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Emergenza immigrazione, stop entro fine anno. Lampedusa è porto non sicuro

Saverio Caristo
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Emergenza immigrazione, stop entro fine anno. Lampedusa è porto non sicuro
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ROMA, 15 MAGGIO 2012. – Il ministro dell'Interno Annamaria Cancellieri è intervenuto oggi in Commissione Diritti Umani al Senato per riferire i dati relativi al flusso migratorio da Libia e Tunisia verso l’Italia nel corso del 2012. L’intervento è servito inoltre per definire il piano sviluppato dal Governo di concerto con le Regioni per fermare l’emergenza immigrazione entro fine anno.[MORE]

Si scopre così che nel corso del 2012, gli immigrati arrivati in Italia sono stati 1.056, registrati durante 23 operazioni di sbarco, mentre 22.643 le persone allontanate dal territorio nazionale. Il Ministro Cancellieri ha quindi dichiarato che “nel massimo rispetto dei diritti delle persone, entro maggio sarà assunta la decisione se mantenere lo stato di Lampedusa ‘porto non sicuro’ per lo sbarco”, in considerazione della effettiva disponibilità dell’isola ad accogliere nuove persone in termini di mezzi e strutture adeguate.


Dalle fonti del Ministero si rileva che in tema di immigrazione clandestina e irregolare vengono espulsi o accompagnati alla frontiera gli stranieri che non hanno un regolare visto di ingresso o un permesso di soggiorno. Sono clandestini gli stranieri entrati in Italia senza regolare visto di ingresso. Sono irregolari gli stranieri che hanno perduto i requisiti necessari per la permanenza sul territorio nazionale.
Le medesime fonti prescrivono inoltre che “Le politiche migratorie hanno due principali obiettivi: garantire l’ordine e la sicurezza pubblica con il contrasto all’immigrazione clandestina; favorire l’accoglienza e l’integrazione degli immigrati regolari assicurando la coesione sociale”.

Secondo quanto riferito dal Ministro, salve le condizioni vigenti che assicurano la permanenza dello straniero sul terriotrio italiano  “lo Stato non può continuare a farsi carico di questa situazione, vista anche la crisi economica. La collaborazione con le autorità libiche e tunisine privilegia l'approccio preventivo al fenomeno. Anche i pattugliamenti in mare rappresentano un dispositivo cui ricorrere se necessario».

SAVERIO CARISTO

 


 


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Scritto da Saverio Caristo

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