Il Tribunale del Riesame di Roma ha respinto l'istanza presentata dai difensori di Valter Lavitola, confermando la misura cautelare in carcere. Lavitola è accusato di essere il mandante dell'attentato ai danni del giornalista Sigfrido Ranucci, conduttore del programma Report su Rai 3.
Le accuse e il metodo mafioso
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Lavitola avrebbe orchestrato un attentato intimidatorio nei confronti di Ranucci, noto per le sue inchieste giornalistiche. I giudici hanno confermato l'aggravante del metodo mafioso, ritenendo che l'azione sia stata compiuta con modalità tipiche della criminalità organizzata. Tale aggravante comporta un aumento delle pene e una maggiore severità nelle misure cautelari.
La decisione dei giudici
L'istanza di scarcerazione presentata dai legali di Lavitola è stata rigettata. I giudici del Riesame hanno ritenuto sussistenti le esigenze cautelari e la gravità indiziaria, sottolineando la pericolosità sociale dell'indagato e il rischio di inquinamento probatorio. La difesa aveva chiesto gli arresti domiciliari o una misura meno afflittiva, ma il collegio ha confermato la custodia in carcere.
Le reazioni
La notizia ha suscitato ampio clamore nel mondo del giornalismo e della politica. Ranucci, che ha sempre denunciato pressioni e minacce per il suo lavoro, non ha rilasciato dichiarazioni immediate. Diverse associazioni professionali hanno espresso solidarietà al giornalista, sottolineando l'importanza della libertà di stampa e della tutela dei cronisti.
Chi è Valter Lavitola
Valter Lavitola è un imprenditore ed ex editore, noto alle cronache per le sue vicende giudiziarie e i suoi legami con il mondo politico. È stato coinvolto in diverse inchieste, tra cui quella sulla compravendita dei senatori e sui fondi neri. La sua figura è da sempre associata a scandali e intrecci tra affari e politica.