In occasione del 160° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone, la Fondazione Luciana Matalon presenta Verso il Sol Levante. Da Venezia al Giappone: la campagna oceanica della Vettor Pisani nei diari di Luchino Dal Verme, una mostra che restituisce alla memoria un viaggio straordinario, compiuto quando l’Italia unita muoveva ancora i primi passi sulla scena internazionale e il Giappone, sotto il governo dell’Imperatore Meiji, si apriva con sorprendente rapidità alla modernità.
Il progetto espositivo, ideato e curato da Nello Taietti, è stato realizzato con il patrocinio della Marina Militare Italiana, del Consolato Generale del Giappone a Milano, di Regione Lombardia, del Comune di Zavattarello, dell’Università degli Studi di Milano, della Società Geografica Italiana e della Camera di Commercio Giapponese in Italia.
Al centro del progetto è la figura di Luchino Dal Verme (1838–1911), ufficiale di Stato Maggiore, uomo di cultura e precettore del Principe Tommaso di Savoia, Duca di Genova, che partecipò alla lunga campagna della Real Corvetta Vettor Pisani come osservatore attento e interprete sensibile di un mondo allora lontanissimo dall’Europa.
La sua esperienza, iniziata il 31 marzo 1879, quando la Vettor Pisani lasciò Venezia, diventa oggi il filo conduttore di un racconto che attraversa mari, continenti e civiltà. Ma soprattutto diventa la testimonianza dell’incontro tra l’Italia del giovane Regno e un Giappone sospeso fra la forza della propria tradizione e l'impeto della trasformazione inaugurata dall’epoca Meiji.
Il cuore della mostra è Giappone e Siberia, il volume pubblicato da Luchino dal Verme nel 1882 al termine della campagna e del successivo viaggio di ritorno attraverso la Siberia.
Il libro è molto più di un diario di bordo. È la testimonianza di uno sguardo curioso e partecipe, capace di unire la precisione dell’osservatore alla sensibilità dell’uomo di cultura. Nelle sue pagine, la descrizione dei luoghi si accompagna alla riflessione sulle società incontrate, sulle loro forme artistiche, sui costumi, sulla vita quotidiana e sui profondi cambiamenti che stavano attraversando l’Asia.
È proprio questa voce, personale e insieme storica, a costituire il centro ideale del percorso espositivo e che, a distanza di quasi un secolo e mezzo, continua a interrogare il presente sul significato del viaggio, della conoscenza e dell’incontro fra culture, aspetto più che mai attuale ancora oggi.
La mostra nasce dal desiderio di riportare alla luce non soltanto la grande dimensione storica della spedizione, ma anche la sua dimensione intima e quotidiana di chi quel viaggio lo visse, lo osservò e ne conservò le tracce.
Il percorso espositivo costruisce così un dialogo tra documenti inediti, lettere, diari, note autografe e corrispondenze ducali, restituendo progressivamente il volto umano di Luchino dal Verme e la complessità della sua esperienza.
A queste testimonianze si affiancano 25 rare fotografie originali dell’epoca Meiji, provenienti dall’archivio di Nello Taietti, insieme a circa 80 fotografie legate al viaggio, gentilmente concesse dall’archivio fotografico della famiglia Dal Verme. Immagini che non sono semplici illustrazioni, ma vere e proprie soglie attraverso le quali lo spettatore può avvicinarsi a un Giappone ormai lontano, colto nel momento delicatissimo della propria trasformazione.
Il racconto è completato da rilievi idrografici, carte e materiali cartografici storici, che accompagnano la narrazione e ampliano la prospettiva sul patrimonio culturale incontrato dalla missione italiana.
Ne emerge una mostra concepita come un viaggio nella memoria, ma anche come una riflessione sul valore della conoscenza, perché ogni viaggio lascia dietro di sé una geografia di luoghi, ma anche una geografia interiore fatta di incontri, immagini, riflessioni e trasformazioni.
Orari di apertura mostra
Da martedì a sabato, 10–13 e 14–19
Ingresso libero