohammad Javad Zarif.

Anche il numero uno della Commissione Europea, Jean-Claude Juncker, riferirà sul punto al Consiglio Europeo. “Suggerirò fermezza perché è l’unico modo per proteggere gli interessi europeo” ha affermato il leader lussemburghese.

Sembrerebbe, dunque, essere unanime la risposta internazionale alla decisione unilaterale presa da Trump di ritirarsi dall’accordo con Teheran: accanto all’Unione, infatti, anche Russia e Cina hanno fatto sapere che intendono rispettare il patto. Tutte le potenze, inoltre, hanno invitato gli Stati Uniti a non adottare ulteriori provvedimenti che possano scoraggiare Paesi terzi dall’aderire al trattato in futuro.

Dal canto suo, Washington, ha tuttavia già annunciato che le aziende operanti in Iran avranno fino a sei mesi di tempo per ritirare i propri investimenti dal Paese, al fine di evitare misure punitive limitative dell’accesso al mercato statunitense. Dire con certezza quale sarà il destino dell'accordo sul nucleare, quindi, non è attualmente possibile. E' innegabile, tuttavia, che quella su Teheran rappresenti la seconda levata di scudi della comunità internazionale nei confronti della politica estera statunitense, dopo quella relativa al trasferimento della sede dell'ambasciata americana in Israele. 

Paolo Fernandes

Foto: eunews.it