CAGLIARI, 17 DICEMBRE 2012 – La Juventus si è laureata campione d’inverno con una settimana d’anticipo; i 41 punti raccolti dalla squadra di Conte in 17 giornate offrono un margine di ben 7 lunghezze sull’Inter, la prima delle inseguitrici. I nerazzurri hanno perso contro la Lazio, che aggancia il terzo posto in compagnia del Napoli, battuto in casa dal Bologna. La Fiorentina si aggiudica nettamente il derby toscano con il Siena, una sconfitta che costa la panchina a Serse Cosmi. Mentre la nebbia ferma la Roma a Verona, il Milan travolge il Pescara, il Parma rifila un poker al Cagliari e il Catania si impone sulla Sampdoria. Solo un pareggio con un goal per parte tra Udinese- Palermo e Genoa-Torino.
Bastano trenta minuti alla Juventus per travolgere l’Atalanta e portare a casa i tre punti. Dopo appena novanta secondi Mirko Vucinic realizza la rete dell’1-0 sfruttando l’ottimo assist di Sebastian Giovinco; i nerazzurri reagiscono e soltanto lo straordinario intervento di Buffon, a tu per tu con Denis, sventa la ghiotta occasione che era capitata ai bergamaschi dopo un grave errore difensivo dei campioni d’Italia. Il secondo goal bianconero arriva al 14°, quando Pirlo calcia una strepitosa punizione dai 25 metri; il regista nella Nazionale firma così la sua quarta marcatura in questo campionato. I padroni di casa dominano la gara e creano numerose azioni interessanti; Chiellini e Giovinco sfiorano la terza rete, ma ci pensa Marchisio al 27° a mettere in cassaforte la vittoria con un potente esterno destro imparabile per il portiere avversario. Gli orobici rimangono in inferiorità numerica al 32° per l’espulsione di Manfredini, che si guadagna il secondo giallo per un brutto intervento su Chiellini. Nella ripresa si vedono solo i due goal annullati ai padroni di casa per fuorigioco, l’errore di Peluso, che calcia alto sotto porta, e le parate di Consigli sui tiri di Giovinco e Quagliarella. [MORE]
La sfida di sabato sera tra Lazio e Inter se la sono aggiudicata i padroni di casa, che hanno battuto i nerazzurri di misura grazie a un goal sul finale del solito Klose. I biancocelesti si dimostrano subito in palla e si presentano minacciosi nell’area interista, ma gli ospiti sono pronti a sfruttare ogni ripartenza. Al 26° esce di pochissimo il tiro da fuori di Ledesma, bravo a ribattere la respinta di Ranocchia, che era intervenuto in chiusura su Klose. Pochi minuti più tardi anche Hernanes ci prova dalla distanza, ma Handanovic neutralizza la conclusione. Nagatomo riesce ad arginare l’attaccante tedesco della Lazio, mentre Samuel sventa un’opportunità pericolosa firmata Mauri. Sul finale del primo tempo, Miroslav Klose reclama un rigore dopo un contatto in area con Pereira, ma l’arbitro lascia correre. Al 53° della ripresa Pereira serve una buona palla dalla sinistra, però Marchetti esce bene e anticipa Milito; un quarto d’ora più tardi Guarin recupera palla e calcia da fuori centrando in pieno il palo alla sinistra del portiere laziale. Al 72° tocca a Cassano colpire il legno, ma stavolta il pallone rimane in campo; Nagatomo si avventa sulla sfera, però Marchetti si salva in corner con una parata straordinaria. Ancora Lazio; prima la bomba di Candreva, che esce di pochissimo, poi il cross di Gonzalez per Klose, che stoppa ma sbaglia clamorosamente il tiro. Sul fronte opposto l’Inter attacca in superiorità numerica, ma l’azione viene fermata per un fallo in attacco dubbio di Milito; inutili le proteste degli ospiti. È passata appena una manciata di secondi quando Klose porta in vantaggio i suoi con un una rete da grande attaccante; il tedesco si allunga e spedisce nel sette una palla filtrante che si infila proprio nell’angolino in cui Handanovic non può arrivare. Scatta l’assedio della squadra di Stramaccioni, ma il pareggio non arriva nonostante le conclusioni di Nagatomo e i numeri di Cassano.
