Università di Catanzaro: spenta la facoltà di veterinaria. Ricorso al Tar?

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CATANZARO - Con il Decreto dell’8 Luglio il Ministero dell’Università ha soppresso la facoltà di veterinaria dell’Università di Catanzaro. La soppressione è inopinata ed improvvisa e d’un tratto sono stati cancellati gli sforzi finora profusi, all’interno della facoltà, sotto il profilo organizzativo-universitario. Si tratta di un brutta botta per la nostra città perché investe il settore universitario che costituisce la base essenziale per lo sviluppo e la crescita di ogni città e di ogni comunità. La botta è ancora più brutta se solo si pensa che la facoltà di veterinaria di Catanzaro era l’unica in Calabria e che d’ora in poi i nostri ragazzi dovranno emigrare anche per frequentare la facoltà di veterinaria. E però mentre da un canto la nostra città subisce un grave e doloroso torto, dall’altro canto gli organi universitari e politico-amministrativi pare abbiano accolto il detto taglio senza reazioni e con rassegnazione. Purtuttavia la nostra città non può permettersi tagli ingiusti che minano alla radice la volontà della comunità di crescere e svilupparsi e del territorio di costituire punto di riferimento in chiave regionale. Ed allora siamo a chiedere al Rettore dell’Università di Catanzaro e a tutti gli organi politico-rappresentativi (in primis al Sindaco Olivo) della comunità catanzarese, di attivare ogni canale affinché la facoltà di veterinaria continui a costituire una realtà della nostra città, ricorrendo, eventualmente, nei termini di legge, anche al Tribunale Amministrativo competente, in qualità di enti legittimati e rappresentativi degli interessi della comunità, contro il lesivo decreto-taglia facoltà, al fine di ripristinare la facoltà di veterinaria e di tutelare la nostra città e i diritti del nostro territorio e dei nostri studenti.


Il Direttivo dell’Associazione
Il Pungolo per Catanzaro