Il Tribunale di Catanzaro ha ritenuto inutilizzabili nel procedimento cautelare le immagini della sparatoria del 28 agosto. L’uomo torna in libertà, ma resta indagato
Annullata la misura cautelare in carcere
Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei confronti di Antonio Manco, coinvolto nell’indagine sulla sparatoria avvenuta il 28 agosto a Vibo Valentia.
La decisione è stata adottata in seguito al ricorso presentato dagli avvocati Giuseppe Orecchio e Francesco Lione. Con l’annullamento del provvedimento cautelare, Manco è tornato in libertà. La sua posizione giudiziaria, tuttavia, resta aperta: l’uomo è ancora indagato per tentato omicidio, detenzione e porto illegale di arma da fuoco.
Il filmato di videosorveglianza ritenuto inutilizzabile
Un elemento centrale nella valutazione dei giudici è stato il video di sorveglianza acquisito dalla Procura di Vibo Valentia e inserito tra gli atti utilizzati a sostegno dell’accusa.
Il Riesame ha accolto l’eccezione formulata dalla difesa, secondo la quale il filmato sarebbe stato depositato oltre i termini previsti. Per questa ragione, le immagini sono state considerate inutilizzabili nell’ambito del procedimento cautelare.
La decisione riguarda quindi la validità dell’elemento probatorio ai fini della misura restrittiva e non rappresenta una pronuncia definitiva sulle responsabilità dell’indagato, che dovranno essere accertate nel prosieguo dell’inchiesta.
Le immagini erano considerate rilevanti per l’accusa
Il filmato aveva avuto un ruolo importante nell’ordinanza con cui il giudice per le indagini preliminari aveva disposto la custodia in carcere. Secondo la ricostruzione contenuta nel provvedimento, le telecamere avrebbero ripreso la sequenza degli spari esplosi contro Gabriele Ionadi, 60 anni.
L’uomo era stato raggiunto da alcuni proiettili, riportando ferite giudicate non gravi. Le immagini erano state indicate tra gli elementi utili a sostenere l’ipotesi di tentato omicidio.
La dichiarata inutilizzabilità del video nel procedimento cautelare ha dunque inciso sulla solidità del quadro indiziario valutato per giustificare la permanenza in carcere.
La versione fornita da Manco durante l’interrogatorio
Nel corso dell’interrogatorio, Antonio Manco aveva ammesso di aver esploso alcuni colpi di arma da fuoco, offrendo però una ricostruzione differente rispetto a quella prospettata dall’accusa.
L’indagato aveva sostenuto di aver agito con l’intenzione di intimidire Ionadi, escludendo la volontà di ucciderlo. Saranno gli ulteriori accertamenti investigativi e le successive valutazioni giudiziarie a chiarire la dinamica della sparatoria e l’effettiva rilevanza penale della condotta contestata.