Caccamo (Pa) - È stata profanata ieri la tomba di Salvatore Giuffrè, padre di Antonino Giuffrè, ex capo mandamento di Caccamo, che ora collabora con la giustizia, arrestato otto anni fa dai carabinieri, durante la sua latitanza. Erano più o meno le 18.00 quando i custodi del cimitero effettuando il solito controllo prima di chiudere i cancelli, si sono accorti della dissacrazione. La violazione, sarebbe stata messa in atto, nel pomeriggio, appunto, anche se sull’ora esatta regna ancora l’incertezza. Il cimitero, infatti, solitamente chiuso intorno all’una, era rimasto aperto per consentire la celebrazione di un funerale. [MORE]I vigilanti hanno notato quasi subito che alcuni loculi erano inspiegabilmente anneriti e che uno di essi aveva la lapide completamente distrutta. Allertatati immediatamente i Carabinieri della Stazione di Caccamo, oltre a questi sono intervenuti e si occupano del caso i militari del Nucleo Operativo della Compagnia di Termini Imerese ed il personale della Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Palermo, che si sono occupati di effettuare i rilievi tecnico-scientifici ed hanno esaminato la scena del crimine.
Gli inquirenti stanno cercando di far luce sulle modalità di esecuzione del reato e le motivazioni che hanno indotto a perpetrarlo. Nessuna pista viene esclusa a priori dagli investigatori che stanno analizzando caso e circostanze ad ampio raggio ed hanno sigillato l’intera zona, impedendo al pubblico di potervi accedere.
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