1 Settembre
BANCO DEL MUTUO SOCCORSO Sembra ieri ma sono già trascorsi 37 anni da quando Nocenzi- Di Giacomo & Co hanno iniziato ad introdurre piccole monete in un salvadanaio... quello stesso salvadanaio che oggi, a distanza di anni, riesce ancora a rivelarci tesori di valore inestimabile. Il progetto musicale confluito sotto la denominazione di BANCO DEL MUTUO SOCCORSO resta uno dei più significativi esempi di contaminazione globale. Con il Banco la musica rock sale di livello abbandonando certi suoi luoghi comuni e ne ridisegna un percorso significativamente diverso per forma e contenuto. [MORE]
E’ voce unanime della carta stampata e della critica internazionale che i musicisti romani traccino un percorso talmente proprio da far coniare il termine “musica alla Banco”, che la dice lunga su come la storicizzazione di questa band non sia limitata al mito metropolitano, ma risulti segnata soprattutto da una proposta in continua evoluzione, contribuendo a consacrare il rock progressivo italiano in tutto il mondo. Gli anni ‘90 sono anche stati caratterizzati da un ritorno massiccio alle performance live del gruppo che hanno toccato non solo l’Italia ma anche il Giappone, il Messico e l’Argentina. In questi anni nasce anche la voglia di presentare i brani storici, e non solo, nella loro veste più vera, più comunicativa, ricercando le sensazioni provate nel momento di comporli. A questo esperimento partecipano i tre membri storici del Banco Vittorio Nocenzi, Francesco Di Giacomo e Rodolfo Maltese più il giovane Filippo Marcheggiani in qualità di secondo chitarrista. Il pubblico sembra gradire l’alternanza tra versioni acustiche ed “elettriche” tanto che da uno dei concerti di maggior successo in Giappone (On Air West, il 25 e 26 maggio 1997) viene tratto un album intitolato NUDO (1997). Nel novembre 2003 è uscito NO PALCO, live che celebra i 30 anni di carriera del gruppo, con ospiti come Morgan, Francesco Zampaglione e Roberto Gatti.
Line Up
Vittorio Nocenzi: pianoforte, tastiere
Francesco Di Giacomo: voce
Rodolfo Maltese: chitarre
Tiziano Ricci: basso elettrico
Maurizio Masi: batteria
Filippo Marcheggiani: chitarre
Alessandro Papotto: strumenti a fiato
2 Settembre
Alberto Fortis nasce a Domodossola nel 1955 e si dedica presto alla musica: a tredici anni costituisce la sua prima band e a sedici anni ottiene la sua prima apparizione televisiva a Rai2. Il suo album di debutto, “Alberto Fortis”, del ‘79, viene prodotto da Claudio Fabi ed è accompagnato dalla Premiata Forneria Marconi. Brani quali “La sedia di lillà” e “Il Duomo di notte” lo collocano rapidamente fra gli artisti più interessanti e amati del nuovo panorama musicale italiano degli anni Ottanta. Il videoclip a cartoni animati del brano “Milano e Vincenzo” è realizzato da Andrea Pazienza, e Tiziano Riverso gli ha dedicato “Berty”, una serie di fumetti ispirati al suo percorso artistico. Nell’arco della sua carriera Alberto Fortis ha pubblicato sedici album realizzati tra Italia, Stati Uniti e Inghilterra. Ha ottenuto un disco di platino e due d’oro, e ha superato il milione e mezzo di copie vendute. Il brano “Il Duomo di notte” è stato incluso nella classifica delle 100 canzoni fondamentali nella storia del pop-rock, in compagnia di titoli quali “Imagine” di John Lennon e “Like a Rolling Stone“ di Bob Dylan.
La sua carriera lo ha portato a lavorare con alcuni fra i nomi più autorevoli del panorama artistico italiano e internazionale. I concerti sono un punto di forza della sua carriera, tanto nelle esibizioni per pianoforte e voce, quanto in quelle con la sua band. Gli incontri con Paul McCartney, Yoko Ono e con il regista Wim Wenders, lo hanno portato a esibirsi in concerti live anche a Los Angeles e a New York.
Sensibile ai temi sociali e umanitari, Alberto è stato ricevuto in udienza privata dal Dalai Lama, è ambasciatore UNICEF per i bambini della popolazione nativo-americana Navajo, e da tre anni è testimonial di AISM (Associazione Italiana contro la Sclerosi Multipla, presieduta dal premio Nobel Rita Levi Montalcini), insieme con il calciatore della Nazionale Gianluca Zambrotta. Alberto è inoltre testimonial di City Angels, associazione umanitaria di volontariato sociale.
Per il suo impegno in favore dei diritti umani nel maggio 2009 gli è stato attribuito The Human Rights Hero Awards.
