Zoom sulla Serie A - 31^ giornata

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CAGLIARI, 8 APRILE 2013 – Al termine della trentunesima giornata, la Juventus, a quota 71, è ancora più vicina allo scudetto dopo la vittoria sul Pescara. La seconda piazza, a -9 dai bianconeri, la conserva il Napoli, che si aggiudica il posticipo contro il Genoa. Nel pomeriggio Milan e Fiorentina pareggiano con due reti per parte e tante polemiche dovute all’arbitraggio di Tagliavento. L’altra sfida della domenica sera, quella disputata a San Siro da Inter e Atalanta, se la aggiudicano i bergamaschi per 4-3. Manca all’appello il derby della Capitale, Roma-Lazio, che verrà giocato nella serata di oggi. Si chiudono con due pareggi a reti bianche Catania-Cagliari e Siena-Parma, mentre due pari è il risultato finale di Bologna-Torino. Di Natale regala all’Udinese il successo sul Chievo e il Palermo, in casa della Sampdoria, cala il tris.

La Juventus deve faticare per sbloccare il risultato ma alla fine, nonostante l’ottima prestazione del portiere ospite, la Vecchia Signora riesce a imporsi sul Pescara grazie a una doppietta di Vucinic. Nel primo tempo Pelizzoli inanella una serie di strepitosi interventi che sventano, nell’ordine, gli assalti di Giaccherini, Giovinco, Vucinic, Vidal, Lichtsteiner e Quagliarella. Nella ripresa la musica non cambia e l’estremo difensore abruzzese para le conclusioni di Quaglierella, Vidal e Lichtsteiner. Al 72° Rizzo atterra Vidal in area; l’arbitro assegna il penalty ed espelle il centrocampista del Pescara. Dal dischetto Vucinic sblocca il risultato e porta avanti i suoi. Passano appena cinque minuti e il montenegrino riceve palla, si gira e raddoppia insaccando sul secondo palo. Il bolide di Cascione da 25 metri consente agli ospiti di accorciare le distanze all’83°. [MORE]

Il Napoli si aggiudica il posticipo serale contro il Genoa. Parte bene Pandev che, al 17° e al quarto tentativo personale, beffa Frey con un sinistro deviato da Granqvist. Al 28° i partenopei ripartono in velocità; è Hamsik a confezionare l’assist per Dzemaili, che raddoppia con un diagonale rasoterra. Opportunità non sfruttata dal solito Hamsik e da Immobile, che sul fronte opposto non centra lo specchio della porta. Nella seconda frazione di gioco i rossoblù provano a reagire, ma Jankovic e Kucka non impensieriscono troppo De Sanctis. Gli azzurri, intanto, cercano il tris; Armero, Hamsik e Cavani, che sbaglia anche un rigore al 64°, sprecano una serie infinita di occasioni da goal. Nemmeno sul finale, Insigne e il Matador riescono a siglare il terzo goal.

Al Franchi la Fiorentina ospita il Milan; la sfida è ricca di emozioni, ma non mancano alcune discutibili scelte arbitrali. Al 14° Pizarro perde palla al limite dell’area, Montolivo non ci pensa due volte e il suo tiro trafigge Viviano. Il Milan cerca il raddoppio con Muntari ed El Shaarawy, mentre la viola risponde con Pasqual e Jovetic, che costringe Abbiati a un’impegnativa parata in due tempi. Al 39° Tomovic blocca la ripartenza dei rossoneri sulla trequarti rifilando una gomitata al Faraone; il direttore di gara estrae il cartellino rosso, una punizione eccessiva che accende gli animi degli uomini di Montella. Discussioni infuocate anche in tribuna tra Galliani e alcuni tifosi viola; nonostante l’intervento delle guardie del corpo e del sindaco Renzi, che cerca di placare gli animi, l’amministratore delegato del Milan decide di abbandonare gli spalti. Al 43° Pasqual ci prova di potenza, ma il tiro è centrale e Abbiati si salva. Dopo una buona chance sprecata da Flamini e Balotelli, la squadra di Allegri raddoppia al 62° proprio con il francese, che capitalizza l’assist di Montolivo. Due minuti più tardi l’arbitro assegna un rigore alquanto discutibile per un contatto in area tra Nocerino e Ljajic; dagli undici metri il talento serbo firma l’1-2. Al 68° la punizione calciata da Supermario esce di un soffio e al 72° la Fiorentina agguanta il pareggio, ancora su rigore, con Pizarro. Anche stavolta la scelta dell’arbitro lascia perplessi, il contrasto tra De Sciglio e Cuadrado non sembra scorretto. In pieno recupero Roncaglia tocca la palla con la mano in area, ma l’arbitro, inspiegabilmente, lascia correre.

