Zoom sulla Serie A - 13^ giornata

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CAGLIARI, 18 NOVEMBRE 2012 – La tredicesima giornata ha visto Juventus, Inter e Napoli rallentare la propria corsa e conquistare un solo punto a testa; la Fiorentina invece si è imposta nettamente sull’Atalanta. Vincono anche Catania, Bologna e Siena rispettivamente contro Chievo, Palermo e Pescara. Finisce con due goal per parte tra Udinese e Parma, mentre il derby della Lanterna se lo aggiudica la Sampdoria contro un Genoa ultimo in classifica.

Nell’anticipo di sabato Juventus e Lazio non riescono ad andare oltre lo 0-0. La prima occasione bianconera arriva al 16° quando Asamoah, da posizione defilata, costringe Marchetti a rifugiarsi in angolo. Tre minuti più tardi Giovinco prova il tiro improvviso, il portiere non arriva sulla palla e Quagliarella da pochi passi centra solo l’esterno della rete. I campioni d’Italia avanzano, mentre la Lazio rimane schiacciata nella propria metà campo. Al 32° la Formica Atomica stoppa la palla, si libera di due avversari e prova il tiro, però angola troppo e la conclusione termina al lato. Al 36° la Lazio prova a ripartire con Klose e Hernanes, ma Chiellini è bravo ad arrestare la ripartenza biancoceleste. Sul finale del primo tempo Biava manda in corner un velenoso pallone colpito di tacco da Quagliarella; l’azione era però stata avviata da Isla in posizione di fuorigioco non segnalata. In avvio di ripresa il match sembra più equilibrato, la squadra di Petkovic si presenta in avanti con Candreva e Ederson, ma dalla distanza i due calciano alto. Al 62° Vidal cerca la porta da lontanissimo, ma in traiettoria c’è Quagliarella, che cambia la direzione del pallone; Marchetti si supera e riesce ad arrivare comunque sulla conclusione. Pochi minuti più tardi capitano due occasioni a Marchisio, ma l’estremo difensore della Lazio prima e Ciani poi anticipano il centrocampista bianconero. Al 75° Bonucci colpisce la traversa sugli sviluppi di un corner, e la palla finisce fuori; poco dopo lo straordinario portiere ex Cagliari para la cannonata di Marchisio. Quando all’85° la palla crossata da Barzagli finisce sul corpo di Ledesma, gli juventini reclamano un rigore inesistente. [MORE]

In avvio di gara l’Inter spreca subito due opportunità; la prima con Milito che calcia alto, la seconda con Juan Jesus che di testa manda fuori di poco. Il Cagliari gioca a viso aperto e solo una grande parata di Handanovic salva la porta nerazzurra dalla girata di Nenè su cross di Avelar. All’11° i padroni di casa passano in vantaggio con Palacio, che ben piazzato in area insacca di testa su assist di Cassano. I sardi non si arrendono e Samuel è bravo ad anticipare Nenè in area. Il portierone interista deve fare gli straordinari parando un tiro di Nainggolan, una deviazione di un compagno di squadra e l’insidiosissima conclusione di testa di Nenè. Il brasiliano nel corso di questa azione si scontra con un avversario rimediando una brutta ferita all’altezza del sopracciglio ed è costretto a uscire; al suo posto in campo Pinilla. I rossoblù continuano ad attaccare e trovano il meritato pareggio con lo splendido goal di Marco Sau; la punta sarda si avventa sul pallone crossato in area da Cossu e trafigge il portiere nerazzurro. Pochi secondi più tardi Agazzi para una conclusione pericolosa di Milito. Nella ripresa il Principe da una parte e Sau dall’altra sprecano due occasioni clamorose; non ci si annoia San Siro, le opportunità si sprecano su entrambi in fronti. Al 66° il Cagliari passa in vantaggio con Sau, che firma la sua prima doppietta in Serie A; cross di Cossu, Pinilla centra il palo con una mezza rovesciata e la palla ritorna in area, arriva Sau che mette a sedere Handanovic e due difensori e scaraventa la sfera in fondo alla rete. Gli ospiti provano a dilagare, ma Ekdal calcia alto; intanto il portiere rossoblù salva su Ranocchia. All’83° Alvarez crossa in area, Astori anticipa Agazzi, che era sulla palla, e realizza un autogol. Agazzi è ottimo sulla conclusione di Ranocchia, mentre in avanti Nainggolan calcia fuori di poco. Al 92° Astori contrasta Ranocchia, che va giù proprio al limite dell’area; l’Inter chiede il rigore e Stramaccioni viene espulso per proteste, ma l’arbitro Giacomelli non fischia il penalty.

