6-7-8 e 13-14-15 novembre 2026 | Vignanello (VT)
Programma ufficiale
prolocovignanello.org
Olio appena franto e vino novello, antiche cantine scavate nel tufo, taverne, rievocazioni storiche e il patrimonio di uno dei borghi della Tuscia viterbese: per due fine settimana, dal 6 all’8 e dal 13 al 15 novembre 2026, Vignanello torna a celebrare i prodotti e le tradizioni del territorio con la XXVI Festa dell’Olio e del Vino Novello. L’evento è patrocinato dal patrocinio del Ministero della Cultura, dalla Regione Lazio e dal Comune di Vignanello.
Sei giornate per conoscere e assaporare il territorio della Tuscia Cimina attraverso percorsi del gusto e degustazioni guidate, taverne e ristoranti, antichi mestieri, cortei e rievocazioni storiche, spettacoli e musica, ma anche per scoprire Vignanello attraverso le visite al Castello Ruspoli e ai Connutti, gli antichi percorsi sotterranei del paese. Un programma che dalla mattina prosegue fino a sera e che ha nell’olio e nel vino novello, espressione della nuova stagione, il suo naturale filo conduttore.
OLIO E VINO, DALLA PRODUZIONE ALLA DEGUSTAZIONE
I percorsi del gusto conducono alla scoperta delle produzioni del territorio, mentre un programma di degustazioni guidate è dedicato ai due protagonisti della Festa. Nell’Aula consiliare gli incontri “Impariamo a conoscere l’olio” avvicineranno il pubblico alle caratteristiche dell’olio, mentre nelle cantine del centro storico si imparerà a conoscere il vino, anche attraverso l’ironico “Corso di recupero per astemi”. Due workshop, in programma domenica 8 e domenica 15 novembre, approfondiranno inoltre il mondo dell’olio extravergine di oliva: il primo sarà dedicato al suo ruolo nella dieta mediterranea, con interventi di esperti dell’Università della Tuscia, mentre il secondo offrirà una panoramica internazionale sulla produzione di qualità, con la partecipazione di Marco Oreggia, giornalista ed esperto del settore. Entrambi gli appuntamenti, dalle 10.30 alle 12.30, si concluderanno con un assaggio guidato.
Nei due fine settimana il circuito agroalimentare della Tuscia Cimina porterà inoltre nel centro storico le produzioni del territorio, accanto al mercatino dell’artigianato e al percorso degli antichi mestieri. La Festa vive naturalmente anche a tavola. Taverne e ristoranti saranno aperti durante tutti e sei i giorni della manifestazione, mentre la sera tornerà in piazza l’appuntamento con caldarroste e vino, uno dei momenti più semplici e conviviali della Festa.
La cucina locale conserva preparazioni profondamente legate alla tradizione vignanellese: dagli gnocchi fatti a mano “co’ a grattacacio” allo spezzatino con olive nere, dai “crucchi” al “pamparito”, il caratteristico pane aromatizzato all’anice. Piatti della cucina del territorio che hanno accompagnato anche le precedenti edizioni della manifestazione.
IL BORGO, IL CASTELLO E I PERCORSI SOTTERRANEI
Accanto all’enogastronomia, la Festa offre l’occasione per conoscere alcuni dei luoghi più significativi di Vignanello. Nei due venerdì sono previste visite guidate al Castello Ruspoli e ai Connutti, mentre il sabato e la domenica visite guidate e percorsi del gusto partiranno dall’Info Point al mattino e nel pomeriggio.
Il Castello Ruspoli, sorto su una precedente struttura medievale e trasformato nel corso del Cinquecento, conserva uno dei più significativi e meglio conservati esempi di parterre all’italiana del XVII secolo. Il giardino fu voluto all’inizio del Seicento da Ottavia Orsini, moglie di Marc’Antonio Marescotti e figlia di Vicino Orsini, ideatore del Sacro Bosco di Bomarzo.
Un grande spazio rettangolare attraversato da quattro viali disegna dodici parterre, definiti da siepi e rigorose geometrie vegetali. Nelle aiuole centrali il bosso compone ancora le iniziali di Ottavia Orsini e dei figli Sforza e Galeazzo, mentre al centro del giardino si conserva la peschiera con balaustra in peperino. Il giardino è giunto fino a oggi conservando sostanzialmente la sua struttura storica.
La visita prosegue nei Connutti, gli antichi percorsi sotterranei di Vignanello, che durante la Festa entrano così in un itinerario capace di unire patrimonio storico e cultura enogastronomica del territorio.
Saranno inoltre organizzate visite al Museo DiVino – Museo del vino dei Colli Cimini, che attraverso installazioni audiovisive, oggetti, immagini d’epoca e testimonianze racconta la cultura del vino e il suo legame con la storia e la comunità di Vignanello. Un percorso tra saperi e memorie locali che mette in relazione passato e presente.