CAGLIARI, 17 SETTEMBRE 2012 - Dopo le due settimane di pausa, necessarie per lasciare spazio alla Nazionale, è tornata in campo la Serie A. Al termine della terza giornata, in vetta alla classifica troviamo Juventus, Lazio e Napoli, seguite a ruota dalla Sampdoria, che è staccata di un solo punto a causa della penalizzazione inflitta dal giudice all’inizio del campionato.
Questo turno non verrà ricordato con gioia dal mister del Palermo Sannino, esonerato da Zamparini al termine dell’anticipo di sabato dopo il pareggio col Cagliari. Il derby delle isole si chiude con una rete per parte. Comincia bene la squadra di Ficcadenti, che però non riesce a concludere; dopo alcune occasioni per entrambe le squadre, i rosanero passano in vantaggio al 40° con un goal di Rios, su assist di Miccoli. L’inizio del secondo tempo è avaro di emozioni fino all’ingresso tra le fila del Cagliari dell’esordiente Marco Sau. Al Palermo viene annullata una rete per fuorigioco e dopo alcuni minuti il nuovo entrato rossoblù segna il goal del pareggio approfittando di una palla che il portiere palermitano non era riuscito a trattenere. [MORE]
L’anticipo serale vede il Milan perdere di misura in casa contro l’Atalanta. I bergamaschi difendono bene e rossoneri non riescono a far male; i nerazzurri dominano il possesso palla e al 20° hanno anche la possibilità di passare in vantaggio, quando Denis centra il palo. Nella ripresa il Milan ci prova con El Shaarawy e Boateng; al 61° Nocerino viene atterrato al limite dell’area, ma Orsato lascia correre, come aveva già fatto nel corso del primo tempo in altre due occasioni. Al 63° gli orobici realizzano il goal della vittoria con Cigarini, che trafigge Abbiati sfruttando l’assist di Denis. Il Milan non vuole perdere e attacca, sfiora il pareggio con De Jong prima e Bojan poi, ma è tutto vano. Nel finale, una grande parata di Abbiati toglie a Maxi Moralez la gioia del goal.
A Verona la Lazio vince senza troppi problemi, passando subito in vantaggio con una splendida rete di Hernanes al termine di una grande azione personale. I biancocelesti non lasciano spazi e continuano a spingere; al 35° Klose realizza il secondo goal calciando in rete un pallone che il portiere non era riuscito a trattenere dopo la parata su tiro del solito Hernanes. Di Michele e Moscardelli cercano di rimettere in carreggiata il Chievo, ma il Profeta realizza una doppietta, ancora una volta al termine di un’azione personale. A otto minuti dalla fine, i gialloblù segnano il goal della bandiera su rigore con Pellissier.
Il Genoa parte all’attacco contro la Juventus e Immobile segna già al 18°. Nel secondo tempo Sampirisi sfiora il palo alla sinistra di Buffon e Giovinco risponde colpendo in pieno il palo della porta genoana. Non c’è tregua al Marassi, le occasioni sono tante: Borriello centra la traversa, Bertolacci sbaglia di fronte al portiere della Nazionale e alla fine la Vecchia Signora riesce a pareggiare con Giaccherini. Al 77° Sampirisi commette fallo su Asamoah e così un minuto dopo Vucinic realizza su rigore il goal del vantaggio. All’84° Asamoah sfrutta un affondo di Vucinic e firma la sua prima rete con la maglia juventina. Vucinic e Giovinco sono ancora vicini al goal, ma Frey riesce a evitare un risultato ancora più amaro per i Grifoni.
Il Napoli regala un altro show ai suoi tifosi battendo il Parma al San Paolo. Dopo appena 3 minuti Mirante atterra Pandev, il rigore è netto e Cavani realizza la prima rete della gara. Seguono occasioni per entrambe le squadre, ma i più aggressivi sono sempre i partenopei; al 39° Cavani e Hamsik avviano un’azione in contropiede e Pandev, solo in area, non può far altro che segnare il 2-0. Al 44° il Parma accorcia le distanze con una palombella imparabile per De Santis; la traiettoria che Parolo riesce a imprimere di testa alla palla non è prevedibile e finisce in fondo alla rete. Nella ripresa il Napoli spreca tante occasioni finché il talentuoso Insigne, subentrato a Cavani, non insacca il terzo goal su assist di Pandev. Insigne festeggia la rete con un’esultanza dedicata alla fidanzata, che lo renderà presto padre. Lavezzi è ormai un ricordo lontano, e con un attacco così non ci sono rimpianti.
