Verona, 15 perquisizioni della Polizia dopo i disordini in città
La Polizia di Stato di Verona ha condotto esta mattina un'operazione che ha portato a 15 perquisizioni nell'ambito delle indagini sui recenti episodi di disordine che hanno interessato la città. L'iniziativa rientra in un più ampio dispositivo di prevenzione e controllo del territorio, anche in vista delle mobilitazioni annunciate per i prossimi giorni.
Le perquisizioni e i ritrovamenti
Tredici perquisizioni sono state eseguite d'iniziativa, ai sensi dell'articolo 41 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, dagli investigatori della D.I.G.O.S. e della Squadra Mobile scaligera, con il supporto del personale della Questura. I destinatari sono giovani maggiorenni e minorenni, tutti residenti a Verona e provincia, nei cui confronti sono emersi elementi investigativi indicativi della possibile detenzione abusiva di armi, munizioni o materiali esplodenti.
Altre due perquisizioni sono state disposte dall'Autorità Giudiziaria nei confronti di due giovani maggiorenni, ritenuti possibile coinvolti nell'incendio di alcuni cassonetti avvenuto nei giorni scorsi all'esterno dell'Istituto "Giorgi" e negli episodi di intemperanza registrati in Piazza San Nicolò lo scorso 17 ottobre.
Sequestri e sviluppi investigativi
Nel corso delle operazioni sono stati rinvenuti e sequestrati un machete, uno storditore e una pistola softair priva di tappo rosso. Sono state inoltre poste sotto sequestro una tanica e una bottiglia di plastica contenenti benzina, nonché capi di abbigliamento riconducibili ai due giovani e ritenuti di interesse investigativo per i fatti contestati. I poliziotti hanno anche sequestrato due telefoni cellulari, all'interno dei quali sono state individuate chat utili al prosieguo delle indagini e all'individuazione di ulteriori soggetti coinvolti.
Uno dei giovani è stato segnalato al Prefetto per il possesso di una modica quantità di sostanza stupefacente.
Indagini in corso e prevenzione
L'attività investigativa della Polizia di Stato prosegue senza sosta, con l'analisi costante delle chat e dei canali social, con particolare attenzione ai contenuti relativi all'organizzazione delle prossime mobilitazioni. Gli accertamenti, tuttora in corso, sono finalizzati a individuare eventuali ulteriori responsabilità in relazione agli episodi già verificatisi e ad approfondire possibili collegamenti con le iniziative annunciate per il prossimo fine settimana, anche al fine di prevenire condotte che possano compromettere l'ordine e la sicurezza pubblica.
Si precisa che, per il principio di presunzione di innocenza, la responsabilità penale di ciascuno si considera accertata solo all'esito di giudizio con sentenza penale irrevocabile.
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