CAGLIARI, 31 OTTOBRE 2012 – La decima giornata di campionato è stata disputata nel turno infrasettimanale di mercoledì 31 ottobre. La Juventus non arresta la sua corsa, anche se contro un buon Bologna riesce a segnare il goal della vittoria solamente al 92° minuto; intanto l’Inter segue a ruota staccata di soli due punti, grazie alla vittoria contro la Sampdoria. Il Napoli cade in casa dell’Atalanta e la Lazio pareggia in casa col Torino. Il Cagliari dilaga contro il Siena, il Parma batte la Roma, il Chievo affonda il Pescara. Pareggio tra Palermo e Milan e tra Udinese e Catania.
La Juventus parte bene nello stadio bianconero e si rende subito pericolosa con Giaccherini e Pogba, che centra anche il palo. Nel primo tempo il risultato non si sblocca; sia Gabbiadini che Pogba riescono a mandare la palla in rete, ma in entrambi in casi l’arbitro aveva già interrotto il gioco per due falli in attacco. I padroni di casa non si arrendono e Quagliarella, Bendtner e Pogba ci provano sino all’intervallo, lasciando pochissime occasioni a un timido Bologna. Al 54° Giaccherini offre una palla d’oro a Quagliarella, il quale appoggia in rete e porta la sua squadra in vantaggio. È sempre l’attaccante napoletano a impensierire Agliardi, che però si fa trovare pronto in almeno un paio di occasioni. Al 72° i felsinei trovano il pareggio con Taider, bravissimo a sfruttare un errore difensivo di De Ceglie e a infilare Buffon. Asamoah, Pirlo e Vucinic non riescono a concretizzare i loro tentativi di riportare avanti la Vecchia Signora, mentre sul fronte opposto Bonucci è bravo a chiudere anticipando Gilardino. Quando la partita sembrava finita, Pogba insacca di testa un ottima palla servitagli da Giovinco sul secondo palo; il francese, autore di un’ottima partita, tiene la Juventus in vetta segnando il goal della vittoria all’92° minuto.[MORE]
L’Inter vince in rimonta contro la Samp e scavalca il Napoli in classifica, mentre i blucerchiati subiscono la quinta sconfitta consecutiva. Brivido in avvio per i nerazzurri, quando Handanovic rischia di essere beffato da un cross deviato di Berardi. Al 20° minuto c’è una punizione dalla tre quarti a favore degli ospiti; papera di Ranocchia che fallisce l’intervento di testa e lascia la palla a pochi passi dalla porta, Munari non si fa pregare e insacca. La squadra di Stramaccioni cerca il pareggio, ma non riesce a finalizzare. Per ben due volte Cassano rinuncia alla conclusione in porta per tentare un improbabile assist a favore di Milito; Romero, dal canto suo, si salva prima dall’attacco di Pereira e poi da Guarin. Al 51° avviene un episodio chiave; rigore per l’Inter ed espulsione per Costa a causa di un ingenuo fallo da dietro in area su Milito. Un minuto più tardi il Principe realizza il penalty e firma il pareggio. Con l’uomo in più i padroni di casa diventano inarrestabili e solo il palo toglie a Milito la gioia del raddoppio. Bastano pochi minuti per vedere il secondo goal dei nerazzurri; un errore di Renan lancia il contropiede interista, Cassano trova Palacio che di prima calcia un bel diagonale insidioso e segna. Palacio e Cambiasso cercano ancora la porta, mentre Cassano su punizione trova la traversa. La terza marcatura arriva all’80° con Guarin, imbeccato splendidamente dal solito Fantantonio, che si conferma uomo assist oltre che bomber. La Sampdoria protesta per un probabile fuorigioco di Nagatomo in avvio dell’azione che ha portato alla terza rete dell’Inter. Al 94° la squadra di Ferrara realizza il secondo goal con Eder, che di sinistro batte Handanovic in uscita.
L’Atalanta vince a Bergamo contro il Napoli orfano di Cavani. I partenopei sono subito pericolosi con Pandev e Insigne, ma al 19° arriva il goal degli orobici, firmato da Carmona, che approfitta del suggerimento di Denis e con una bomba batte De Sanctis. Hamsik, Inler e Cannavaro rispondono ai bergamaschi, ma non riescono a trafiggere Consigli; intanto sul fronte opposto sono Bonaventura e soprattutto Brivio a minacciare il portiere napoletano. Il talentuoso Insigne e il solito Hamsik bersagliano la porta nerazzurra, ma non riescono a sfondare il muro eretto dal portiere avversario. La Dea è ancora pericolosa con Denis, Schelotto e Bonaventura. Maggio ha l’opportunità di agguantare il pareggio al 92° minuto, ma colpisce male di testa e nonostante sia smarcato in area, manda la palla fuori.