Il Pescara fallisce diverse occasioni nettissime, mentre Maxi Lopez al 31° porta i blucerchiati in vantaggio alla prima palla utile. Nel secondo tempo gli abruzzesi attaccano ancora e colpiscono un’altra traversa con Vukušić, però i genovesi sono sempre i più cinici e raddoppiano con Estigarribia, che realizza un gran goal. Al 76° Celik, solo davanti al portiere, firma la prima rete del Pescara in questa stagione. Appena un minuto dopo, Maxi Lopez segna il goal del 3-1 finale sfruttando un errore difensivo della squadra avversaria.
La Roma si fa raggiungere e superare dal Bologna all’Olimpico. Dopo soli sei minuti un gran tiro di Totti dalla distanza si stampa sulla traversa e il giovane Florenzi sfrutta il rimpallo per insaccare a porta vuota. In una squadra orfana di Osvaldo e De Rossi, il capitano è in grande spolvero e non fa rimpiangere gli assenti. Al 15° Lamela realizza il secondo goal, ma i felsinei si lamentano perché c’era un calciatore rossoblù a terra. Tante azioni create dagli uomini di Zeman, tra cui un goal annullato a Destro per offside. Totti, Destro, Lamela e Tachtsidis spingono molto anche nella ripresa, ma al minuto 72 succede l’irreparabile. La difesa giallorossa subisce due reti in sessanta secondi: prima si fa trafiggere da Gilardino e poi da Diamanti. A questo punto la Roma attacca e subisce la seconda rete del Gila, che realizza a porta vuota dopo lo scontro tra Stekelenburg e Burdisso. All’ultimo minuto Agliardi sventa il tentato pareggio, agguantando un pallone colpito di testa da Totti, il migliore in campo.
Nel posticipo serale, l’Inter sblocca il risultato al 13° con un gran tiro di Diego Milito dai 25 metri. Il Torino gioca meglio dei nerazzurri, ma non riesce a concretizzare. Nei secondi 45 minuti, Handanovich salva il risultato con due parate impegnative sui tentativi di Rolando Bianchi. A questo punto Stramaccioni toglie Sneijder e Guarin per mandare in campo Cassano e Gargano. Il barese ricambia la fiducia del mister siglando il goal del raddoppio su cross di Alvarez.
La Fiorentina dell’Aeroplanino Montella vince in casa per due reti a zero contro il Catania. All’ottavo minuto Bergessio segna, ma è in posizione di fuorigioco e la rete viene annullata. Gli etnei chiudono tutti gli spazi e ripartono sempre con grande velocità. A suonare la sveglia per la Fiorentina è Jovetic, che sul finire del primo tempo si inventa un grandissimo goal dal limite dell’area: nulla può il portiere avversario. Dopo l’intervallo il Catania fallisce il pareggio con Bergessio e da quel momento la Fiorentina impone il suo gioco. Al 56° viene annullata una rete a Roncaglia, che realizza ma è in offside. Arriva il momento di Luca Toni: Firenze dopo cinque anni riabbraccia il suo bomber, che alla prima occasione chiude la partita firmando la marcatura del due a zero finale.
Infine il pareggio tra Siena e Udinese. I friulani segnano due goal in cinque minuti, prima con Basta e poi con Di Natale. Il Siena prova reagire, ma non riesce a pungere. Intanto l’Udinese deve fare a meno prima di Guidolin, espulso al 39° per aver offeso il quarto uomo, e poi di Lazzari , espulso ingiustamente all’inizio del secondo tempo per un fallo che non ha commesso. Di Natale sbaglia la rete del 3-0 e da quel momento è il Siena a fare la partita. Sestu crossa al centro dell’area e Calaiò non sbaglia di testa. Dopo pochi minuti, Domizzi atterra Angelo ed è rigore per il Siena: Ze Eduardo regala alla sua squadra il goal del pareggio.
Vanna Chessa