La Fiorentina di Montella travolge l’Atalanta con un rotondo 4-1. Viola subito avanti con Rodriguez, bravissimo a conquistare una palla calciata in area su punizione e a scagliarla in rete. Al 12° Toni offre a Pasqual il pallone del raddoppio, ma la conclusione termina alta sopra la traversa. Al 22° c’è una punizione per gli orobici; calcia Cigarini e Denis ha tutto il tempo per girarsi e concludere, ma il tiro viene deviato in corner. I nerazzurri trovano il pareggio al 32° con Bonaventura, che approfitta dell’assist di Carmona e supera Viviano. La squadra di Montella non ci sta e appena un minuto più tardi sfiora il goal con Aquilani e Ljajic. Al 40° Pizarro cade al limite dell’area ed è punizione, un po’ dubbia, per i padroni di casa. Aquilani inventa una parabola perfetta che aggira la barriera, batte Consigli e porta i suoi sul 2-1. Al 45° Cigarini si fa rubare palla da Cuadrado ed è costretto ad atterrarlo; per l’arbitro è fallo da ultimo uomo e il centrocampista bergamasco viene espulso. Dalla relativa punizione scaturisce un calcio d’angolo, sugli sviluppi del quale Aquilani insacca il 3-1, grazie anche all’uscita sbagliata del portiere avversario. Al 48° del secondo tempo Luca Toni mette il suo sigillo nella gara, realizzando di testa il quarto goal su assist dell’ottimo Aquilani. La Fiorentina non si sazia e cerca ancora di trafiggere la porta avversaria con El Hamdaoui e Ljajic.

Finisce 2-2 la sfida del San Paolo tra Napoli e Milan. Dopo appena quattro minuti di gioco i padroni di casa passano in vantaggio con Inler, che dalla distanza sorprende Abbiati. Al 10° Boateng serve in area Montolivo, ma l’ex viola manda al lato da pochi passi. Al 30° i partenopei raddoppiano con Insigne, bravo a girarsi e a calciare col destro una splendida conclusione che passa tra le gambe di Abbiati. Centoottanta secondi più tardi Mexes salva i rossoneri dalla terza rete anticipando Cavani in area. Bojan e El Shaarawy reagiscono, ma De Sanctis è attento sulla conclusione del Faraone. Sarà proprio lui a riportare in partita il Milan al 44°; su assist di Acerbi, il capocannoniere realizza un goal da sogno calciando di prima un pallone che va a finire sotto l’incrocio dei pali. Al 57° Mexes prova la girata su corner di Bojan, ma la palla termina al lato; cinque minuti più tardi Maggio non arriva su un cross teso di Hamsik e spreca una chance incredibile a portiere ormai battuto. Al 64° Abbiati si salva deviando con i piedi una cannonata a botta sicura di Cavani; al 68° Cavani anticipa Mexes e serve Hamsik, ma questa volta è lo slovacco a sbagliare calciando fuori. Al 72° Boateng e De Sciglio avviano il contropiede milanista, arriva una buona palla in area per Bojan, ma De Sanctis e Campagnaro chiudono bene. il portiere del Milan riesce a difendere ancora una volta la sua porta, lo fa di nuovo respingendo di piede un diagonale del Matador. All’82° è il solito El Shaarawy a cambiare le sorti dell’incontro realizzando la sua seconda rete. Il neo entrato Robinho mette al centro un grandissimo assist, che il Faraone spedisce in porta di destro. È sempre lui a cercare il colpo del KO sul finale, ma i partenopei ci mettono una pezza.

In attesa del posticipo di lunedì sera tra Roma e Torino, il Catania si gode il sesto posto in classifica, conquistato dopo la vittoria sul Chievo. Il primo tempo si chiude a reti inviolate nonostante i tentativi di Théréau, Dainelli e Pellissier per il Chievo e di Lodi, Gomez e Castro per il Catania, che al 13° ha reclamato anche un rigore per fallo di Dainelli proprio su Castro. Il vantaggio dei siciliani arriva al 51° con Almiròn, bravo a deviare di testa il calcio d’angolo di Lodi. Al 68° Doukara fallisce il raddoppio di testa, e sul fronte opposto risponde Théréau, ma Andujar interviene bene. Al 71° Pellissier reclama un rigore dopo il contrasto con Legrottaglie, ma l’arbitro fa proseguire. Al 74° Almiròn sfiora la rete dalla distanza, ma l’appuntamento con il secondo goal è solo rinviato al minuto 85; è proprio l’argentino a inventarsi un destro a giro che chiude la partita. I gialloblù reagiscono e all’89° Pellissier centra il palo; al 92° Andreolli di testa firma il 2-1 finale.

