Gli agricoltori confermano il presidio giorno e notte mentre nel Vibonese alcuni impianti sospendono le erogazioni e le autobotti cercano percorsi alternativi
Il blocco delle autobotti a Vibo Marina comincia a incidere sulla disponibilità di benzina e gasolio nelle stazioni di servizio del territorio. A Vibo Valentia si registrano code davanti agli impianti ancora operativi, mentre alcuni distributori hanno esaurito parte delle scorte e altri risultano chiusi.
Gli agricoltori hanno deciso di proseguire la protesta ad oltranza, mantenendo il presidio anche durante la notte davanti ai depositi petroliferi. Una scelta che prolunga le difficoltà di approvvigionamento e rende decisiva la mediazione avviata per consentire almeno una quota di rifornimenti alla rete.
Il presidio resta davanti ai depositi di Vibo Marina
Il centro della mobilitazione rimane l’area dei depositi Eni e Meridionale Petroli, lungo Viale delle Industrie. Si tratta di uno snodo strategico per l’approvvigionamento regionale, dal quale parte una parte rilevante dei carburanti destinati ai distributori calabresi.
L’ipotesi di smantellare il presidio e trasferire la protesta verso l’aeroporto di Lamezia Terme ha lasciato spazio alla decisione di restare a Vibo Marina. I trattori continuano quindi a presidiare gli accessi agli impianti, rallentando l’ingresso e l’uscita delle autocisterne.
Alla base della mobilitazione ci sono i costi di produzione agricola, sempre più difficili da sostenere, e prezzi di vendita che, secondo i manifestanti, spesso non consentono di recuperare le spese. Attraverso il blocco di un nodo logistico centrale, gli agricoltori intendono mantenere alta l’attenzione sulle difficoltà del settore e sollecitare risposte dalle istituzioni.
Un accordo consente il passaggio di una quota di autobotti
Il presidio prevede una deroga per limitare le ripercussioni sulla distribuzione. Un’intesa raggiunta tra i manifestanti e la Questura consente il carico e il passaggio di un numero limitato di mezzi, con l’obiettivo di mantenere un flusso minimo di carburante verso le stazioni di servizio.
Nella mattinata descritta, quattro autobotti avevano già caricato e lasciato i depositi, mentre altre sei erano in attesa di completare le operazioni. Il compromesso riguarda dunque dieci autocisterne giornaliere, raggiunte le quali il blocco dovrebbe tornare pienamente operativo.
Davanti agli impianti restano inoltre incolonnati altri mezzi, in attesa di conoscere i tempi di accesso. La mediazione può attenuare le difficoltà immediate, ma la sua efficacia dipenderà dalla durata della protesta e dalle necessità della rete distributiva.
Code a Vibo Valentia e primi distributori senza benzina o gasolio
Le conseguenze più evidenti si osservano a Vibo Valentia, dove gli automobilisti si concentrano nelle stazioni di servizio che dispongono ancora di scorte. File sono state segnalate presso alcuni impianti Dmt, Eni e Ip ancora in grado di erogare gasolio.
In altri distributori sono comparsi cartelli che annunciano l’esaurimento di benzina o diesel, con la sospensione delle relative erogazioni. Alcune stazioni risultano invece completamente chiuse.
A incidere sulle disponibilità è anche l’aumento delle richieste: il timore di non trovare carburante spinge più automobilisti a cercare un rifornimento, accelerando il consumo delle scorte residue. La situazione può quindi cambiare da un impianto all’altro, in base al prodotto disponibile e all’arrivo di nuove consegne.
Autobotti verso Taranto per aggirare il blocco
Le difficoltà di carico a Vibo Marina stanno spingendo gli operatori a cercare alternative. Una ventina di autobotti avrebbe raggiunto Taranto per rifornirsi e tentare di compensare il rallentamento delle consegne dalla Calabria.
Anche questa soluzione resta però incerta. Il Movimento Territorio e Agricoltura ha avviato contatti con realtà analoghe in Puglia e in altre regioni, prospettando la possibilità di ulteriori iniziative di protesta.
L’eventuale estensione della mobilitazione ad altri punti di carico potrebbe rendere più complessa la ricerca di percorsi alternativi per l’approvvigionamento.
Perché il blocco dei camion rallenta anche le navi cisterna
Il rallentamento delle autocisterne produce effetti anche sulle forniture di carburante via mare. Una nave si trova alla fonda davanti al porto di Vibo Marina, mentre un’altra è attesa in arrivo: la possibilità di scaricare dipende dallo spazio disponibile nei serbatoi dei depositi.
Il funzionamento della catena logistica spiega questo passaggio. Le navi consegnano il prodotto agli impianti costieri, dove viene immagazzinato; le autobotti lo prelevano e lo trasportano ai distributori. Se i camion non riescono a caricare con regolarità, i serbatoi si svuotano più lentamente e possono non avere capacità sufficiente per accogliere nuove consegne.
Il blocco dei depositi petroliferi di Vibo Marina incide quindi su più livelli, dal trasporto stradale allo scarico delle navi, fino alla disponibilità di carburante alle pompe.
La durata della protesta sarà decisiva per i rifornimenti
Il passaggio concordato delle autocisterne offre un margine per contenere le conseguenze più immediate, ma resta da capire quanto riuscirà a compensare la riduzione delle consegne.
Con il presidio degli agricoltori confermato giorno e notte, l’evoluzione della situazione dipenderà dai volumi di carburante distribuiti, dalle alternative di carico e dall’esito del confronto con le istituzioni. Nel Vibonese, intanto, le prime sospensioni delle erogazioni e le code mostrano gli effetti concreti del rallentamento logistico.