Zelensky avverte l'Occidente: sanzioni allentate alla Russia sono segno di debolezza
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un monito chiaro ai partner internazionali: qualsiasi allentamento delle sanzioni contro la Russia senza un accordo duraturo per una de-escalation sarebbe un segno di debolezza. Secondo il leader di Kiev, una mossa del genere avvantaggerebbe Mosca, permettendole di continuare a uccidere e a infliggere danni sempre maggiori al mondo intero.
Il rischio di concessioni a Putin
Zelensky non usa mezzi termini: i regali a Putin non porteranno né pace né benefici concreti. Al contrario, la Russia risponderebbe con ulteriore terrore e tradimento. Il riferimento è alle possibili aperture sul fronte delle esportazioni di prodotti petroliferi russi, che secondo il presidente ucraino equivalgono a investire in una guerra che va terminata, non prolungata.
La proposta ucraina sugli attacchi alle infrastrutture
Nel suo intervento, Zelensky ha avanzato una proposta precisa: l'Ucraina non incendierà le raffinerie di petrolio russe se la Russia smetterà di distruggere le infrastrutture energetiche ucraine. Si tratta, ha spiegato, di un vero e proprio scambio che Kiev è pronta a discutere con gli Stati Uniti, nella convinzione che Washington sia abbastanza forte da raggiungere un simile compromesso.
La richiesta di fermezza all'Occidente
Il messaggio di Zelensky è rivolto soprattutto agli alleati occidentali, chiamati a non cedere alla tentazione di ridurre la pressione su Mosca. Ogni allentamento delle sanzioni, ha avvertito, verrebbe letto dal Cremlino come un via libera a proseguire l'aggressione. La posizione ucraina resta quindi ferma: nessun passo indietro senza garanzie concrete di de-escalation.
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