Al San Paolo il Bologna ha la meglio sul Napoli di Mazzari. Il vantaggio dei felsinei giunge alla prima occasione, dopo soli nove minuti di gioco, quando Cherubin crossa dalla sinistra e Gabbiadini riceve e insacca. Il Napoli si sveglia intorno al 20°, così Agliardi deve parare prima su Cavani e poi su Hamsik. Al 22° il guardalinee annulla a Gilardino una rete regolare, infatti in posizione di offside si trovava Gabbiadini e non l’attaccante biellese. Intanto anche Insigne cerca la porta, ma il portiere bolognese para senza difficoltà. Al 42° la squadra di Pioli sviluppa un contropiede che si concretizza nella sassata di Diamanti, ma De Sanctis si rifugia in corner. Nonostante le difficoltà evidenti mostrate nella prima frazione di gioco, il Napoli esce dagli spogliatoi più motivato e trova subito il pareggio con Gamberini, che corregge in goal la respinta dell’estremo difensore sul tiro di Insigne. Il Bologna va vicino al goal al 50° con Khrin, ma la conclusione centra Gabbiadini e finisce sul fondo. Il Napoli nel frattempo parte in contropiede con Pandev, che serve Cavani, però Agliardi anticipa tutti. La rete è nell’aria e al 69° Cavani corregge di testa il cross di Insigne e sigla il 2-1. Nei minuti successivi si susseguono azioni emozionanti, prima Campagnaro spazza sulla linea il tiro di Garics, poi in avanti Cavani calcia fuori misura e Maggio prova il missile, ma Agliardi respinge coi pugni. All’85° ecco arrivare il pareggio del Bologna con una rete straordinaria di Kone, che trafigge De Sanctis con un tiro al volo in mezza rovesciata. Non è finita, perché all’88° Portanova realizza di testa il goal della vittoria correggendo l’assist su punizione offertogli da Diamanti. Inutili il colpo di testa troppo alto di Cavani e la serpentina di Inler, preludio di una conclusione che si spegne al lato.
L’ottimo avvio della Fiorentina, impegnata in casa contro il Siena nel derby toscano, si concretizza al 16° con la rete di Luca Toni. L’attaccante supera Pegolo con un colpo di testa imbeccato dalla gran palla crossata da Pasqual. Dopo soli due minuti l’arbitro concede un rigore ai viola per un fallo di Felipe su Toni; sul dischetto si presenta David Pizarro, che segna e festeggia in lacrime il goal dedicato alla sorella Valentina, scomparsa pochi giorni fa. Al 31° Calaiò mette alla prova i riflessi del portiere Neto, che si fa trovare preparato. Qualche attimo prima dell’intervallo arriva anche la rete di Aquilani, che sfrutta la sponda di Romulo e insacca. Nella seconda metà della gara, il Siena prova a reagire, ma al 57° la conclusione di Vergassola sfiora il palo. I bianconeri riescono ad accorciare le distanze soltanto al 71° con Reginaldo, capace di sfruttare una distrazione della retroguardia viola e a pungere con un destro micidiale. Nessun pericolo per i ragazzi di Montella, all’80° infatti arriva il quarto goal, che vale la personale doppietta di Luca Toni; l’ex punta della Nazionale realizza ancora di testa da distanza ravvicinata. All’88° Paci viene espulso per un fallo su El Hamdaoui e c’è anche un penalty per i gigliati; batte Aquilani e la palla termina altissima sopra la traversa.
In una Verona oscurata dalla nebbia, il Chievo beffa la Roma sul finale grazie alla rete di Pellissier. Il primo tiro in porta arriva al 18°, ma la conclusione di Osvaldo è troppo debole ed è facile preda di Sorrentino. Al 35° il capitano giallorosso cerca la bomba da fuori, ma la sfera è di poco alta sopra la traversa. Qualche secondo più tardi Florenzi tenta la mezza rovesciata e la conclusione esce di un soffio. Saranno le condizioni climatiche sfavorevoli, il campo in pessimo stato e il Chievo ben messo in campo, ma il gioco della Roma fatica a sbloccarsi. Al 49° della ripresa tocca a Goicoechea compiere il miracolo sul tiro di Rigoni. Una buona chance per gli ospiti capita al 57°, però il colpo di testa di Osvaldo termina fuori; all’83° tenta la conclusione anche Piris, però Sorrentino riesce parare nonostante la scarsa visibilità. Il risultato cambia all’87°, quando Pellissier scatta in avanti, salta il portiere in uscita e realizza a porta vuota.
Serve appena una manciata di secondi al Milan per far capire al Pescara che la gara di San Siro non sarà facile. El Shaarawy mette una buona palla in mezzo, Pazzini la manca, ma arriva Nocerino e la scaraventa in rete. Il Pescara risponde prima con il gran tiro da fuori di Togni, poi con il colpo di testa di Abbruscato. Sul fronte opposto Robinho inventa un tiro cross che Pazzini non riesce a deviare e così si spegne sul fondo. Ancora Milan, però la conclusione del Faraone viene parata e, poco dopo, viene annullato un goal al Milan, perché la punizione era stata battuta prima che l’arbitro fischiasse. Montolivo prova per due volte a centrare il bersaglio da fuori senza ottenere un esito positivo. Al 51° della ripresa Abbruscato firma un incredibile autogoal sugli sviluppi di un angolo di Robinho; non passano neanche cinque minuti e gli abruzzesi accorciano le distanze con Terlizzi, bravo a beffare la difesa del Milan, distratta in questa occasione, e a trafiggere Amelia. Al 58° il portiere rossonero si trova fuori posizione e solo il palo sventa il pareggio sul tentativo di Balzano. Sul fronte opposto i milanisti continuano a sprecare delle chance che consentirebbero di mettere al sicuro il risultato; il tiro di El Shaarawy viene parato, mentre Pazzini fallisce due chiare opportunità. Al 78° accade l’imprevedibile nel momento in cui Jonathas, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, realizza la seconda autorete dell’incontro, portando così il risultato sul 3-1. Il 4-1 finale lo siglerà il Faraone su assist di Pazzini all’80°.