All’Olimpico di Roma il Torino passa in vantaggio dopo appena dieci minuti di gioco grazie al goal di testa di Glik, che anticipa tutti e batte Bizzarri. I Granata coprono bene in difesa e sfruttano le ripartenze, senza concedere troppi spazi alla Lazio. Il migliore tra i biancocelesti è senza dubbio Candreva, che tenta in più occasioni sia la conclusione personale sia l’assist per i vari Klose, Biava, Mauri e Gonzalez. Sul finale del primo tempo è Cerci a sprecare un’ottima opportunità lasciandosi fermare da Bizzarri. Al 56° arriva il pareggio dei padroni di casa con Mauri; nei minuti successivi entrambe le squadre hanno la possibilità di passare in vantaggio, prima il Torino con Sgrigna e poi la Lazio con Rocchi. Al 69° Rodriguez realizza un salvataggio importantissimo su Rocchi, che fallisce anche pochi secondi più tardi. La stanchezza comincia a farsi sentire e il campo appesantito dalla pioggia non aiuta; i biancocelesti chiudono in avanti, ma il risultato non cambia.
Il Parma batte la Roma al Tardini per tre reti a due. I primi ad andare in vantaggio sono i giallorossi con Lamela già all’8° minuto; Zaccardo devia male un cross di Totti e favorisce l’argentino, che indovina un gran tiro e manda la palla in goal. Al 22° si verifica un’azione nell’area della Roma e i ducali sfiorano il pareggio con Zaccardo e Biabiany. Quando la Roma attacca mette in mostra grandi qualità e un gioco spettacolare, ma la fase difensiva è sempre incerta. Il pareggio dei gialloblù arriva al 34°, con Belfodil che approfitta del buco difensivo di Dodò, si libera di Castan e trafigge Stekelenburg. Tre minuti dopo gli emiliani raddoppiano, sfruttando ancora le amnesie difensive degli uomini di Zeman, che lasciano a Parolo lo spazio e il tempo per tentare ben due conclusioni, la seconda delle quali si rivelerà vincente. La Roma intanto va vicina al pareggio prima con una punizione di Totti e poi con Osvaldo, ma si va al riposo sul 2-1. Al 47° della ripresa Goicochea salva la porta giallorossa dal velenoso colpo di testa di Belfodil. Al 65° Biabiany crossa in area, il portiere respinge il tiro di Belfodil, ma Zaccardo conquista il pallone e segna. Cinque minuti dopo l’arbitro fischia un rigore a favore della Roma per un fallo di Acquah su Castan; batte Totti, Mirante respinge, ma il Capitano ribadisce in rete di sinistro e accorcia le distanze. Il Tardini è allagato a causa delle forti piogge ed è davvero difficile giocare e controllare il pallone in un simile terreno di gioco. Sul finale Belfodil si fa espellere ingenuamente per un duro intervento falloso su Marquinho, intanto la Roma si butta in avanti, ma non ottiene risultati.
A Palermo il Milan va sotto di due goal, ma poi riesce ad agguantare il pareggio. Montolivo offre a Pato la prima occasione della partita, ma la lentezza del brasiliano lascia a Barreto tutto il tempo di intervenire per soffiargli via la sfera. Al quarto d’ora è Miccoli a spaventare gli ospiti con un tiro che finisce al lato. Poco più tardi il capitano rosanero ci riprova su punizione, mentre sul fronte opposto è Nocerino a cercare fortuna dalla distanza. Gli isolani continuano a creare situazioni pericolose con Garcia e con il solito Miccoli, sempre minaccioso. Per il Milan ci prova El Shaarawy di testa, ma Ujkani blocca la palla. Al 45° Abate intercetta col braccio un cross del capitano rosanero e Rizzoli assegna un rigore a favore dei padroni di casa. Batte lo stesso Miccoli e segna, angolando il pallone fin dove Amelia non può arrivare. Al 47° della ripresa Brienza raddoppia con un mancino dal limite dell’area. Al 60° il Milan si sveglia e Bojan, Emanuelson ed El Shaarawy riescono a impegnare il portiere palermitano. Al 69° Bojan si libera di due difensori e serve Montolivo sul secondo palo, l’ex Fiorentina arriva in velocità e insacca da posizione defilata. A dieci minuti dal termine è il momento del Faraone, che è bravissimo a farsi trovare al posto giusto nel momento giusto. Ujkani respinge un cross di Bonera, il giovane attaccante conquista la palla e la scaglia in rete, firmando così il suo settimo goal, che gli vale il titolo di capocannoniere del torneo.
