Il 21 agosto, nella Baia di Soverato, una grande festa tributa Freddie Mercury nel quarantesimo anniversario di una delle stagioni più celebri della storia dei Queen. Sul palco i ReQueen, con la regia e il light design di Paolo Panizza.
Ci sono artisti la cui influenza non si misura soltanto attraverso il numero dei dischi venduti o la permanenza nelle classifiche. La loro impronta diventa parte dell'immaginario di un'epoca, attraversa la musica e finisce per incidere sul modo stesso in cui una generazione concepisce lo spettacolo.
Freddie Mercury appartiene a questa ristretta categoria.
Nel 2026, anno in cui avrebbe compiuto ottant'anni, Armonie d'Arte gli dedica una serata speciale: venerdì 21 agosto, alle ore 22.00, la Baia di Soverato (spiaggia antistante via dell’Ippocampo) ospiterà “WE ARE THE CHAMPIONS – FREDDIE MERCURY ’80”, una grande festa-tributo alla musica dei Queen, una produzione concepita espressamente per il contesto costiero, protagonisti i ReQueen con la regia e il light design di Paolo Panizza.
La scelta di celebrare l’immenso Freddie Mercury a ottant'anni dalla nascita non è soltanto una ricorrenza anagrafica. È l'occasione per tornare su una figura che, a oltre trent'anni dalla sua scomparsa, continua a rappresentare uno dei casi più interessanti di permanenza di un artista nell'immaginario contemporaneo.
Freddie Mercury nacque il 5 settembre 1946 a Zanzibar. La sua vicenda artistica si sviluppò nella Londra che, tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Settanta, stava diventando uno dei laboratori più fertili della cultura musicale occidentale. Quando, nel 1971, la formazione dei Queen si completò con John Deacon accanto a Mercury, Brian May e Roger Taylor, prese forma una delle esperienze più originali e difficilmente classificabili del rock britannico.
I Queen non furono una band riconducibile a un unico genere.
La loro produzione attraversò hard rock, pop, progressive, musica operistica, ballad, funk e rock'n'roll, spesso all'interno dello stesso brano. Questa libertà compositiva fu uno degli elementi che permisero al gruppo di superare rapidamente i confini del pubblico rock e di diventare un fenomeno di massa. Ridurre la storia dei Queen alla loro produzione discografica significherebbe perdere uno degli aspetti più rilevanti della loro eredità.
Con Freddie Mercury la dimensione performativa acquisì un peso nuovo.
Con lui, ogni concerto diventava un'opera complessa, nella quale musica, scenografia, costumi, luci, gestualità e rapporto con gli spazi contribuivano alla costruzione di un'identità precisa.
Il suo modo di stare sul palcoscenico, la teatralità, l'uso del corpo e la capacità di governare platee sempre più vaste contribuirono a modificare l'idea stessa di frontman. I Queen furono tra i protagonisti della progressiva trasformazione del concerto rock in un grande dispositivo spettacolare, anticipando una concezione della musica dal vivo nella quale la dimensione visiva avrebbe assunto un'importanza sempre maggiore.
È anche per questo che il rapporto fra Queen e anni Ottanta rimane particolarmente significativo. È in questo arco temporale che si colloca gran parte dell'immaginario associato oggi ai Queen.
Un immaginario nel quale convivono brani diventati patrimonio della cultura popolare come “Radio Ga Ga”, “I Want to Break Free”, “A Kind of Magic”, “Who Wants to Live Forever”, “Friends Will Be Friends”, “The Show Must Go On”, insieme alle grandi composizioni delle stagioni precedenti.
E, naturalmente, “We Are the Champions”.
Pubblicata nel 1977, la canzone composta da Freddie Mercury è progressivamente uscita dal perimetro della discografia dei Queen per entrare in quello della cultura popolare. È stata adottata dalle competizioni sportive, dalle celebrazioni, dalle grandi vittorie e da tutto ciò che richiede una colonna sonora immediatamente riconoscibile.
Il titolo scelto da Armonie d'Arte per questo imponente tributo nasce proprio da qui.