La sfida del Meazza tra le squadre nerazzurre regala emozioni, polemiche e ben sette marcature. Nel primo tempo si vede soprattutto l’Inter, che sblocca il risultato al 43° con Rocchi; l’ex capitano della Lazio, sugli sviluppi di un corner, anticipa il difensore e segna di esterno destro. Al 53° della ripresa l’Inter reclama un rigore per una trattenuta di Scaloni su Rocchi, ma l’arbitro lascia correre. Tre minuti più tardi l’Atalanta pareggia con Bonaventura, che riceve il cross di Livaja, beffa Samuel e appoggia in rete. Al 57° la squadra di Stramaccioni mette la freccia e va sul 2-1 con Alvarez, che approfitta dell’errore di Canini e di testa infila Polito. L’argentino realizza anche il 3-1, e lo fa al 61° dopo aver ubriacato Stendardo con una serie di finte. Al 65° Gervasoni fischia un rigore a favore degli orobici per un contatto in area tra Ranocchia e Livaja a palla lontana; la decisione del direttore di gara viene giustamente contestata dagli interisti, ma l’arbitro non cambia idea e dagli undici metri Denis accorcia le distanze. Al 71° è ancora il Tanque ad affrontare la retroguardia dell’Inter e a battere Handanovic con un angolatissimo rasoterra. I padroni di casa accusano il colpo e non riescono a riorganizzare le idee e a reagire, mentre una cinica Atalanta passa addirittura in vantaggio al 77° con Denis, che firma la sua personale tripletta. Sul finale, l’Inter cerca disperatamente il pareggio; Alvarez e Ranocchia falliscono due opportunità incredibili e intanto gli orobici chiudono in inferiorità numerica per l’espulsione di Raimondi, colpevole di aver sferrato un pugno all’indirizzo dell’ex compagno, Schelotto.

Termina a reti inviolate la sfida tra Catania e Cagliari. I rossoblù tentano di sfondare con Pinilla, ma la difesa etnea allontana la palla; Nainggolan prova la conclusione di potenza dalla distanza e il suo tiro è alto di un soffio. Al 22° Agazzi non arriva sul cross di Keko e Bergessio non sa approfittarne. Tegola per i cagliaritani al 27°, quando Pisano scivola male e si infortuna; rottura del perone e stagione finita per il difensore classe ’86. Izco per i siciliani e Cabrera per i sardi vanno vicino al goal prima dell’intervallo. Nella ripresa si vedono soprattutto gli ospiti, che creano opportunità interessanti con Nainggolan, Rossettini e Pinilla, il quale si divora il possibile vantaggio. Sul finale Marchese salva i siciliani dall’assalto di Thiago Ribeiro, che spreca una nitida occasione da goal.

Basta meno di mezz’ora a Totò Di Natale per stendere il Chievo. Al 20° il bomber dell’Udinese approfitta dell’indecisione di Puggioni nel gestire un retropassaggio, gli ruba palla e segna. Cinque minuti più tardi, Pereyra crossa per Di Natale che, con un sinistro al volo, raddoppia da posizione defilata con un goal identico alla straordinaria rete da cineteca realizzata da Totti al Marassi contro la Samp alcuni anni fa. Al 35° Papp prima colpisce il palo, poi riesce ad accorciare le distanze sugli sviluppi di una mischia in area bianconera. Nella seconda frazione di gioco i capitani delle due squadre non monetizzano due occasioni interessanti e, solo all’85°, i friulani siglano il 3-1 finale e mettono il risultato in cassaforte. È Di Natale a servire sul secondo palo Benatia che, a porta sguarnita, spedisce la palla in rete.

Soltanto un pareggio a reti bianche tra Siena e Parma. Nel primo tempo i toscani ci provano con Emeghara e Vergassola, mentre i ducali rispondono con Ninis, Biabiany e Amauri. Nella ripresa Vergassola, Emeghara e Pozzi mancano il vantaggio bianconero. Nemmeno la squadra di Donadoni trova la via del goal; sono vani i tentativi di Sansone, Amauri e Valdes.

Parte bene il Torino a Bologna e passa in vantaggio al 25° con Barreto, che ribadisce in rete la respinta di Curci sul tiro di Santana. Prima dell’intervallo l’arbitro annulla un goal per parte a causa di due falli in attacco. Nel secondo tempo i rossoblù spingono sull’acceleratore con Diamanti e Taider, mentre i granata cercano il raddoppio con Basha e Barreto; il pareggio dei felsinei lo firma Kone di testa al 65°. Il Toro spreca con Santana e Jonathas e all’85° i bolognesi ribaltano il risultato con Guarente, che mette la palla nel sette con un gran sinistro dal limite. Quando i conti sembravano ormai fatti, D’Ambrosio pesca Bianchi che, da due passi, pareggia in pieno recupero.

Dopo la vittoria sulla Roma, il Palermo centra un’altra vittoria pesante contro la Sampdoria. Miccoli e Barreto non capitalizzano due chance importanti e il vantaggio rosanero si concretizza solo al 35° con Von Bergen, bravo a sfruttare l’errore in uscita di Romero. Al blucerchiato Munari servono appena otto minuti per pareggiare di testa sugli sviluppi di un corner. Al 50° della ripresa Ilicic si beve la retroguardia doriana e buca Romero con un insidioso diagonale; sei minuti più tardi Garcia, servito da Miccoli, sigla il 3-1 di testa. La Samp è demoralizzata e non riesce a reagire, mentre Ilicic e Miccoli sfiorano il poker.

Vanna Chessa

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Scritto da Vanna Chessa

Giornalista di InfoOggi

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