CAGLIARI, 27 SETTEMBRE 2012 - La quinta giornata di campionato si è giocata nel turno infrasettimanale di mercoledì 26. Fiorentina e Juventus sono scese in campo con ventiquattro ore di anticipo, mentre Siena-Bologna sarà disputata giovedì alle 20:45. Juventus e Napoli dominano la classifica appaiate, seguite dalla Sampdoria a -3 e da Fiorentina e Inter a -4 dalla vetta. La vittoria del Milan contro il Cagliari salva la panchina di Allegri e interrompe la maledizione del Meazza; finalmente l’erba di San Siro porta fortuna alla squadra di casa, che riesce a conquistare i tre punti in palio.
A Firenze i viola giocano la partita della vita, in un incontro che gli stessi protagonisti definiscono emozionante come un derby. Finisce zero a zero, sembrerebbe un risultato ottimo vista la forza degli ospiti, ma in questo caso sarebbero stati gli uomini di Montella a meritare qualcosa di più. I padroni di casa partono benissimo e aggrediscono ogni pallone; solo Giovinco prova timidamente a centrare la porta avversaria in un paio di occasioni. Al 24° si verifica un episodio dubbio, con un probabile rigore non concesso a favore dei gigliati dopo un fallo di Bonucci. A centrocampo il gioco è molto intenso, i bianconeri non riescono a sfondare il muro difensivo viola e sul finale del primo tempo Jovetic centra la traversa e Ljajic calcia malissimo di fronte a Buffon. Nella ripresa il copione non cambia e Roncaglia sfiora il goal con un rasoterra dal limite dell’area. Vucinic subentra a Quagliarella, la fase offensiva della Juventus acquista qualità e la squadra riesce a proporsi in avanti. Il finale è abbastanza equilibrato, anche se le occasioni costruite dalla Fiorentina sono più pericolose; i padroni di casa hanno dimostrato il loro valore e giocato la partita a viso aperto senza alcun timore dell’avversario.[MORE]
Il Milan vince in casa contro il Cagliari terzultimo in classifica grazie a una doppietta del giovane El Shaarawy. I rossoneri cercano di fare la partita e attaccano senza impegnare eccessivamente Agazzi, mentre sul fronte opposto è il cileno Pinilla che prova a centrare la porta dalla distanza. Dopo appena 15 minuti di gioco, il Faraone chiude la triangolazione con Montolivo siglando il primo goal dell’incontro. Thiago Ribeiro calcia al volo una gran palla che Abbiati spedisce in corner. Sul finale del primo tempo c’è una mischia nell’area del Cagliari e Astori si fa perdonare una partita non brillante fino a quel momento salvando il risultato per ben due volte sulla linea. Al rientro dagli spogliatoi sono i rossoblù a suonare la carica con Pinilla, Conti e Ibarbo, ma il risultato non cambia. Capitan Conti rimedia due gialli in tre minuti e lascia la squadra in dieci proprio nella fase in cui i sardi stavano giocando meglio. In superiorità numerica è tutto facile per il Milan e all’82° minuto l’attaccante egiziano insacca su assist di Ambrosini. Niente da fare per il Cagliari che, dopo la sconfitta a tavolino contro la Roma e la brutta gara di oggi, resta fermo a quota 2.
Nello scontro diretto tra le squadre candidate a diventare la cosiddetta “antijuve”, è il Napoli di Mazzarri a imporsi nettamente sui laziali di Petkovich. Al 5° la Lazio passa in vantaggio, ma Klose ammette di aver commesso un fallo di mano e la rete viene annullata; grande fair play del campione tedesco. Al 19° Cavani realizza il goal del vantaggio grazie a una deviazione decisiva di Ciani e al 31° raddoppia su assist di Cannavaro. Anche Hamsik e Maggio si rendono pericolosi davanti alla porta di Marchetti. Nella ripresa il portiere del Napoli toglie a Klose la gioia del goal e un minuto dopo El Matador realizza la rete che vale la sua tripletta personale e il primo posto in classifica.
L’Inter di Stramaccioni cancella la brutta sconfitta contro il Siena rifilando due goal al Chievo. I gialloblù si rendono pericolosi con Hatemaj e Pellissier, ma alla fine del primo tempo sono i nerazzurri a passare avanti grazie al nuovo arrivato Pereira, che appoggia in rete da posizione dubbia un cross di Nagatomo. Dopo la pausa entra in campo Cassano per Sneijder, infortunato. L’Inter attacca, ma Rigoni impensierisce Handanovic in svariate occasioni. Al 74° Gargano mette in area un pallone ottimo, arriva Cassano e segna, anticipando il compagno Milito. Nel finale solo il palo evita il goal di Cruzado.