Bergessio, Izco e Castro falliscono le prime occasioni del Catania contro la Sampdoria. Al 28° Legrottaglie travolge e atterra Icardi in area, ed è rigore. Batte Maresca e segna lo 0-1. Al 34° Icardi spreca l’assist di Tissone e, solo di fronte ad Andujar, angola troppo il tiro. Il portiere blucerchiato è chiamato anche a parare la conclusione di Eder, mentre la punizione di Lodi ha sfiorato l’incrocio dei pali. Gli etnei trovano il pareggio al 55° della ripresa con il goal di Paglialunga, che sfodera un gran destro da fuori e infila Romero. Il raddoppio dei siciliani arriva grazie al colpo di testa di Bergessio al 65°; è sempre lui, sette minuti più tardi, a concludere di poco al lato sugli sviluppi di una punizione di Lodi. Chiude la lista dei marcatori Castro, che segna all’89° il goal che mette al sicuro il risultato.
Figuraccia del Cagliari al Tardini di Parma; la squadra isolana subisce la quarta sconfitta consecutiva. Il risultato lo sbloccano gli ospiti al 20° con il gran goal di Marco Sau; il giovane attaccante, imbeccato da Nenè, aggira la difesa gialloblù e poi beffa il portiere con un preciso pallonetto al volo che si infila in rete. Basta un minuto ai padroni di casa per pareggiare; Belfodil è ben piazzato in area e di testa trasforma in goal il suggerimento di Valdés. Al 23° il rossoblù Ariaudo sfiora ancora il vantaggio, ma Pavarini riesce a salvare la propria porta. Al 50° della ripresa, il capitano del Cagliari calcia una punizione a giro, ma il portiere ci arriva e manda la palla in corner. Al 54° il Parma parte in contropiede e Belfodil cerca di scavalcare il portiere con un delizioso pallonetto ma, in un primo momento, Agazzi riesce a salvare la propria porta, però sulla respinta corta arriva Biabiany e segna da breve distanza. Al 64° gli ospiti vanno vicini al pareggio con Nainggolan, ma pochi secondi dopo l’occasione non concretizzata dal centrocampista belga, l’arbitro assegna un rigore dubbio a favore del Parma. Parolo salta Agazzi e poi cade a terra senza aver subito alcun contatto scorretto col portiere sardo; dal dischetto Valdés calcia centrale e segna. Il Cagliari reagisce e si spinge in avanti, non riuscendo però a sfruttare le chance capitate a Thiago Ribeiro e Astori. All’86° i ducali realizzano il quarto con goal; Belfodil si gira, supera Ariaudo e insacca sul secondo palo. Cagliari demoralizzato e in piena crisi di risultati.
L’Udinese agguanta il pareggio con il Palermo solo nei minuti finali e lo fa con la complicità del portiere rosanero, autore di una papera che ha servito una palla d’oro a Toto Di Natale, uno che sotto porta difficilmente sbaglia. Dopo i tentativi iniziali di Miccoli e Ilicic per i palermitani e di Badu e Di Natale per i bianconeri, ecco arrivare al 32° la rete di Ilicic; il pallone calciato con un potente sinistro dal calciatore del Palermo rimbalza male davanti a Ujkani e finisce in fondo alla rete. Al 50° viene giustamente annullato un goal a Domizzi, che si trovava in posizione di fuorigioco al momento della conclusione. Brienza da un lato e Pinzi dall’altro non finalizzano due ghiotte occasioni; al 60° i friulani rimangono in inferiorità numerica dopo la somma di ammonizioni guadagnata da Heurtaux, autore di un intervento davvero scorretto su Garcia. Rios, Brienza, Pisano e Ilicic sprecano l’opportunità di raddoppiare e così, all’89°, l’Udinese riesce a pareggiare. Ujkani para su Muriel ma non trattiene, arriva Di Natale e spedisce la palla nel sette.
Finisce 1-1 anche tra Genoa e Torino. Borriello e Immobile sono i calciatori più in palla nell’avvio del match, ma alla fine sono i granata a passare avanti grazie al colpo di testa del capitano, Rolando Bianchi. Il pareggio rossoblù lo firma Granqvist al 29°, trasformando in rete il calcio d’angolo calciato da Vargas. In avvio di ripresa viene annullato un goal a Rossi per fuorigioco; il risultato non cambia nonostante i tentativi di Graqvist e Immobile da un lato e la traversa di Sgrigna e il colpo di testa di Cerci dall’altro.
Vanna Chessa