Nello stadio di Is Arenas il Cagliari travolge il Siena e prosegue la serie di risultati utili, portando a quattro le vittorie consecutive. Al 6° minuto Nenè stacca bene in area e devia in rete il calcio d’angolo di Conti. Il gioco dei padroni di casa è spettacolare e gli ospiti subiscono senza saper fronteggiare i rossoblù. Bolzoni e Paci cercano la porta di Agazzi, ma non si sbloccano. Anzi, nel giro di due minuti la squadra del duo Pulga- Lopez segna altre due reti; la prima la firma Nenè con una splendida punizione all’incrocio dei pali, la seconda l’idolo dei tifosi, il sardo Marco Sau, che in contropiede beffa difensore e portiere e mette la palla nel sacco. Le emozioni non sono finite, perché al 32° l’arbitro fischia un rigore a favore dei toscani, per un intervento irregolare di Astori su Vergassola; Calaiò si incarica della battuta, ma Agazzi para. Al 42° arriva la rete bianconera con Bogdani che manda il pallone in rete con la spalla, forse commettendo fallo in attacco su Rossettini. Intorno al 60° il Cagliari va vicino alla quarta marcatura; prima Rossettini centra il palo e poi solo una paratona di Pegolo blocca la conclusione di Nainggolan. L’ultimo quarto d’ora il Siena lo gioca in inferiorità numerica per l’espulsione di Neto (doppia ammonizione per lui). Ribeiro e Nainggolan sono sempre pericolosi, e all’88° anche il brasiliano mette la sua firma sui taccuino dei marcatori. Sessanta secondi più tardi Bolzoni commette un fallo in area e stavolta è rigore per i rossoblù, batte Pinilla, ma il portiere toscano intuisce ed evita un passivo ancora più pesante. Goal sbagliato, goal subito, ecco la rete di testa di Calaiò, che all’ultimo secondo mette dentro la palla del 4-2.
Finisce in pareggio tra Udinese e Catania, con Di Natale che mette il suo zampino proprio sul finale. Brik salva la porta bianconera dai tiri di Lodi e Bergessio, e al 28° i friulani passano in vantaggio su rigore con il loro capitano. Badu entra in area in velocità, ma sembra che Spolli non abbia commesso fallo su di lui, il penalty è dubbio. Di Natale, Lazzari, Domizzi e Badu cercano il raddoppio, ma i tentativi sono vani. Almiron e Bergessio cercano il pareggio nell’area opposta, e al 61° lo trova Castro grazie al rinvio errato di Danilo, che gli offre un’occasione d’oro. Il Catania non si accontenta, Bergessio e Lodi sono sempre pericolosi; all’85° è proprio Lodi, su punizione, a portare avanti la sua squadra. La gara non è ancora finita, e i due minuti di recupero bastano a Totò Di Natale per concretizzare l’assist di Allan e infilare in rete la palla del pareggio.
Il Chievo rifila due goal al Pescara e sale a dieci punti in classifica. I gialloblù si dimostrano attenti in difesa e propositivi in attacco, mentre il Pescara si difende bene , ma non imposta azioni offensive rilevanti. Al 32° gli abruzzesi rimangono in dieci uomini in seguito all’espulsione di Romagnoli, autore di una trattenuta ai danni di Théréau, ultimo uomo lanciato a rete. Ne scaturisce anche una punizione, da cui Perin si salva con grande fatica. Pochi secondi dopo Dramè centra il palo con un missile dalla distanza. All’inizio della ripresa un’occasione per parte, prima Quintero e poi Guana; cercano la conclusione anche Luciano, Dramè e Guana tra i padroni di casa e Celik per gli ospiti. Il risultato si sblocca solo al 75°, dopo il fallo da rigore di Modesto su Samassa; Batte Luciano e segna. Sessanta secondi dopo arriva il raddoppio in contropiede di Stoian, che è bravo a spedire in rete la respinta di Perin, reduce dalla parata sul pallonetto di Théréau. Partita sospesa per pochi minuti a causa di forti raffiche di vento capaci di scagliare pericolosamente in campo i cartelloni pubblicitari. Si riprende dopo pochi istanti, ma la gara non riserva altre sorprese.
Vanna Chessa