A poche ore dal suo 36° compleanno, il Capitano Francesco Totti si regala il goal numero 216, che gli vale il terzo posto nella classifica marcatori di tutti i tempi della serie A insieme a Meazza e Altafini. La Roma parte bene, trascinata da un Totti in ottima forma, ma la Sampdoria è pronta a sfruttare ogni spazio lasciato scoperto dai giallorossi. La squadra di casa sfiora il vantaggio col suo capitano prima e col talentuoso Lamela poi. Ma l’appuntamento con il goal è solamente rinviato di pochi minuti. Florenzi ci prova con un gran tiro, Romero respinge e la palla rimane lì, arriva Lamela che pesca Totti tutto solo in area e così il Capitano insacca di prima senza pensarci due volte. All’inizio del secondo tempo Maresca viene espulso e la Samp rimane in dieci uomini. Intanto i padroni di casa continuano ad attaccare e a sfiorare il raddoppio. Al 61° i blucerchiati pareggiano; Munari ribatte in rete una palla che Stekelemburg aveva parato, ma era non riuscito a trattenere. Ancora una volta il reparto difensivo della Roma compie degli errori che vanificano gli sforzi dell’attacco giallorosso. La squadra di Zeman prova a rimediare, ma non riesce a sfruttare la superiorità numerica, anzi rischia molto intorno al 70°, quando Castan salva la sua porta da un contropiede micidiale di Icardi. Al 90° Lamela centra la traversa e la gara finisce con una rete per parte.
Pareggio a reti inviolate tra Torino e Udinese. Nel primo tempo occasioni da entrambe le parti, con Basta migliore in campo per i friulani e Basha che centra la traversa per il Torino. Nella seconda metà della gara, il Torino colpisce ancora la traversa con Sansone e poi Santana trova il palo dopo un tiro al volo. I Granata meriterebbero qualcosa in più di un pareggio contro un’opaca Udinese.
Genoa e Parma si accontentano di un pareggio per 1-1. Mirante para due occasioni nettissime capitate sui piedi di Immobile e subito dopo è il Parma a passare in vantaggio con una rete di Lucarelli che, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ribatte al volo un pallone che si infila alle spalle di Frey. Amauri sfiora il raddoppio, ma si va al riposo sull’1-0 per gli ospiti. Il secondo tempo si apre con due parate di Mirante su Immobile e Kucka. Al 65° Galloppa tocca di mano in area ed è rigore per i liguri; Borriello si incarica della battuta, ma colpisce il palo. Sul finale, Lucarelli tocca da dietro Borriello in area, e per l’arbitro è ancora rigore. Stavolta l’attaccante ex Roma e Juve non sbaglia e agguanta il pareggio.
Al Massimino il Catania non tradisce i suoi tifosi e sconfigge l’Atalanta per 2-1. Nel primo tempo i padroni di casa attaccano e gestiscono bene la gara, solo un ottimo Consigli salva gli orobici. Nella ripresa Andujar sbaglia un rinvio e Moralez ne approfitta e segna in trasferta. Dopo pochi minuti ci pensa il difensore Spolli a ristabilire la parità. Il Catania riprende in mano il pallino del gioco e al 66° Barrientos realizza il goal della vittoria.
Cambia l’allenatore, ma non la musica, e il Palermo perde ancora. Il Pescara conquista la prima vittoria stagionale e sale a quattro punti. Al 5° minuto viene annullato un goal al Palermo poiché il realizzatore era in posizione di fuorigioco. Seguono occasioni per entrambe le squadre, ed è Pelizzoli a dover fare gli straordinari per salvare il Pescara. Al 35° però, il Palermo rimane in dieci uomini dopo l’espulsione di Von Bergen per fallo di mano in area. Nella seconda frazione di gioco è sempre Ilicic a impensierire il portiere del Pescara. All’86° sono gli abruzzesi a sbloccare il risultato grazie alla bomba di Weiss, che da fuori area centra l’incrocio dei pali e batte il portiere Ujkani. Il Palermo prova a reagire, ma gli avversari si chiudono in difesa e non lasciano spazi liberi. Il Palermo di Gasperini perde per la seconda volta subendo una rete negli ultimi minuti di gioco, e rimane fermo a un punto.
Vanna Chessa