“WE ARE THE CHAMPIONS – FREDDIE MERCURY ’80” non intende soltanto celebrare un repertorio musicale. Porta nella Baia di Soverato un immaginario che appartiene ormai a più generazioni e che continua a essere riconoscibile anche al di fuori dei confini strettamente musicali.
A interpretarlo saranno i ReQueen, formazione italiana specializzata nel repertorio dei Queen e attiva da oltre dieci anni.
Il progetto dei ReQueen si fonda su una ricerca particolarmente accurata nella riproduzione delle caratteristiche musicali e vocali della band britannica, con attenzione agli arrangiamenti, alle armonie vocali, agli strumenti e alla dimensione scenica.
La formazione comprende Antonio Capraro alla voce e pianoforte, Fabio Potenziani alla chitarra e cori, Carlo Di Tore Tosti al basso e cori e Massimo Polidori alla batteria.
Nel corso della propria attività, la band ha sviluppato rapporti e collaborazioni significative nell'ambito della galassia Queen. Tra queste, il coinvolgimento da parte di Universal Music Italia in occasione della promozione di produzioni dedicate ai Queen e la collaborazione con Peter Freestone, storico assistente personale di Freddie Mercury.
Un percorso che distingue il progetto ReQueen dalla semplice riproposizione di cover e che trova nella fedeltà musicale e nella ricostruzione della dimensione scenica dei Queen il proprio tratto caratterizzante.
Per Armonie d'Arte la scelta di affidare a loro questo omaggio si inserisce nella più ampia ricerca del Festival sui rapporti fra musica, luoghi e forme dello spettacolo.
La Baia di Soverato offrirà, in questo caso, una scenografia naturale radicalmente diversa dagli abituali luoghi del concerto. Il mare e la spiaggia saranno parte dell'impianto visivo della serata, mentre un allestimento site specific, progettato per il contesto, costruirà una relazione precisa fra palco, pubblico, luci e paesaggio.
La regia e il light design di Paolo Panizza avranno un ruolo centrale proprio nella definizione di questa dimensione.
L'obiettivo è sottrarre l'evento alla logica della semplice trasposizione di un concerto in un luogo diverso e utilizzare invece le caratteristiche della Baia – la linea dell'acqua, l'orizzonte, la dimensione notturna della costa – come elementi della costruzione scenica.
È una scelta coerente con la filosofia di Armonie d'Arte, che nel corso della propria storia ha fatto dei luoghi una componente essenziale della progettazione artistica, sperimentando il rapporto fra patrimonio, paesaggio e spettacolo.
Dalla monumentalità del Parco archeologico di Scolacium alla dimensione sospesa dell’Orto Botanico, fino alla spiaggia e al mare della Baia di Soverato, Armonie d’Arte continua a concepire il territorio non come semplice contenitore degli spettacoli, ma come parte della drammaturgia dell’evento.
E con “WE ARE THE CHAMPIONS – FREDDIE MERCURY ’80” sarà proprio il mare a diventare palcoscenico naturale di una notte dedicata a una delle icone assolute della musica contemporanea.
Una notte da vivere sulla spiaggia, da ascoltare, da guardare e soprattutto da cantare.
Una scelta che assume un significato particolare proprio nell'anno dell'ottantesimo anniversario della nascita di Mercury: una ricorrenza che permette di rileggere, a distanza di decenni, la parabola di un artista che seppe portare il rock oltre i suoi stessi confini, trasformandolo in una forma di spettacolo capace di parlare contemporaneamente alla musica colta e alla cultura popolare, alla dimensione intima della canzone e alla monumentalità degli stadi.
Il 21 agosto, nella Baia di Soverato, quella storia tornerà dunque a essere musica dal vivo.
Non una ricostruzione museale del passato, ma una nuova messa in scena di un repertorio che continua a dimostrare una singolare capacità di attraversare il tempo.
L’ingresso all’evento in spiaggia sarà libero e gratuito. Disponibili posti a sedere con biglietto al costo di 10 euro.
Ulteriori info e ticketing online su www.armoniedarte.com e sui canali social dedicati.