3 Settembre
ABDULLAH 'DOLLAR BRAND' IBRAHIM nato a Capetown, ha oggi 77 anni ben portati, malgrado abbia trascorso lunghi periodi in volontario esilio per l’apartheid. È molto devoto alla memoria di Duke Ellington che ebbe la fortuna di incontrare a Zurigo nel 1963. Il maestro aveva un occhio infallibile per i nuovi talenti, e fu talmente impressionato dal giovane virtuoso della tastiera, che fino a quel momento aveva pubblicato soltanto due lp, da organizzare subito per lui una seduta di registrazione della quale si fece garante. L’album Duke Ellington Presents The Dollar Brand Trio fece decollare il pianista a livello internazionale. Si ricordi pure che Ellington spinse la sua ammirazione fino a far sedere il futuro Ibrahim al proprio posto (una sola volta, ma non si citano altri esempi) nella propria orchestra.
Ibrahim sa suonare anche strumenti a fiato e ritmici, ma ormai li ha abbandonati. Può succedere di sentirlo cantare con voce baritonale intensa che ha toni intenzionali di preghiera, più di frequente nella sua copiosa produzioni discografica che nei concerti. Però gli spettatori dei Jazz Tage di Berlino del 1978 ebbero un privilegio unico. Il programma del Festival annunciava sia Dollar Brand sia Miriam Makeba e i due grandi, una sera, improvvisarono un'interpretazione vocale di Tula Dubula, un inno sudafricano di bellezza assoluta. Fu dopo quel festival che Dollar si convertì all’islamismo, colto da una pulsione religiosa irresistibile. Oggi sostiene che ogni sua esecuzione è una preghiera, e che le sue mani sui tasti sono mosse da Allah.
Non mancano ammiratori che ci credono perché lo dice lui. Dollar Brand, è annoverato tra i grandi musicisti del XX secolo, non esclusivamente di ambito jazzistico. Le sue composizioni infatti non conoscono confini di genere, arrivando a fondere gli stili più disparati, dalla musica popolare araba al jazz classico, il bebop e il free, dalla musica tradizionale africana agli inni cristiani. A Catanzaro si presenta con i suoi abituali accompagnatori, il bassista Belden Bullock e il batterista George Gray, strumentisti eccezionali con i quali condivide la ricerca dedicata all’inserimento delle più diverse linee melodiche popolari nell’improvvisazione jazzistica. Attratto, inizialmente, da Thelonius Monk e Duke Ellington, non è più possibile, oggi, individuarne le influenze, giacché sono piuttosto l’originalità e la creatività della sua musica ad essere divenute un riferimento per gli altri., tanto da far affermare, ad un noto critico: “Non mi stupirei affatto se un giorno Abdullah passasse alla storia come il musicista che ha introdotto l’arte dell’improvvisazione nella musica classica”.
4 Settembre
TONY HADLEY of SPANDAU BALLET AND HIS BAND Dopo lo scioglimento della band nel 1988, Tony Hadley ha continuato il suo percorso musicale da solista e vedere oggi dal vivo uno dei personaggi di spicco del pop inglese anni \'80 come lui significa non solo gustare i grandi successi che hanno contraddistinto l\'epoca del filone pop “New Romantic”, ma anche riascoltare alcune tra le più belle canzoni che hanno fatto sognare un\'intera generazione. Basti pensare a To cut a long short story, il singolo di debutto, e Chant nr.1, ma anche a True e Gold, i singoli che proiettano la band in testa alle classifiche europee, per non parlare poi di Through the barricades e Build me up, brano simbolo della carriera solistica di Hadley.
Dopo The State of Play ed il live album Obsession, Il terzo disco solista in uscita nel 2006 confermerà il talento di Tony Hadley che, in vent\'anni di carriera, alternando la fama degli anni \'80 a momenti più difficili, ha continuato a fare musica imponendosi non solo come icona della musica pop degli ultimi anni, ma anche come interprete e live performer. Nel corso della sua carriera, Tony Hadley ha anche collaborato con diversi artisti e gruppi musicali della scena dance, nonché Dj del calibro di Tin Tin Out, Eddie Lock, Marc et Claude, Regi Penxten (dei Milk Inc.) e i Disco Bros., suonando con musicisti quali Alice Cooper, Paul Young, Jon Anderson e Brian May. Proprio all’inizio di quest’anno, ha collaborato anche con il rapper italiano Caparezza per la realizzazione del singolo ”Goodbye Malinconia”, anteprima del disco “Il sogno eretico”.
Line up Tony Hadley Voce
John Keeble Batteria (ex Spandau Ballet)
Philip Taylor Tastiere Philip Williams Basso
Richard Barret Chitarra