Allo stadio Friuli la gara termina con due goal per parte tra Udinese e Parma. Il vantaggio bianconero arriva al 9° con il solito Di Natale, che sfrutta l’errore della difesa gialloblù e scavalca il portiere in uscita con un meraviglioso pallonetto. Al 22° il Parma ha due opportunità nitide; la prima è di Amauri, ma Brkic riesce a togliere la palla da sotto la traversa, mentre la seconda è di Belfodil, che sul secondo palo manca l’impatto con la sfera proveniente dal corner. Sul finale un’occasione per parte con Parolo e Pasquale. Al 46° della seconda frazione di gioco i ducali pareggiano con Marchionni, che calcia a giro e centra la porta. Sono trascorsi solo quattro minuti e la squadra di Guidolin torna in vantaggio; Mirante respinge ma non trattiene la conclusione di Basta, arriva Pereyra e manda in rete. Quando la vittoria sembrava ormai nelle mani dell’Udinese, arriva il pareggio di Palladino che, partito sul filo del fuorigioco, supera il portiere con un delizioso pallonetto.

Il Bologna vince in casa contro il Palermo, rifilando agli ospiti un netto 3-0. La prima occasione è per i rosanero al 12°, ma Curci respinge il tiro di Kurtic. Al 22° Gilardino torna al goal dopo quasi due mesi di digiuno realizzando una rete strepitosa; l’attaccante biellese infila la palla sotto l’incrocio dei pali con un gran destro dal limite dell’area. Al 28° è ancora Gilardino a sfiorare il raddoppio, ma Ujkani para. Al 44° Donati commette un fallo di mano in area, intercettando un cross di Garics ed è penalty per i felsinei; il rigore lo realizza Gabbiadini, spiazzando il portiere palermitano. Il secondo tempo si apre con il fallo di Ujkani su Gilardino; l’estremo difensore viene espulso e il secondo rigore della giornata viene trasformato da Diamanti al 48°. Barreto, che al 65° aveva centrato il palo su punizione, lascia il campo al 73° per doppia ammonizione dopo il fallo su Diamanti. Il Palermo a questo punto è in nove uomini ed è sotto di tre reti. La partita è nervosa e Valeri estrae il cartellino rosso, prima indirizzandolo al bolognese Taider e poi all’isolano Labrin per un’entrata micidiale su Morleo. I siciliani chiudono la gara in 8 uomini, contro i 10 della squadra felsinea.

La vittoria di misura del Siena sul Pescara ha portato il mister degli abruzzesi, Giovanni Stroppa, a dimettersi dal suo incarico. In avvio di gara buone opportunità per i senesi Rosina e Calaiò, che centra il palo, mentre sul fronte opposto è Balzano a sfiorare la traversa. Al 31° Valiani firma uno strepitoso goal, sfoderando un diagonale che colpisce il palo e termina in rete. Al 37° Cascione fallisce il pareggio di testa; al 44° l’arbitro fischia un rigore a favore degli ospiti per il fallo in area di Contini ai danni di Vukusic. Si presenta proprio lui sul dischetto, ma Pegolo para. Un minuto più tardi Calaiò sbaglia il raddoppio a tu per tu con Perin. Nella ripresa si mettono in evidenza gli estremi difensori delle due squadre, che collezionano dei buoni interventi. Il Pescara chiude la gara in nove uomini per l’espulsione nel finale di Capuano e Zanon.

Il derby di Genova lo vince la Sampdoria, battendo per 3-1 un Genoa reduce da cinque sconfitte consecutive e con mister Del Neri che rischia l’esonero. I blucerchiati passano in vantaggio al 16° con Poli che, sfruttando una palla di Maresca, spiazza Frey e realizza la sua prima rete in Serie A. Al 32° Icardi riesce a superare Frey con un pallonetto, ma manca la porta cercando la conclusione da posizione defilata. Appena quattro minuti più tardi la Samp va sul 2-0 grazie all’autogol di Bovo; il difensore manda goffamente in rete la deviazione del suo portiere, che non aveva trattenuto la palla calciata da Icardi. Per i rossoblù ci provano Borriello, Kucka e Antonelli, ma sono i doriani a mostrare il gioco migliore e a sfiorare il terzo goal con Icardi e Munari. Nel secondo tempo il Genoa sembra tornare in partita e dopo le conclusioni di Vargas, Immobile, Borriello, Kucka, Antonelli e Jankovic, al 73° arriva la rete dell’ex Pescara Immobile, che riapre la gara. Vargas va a un soffio dal pareggio al 79°, ma poco più tardi Icardi chiude i giochi firmando il 3-1 finale con un destro da posizione centrale che trafigge Frey.

Vanna Chessa

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Scritto da Vanna Chessa

Giornalista di InfoOggi

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