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Fenestrelle, storia di un lager sconosciuto

Fenestrelle, storia di un lager sconosciuto
5 commenti, , articolo di , in Editoriale

FENESTRELLE (TO) - Ognuno vale non in quanto è, ma in quanto produce".
E’ l’iscrizione che un visitatore legge oggi su un muro, entrando a Fenestrelle, fortezza ubicata sulle montagne piemontesi dove, dal 1860 al 1870, furono deportati i migliaia di meridionali che si opposero all’unità d’Italia e alla colonizzazione piemontese.


Gli internati erano soprattutto poveri contadini ed ex soldati borbonici, gli stessi che sarebbero morti di stenti e vessazioni perpetrati da chi si reputava un liberatore!
Un insieme di forti protetti da altissimi bastioni ed uniti da una scala di 4000 gradini scavata nella roccia: ecco cos’era a quel tempo Fenestrelle, una gigantesca cortina fortificata resa ancor più spettrale dalla naturale asperità di quei luoghi e dalla rigidità del clima.

 


Assassini, sacerdoti, giovani, vecchi, miseri popolani e uomini di cultura privi di luce e coperte, senza neanche un pagliericcio lottavano tra la vita e la morte in condizioni disumane; perfino i vetri e gli infissi venivano smontati per rieducare con il freddo i segregati.
Laceri e poco nutriti passavano le giornate standosene appoggiati ai muraglioni nel tentativo disperato di catturare i timidi raggi di sole invernali, e chissà che in quei momenti non ricordassero con nostalgia il calore di climi più mediterranei.


Pochissimi riuscirono a sopravvivere: le aspettative di vita in quelle condizioni non superavano i tre mesi e spesso i carcerati venivano uccisi anche solo per aver proferito ingiurie contro i Savoia. Nessuna spiegazione logica dunque alla base della loro misera prigionia, molti non erano nemmeno registrati, da qui la difficoltà di conoscere oggi il numero preciso dei morti, processati e non.
E proprio a Fenestrelle furono imprigionati la maggior parte di quei soldati che, subito dopo la resa di Gaeta nel 1861, avrebbero dovuto trovare la libertà.


Dopo sei mesi di eroica resistenza dovettero, invece, subire un trattamento infame: disarmati, derubati di tutto e vigliaccamente insultati dalle truppe piemontesi, morirono di stenti.
Poi, il 22 agosto del 1861 arriva il tentativo di rivolta: uno sforzo inutile, sventato per tempo dai piemontesi e che ebbe come risultato l’inasprimento delle pene tra cui la costrizione di portare al piede palle da 16 chili, ceppi e catene. L’unica liberazione possibile era dunque la morte, delle più atroci: i corpi venivano sciolti nella calce viva, collocata in una grande vasca nel retro della chiesa all’ingresso del Forte.


Una morte senza onore, senza tombe, senza lapidi e senza ricordo, affinché non restassero tracce dei misfatti compiuti.
 

La fotogallery


5 commenti

Giorgio Loise ha scritto:
22/11/2012, 19:46

Il Piemonte con l'occupazione del Regno delle due Sicilie e dopo il brigantaggio, ha insegnato ai Meridionali il parassitismo per potere meglio avvantaggiarsi della spoliazione delle loro ricchezze. Tutto questo ha portato: il mancato sviluppo del Meridione, l'incapacità dei politici meridionali e di conseguenza la traballante economia Italiana. Per questo motivo Fenestrelle deve essere portata sempre come esempio della capacià che hanno gli incapaci di non riuscire.

floriano ha scritto:
22/04/2012, 15:26

Da Veneto figlio di una terra libera come lo erano quei poveri deportati in quelle galere,privati della loro dignità, soltanto per aver onorato il loro RE, ripudiando quella del malefico savoiardo, a costo della loro vita, voglio rendere onore, e sperare in chi crede alla libertà lontano dai sopprusi e schiavitù possa raggiungerla sfoggiando la vera storia dei fatti accaduti in quei orribili gioni di occupazione, sì perchè di questo si è trattato. Dio maledica quel triste momento di storia fatta di FURTI, VIOLENZE, STUPRI E UCCISIONI DI DONNE VECCHI E BAMBINI.

anna libertade ha scritto:
15/08/2011, 08:04

Per una rinascita del Sud è sicuramente necessario riappropriarsi della propria storia, della storia che ci è stata negata.Un atto di coraggio per liberarci da tutte le oppressioni, politiche e mafiose, che ci dominano ormai da troppo tempo.

GIOVANPAOLO COLANERA ha scritto:
26/07/2011, 10:42

ONORE AI MARTIRI. ONORE AI FIGLI DI MAMMA DEL SUD CHE PER IL PROPRIO IDEALE MORIRONO ATROCEMETE MARTORIATI DAI PIEMONTESI. FIGLI DEL SUD, CHE IDDIO VI POSSA RIDARE ONORE ! FIGLI DEL SOLE DEL MARE E DELLA MIGLIORE TERRA D'EUROPA ONORE A VOI ! FIGLI DELLA MIA PATRIA SIETE SEMPRE PIU' RICORDATI ! ETERNO RIPOSO A VOI..........NELLA GLORIA DELLE VOSTRE IDEE ! MALEDETTI SIANO IN ETERNO COLORO CHE NEGANO TALI ATROCITA' ! GENTE DEL SUD, GENTE DEL MARE, DEL SOLE E DELLA TERRA AGITE ! RIDATE ONORE E GLORIA A QUESTI 32.OOO.....VOSTRI PADRI ! RIPORTIAMO IN PATRIA IL LORO RICORDO...LA LORO FEDE ! RENDIAMOCI AUTONOMI DAI NIPOTI DI TALI VIOLENZE ! NON VIOLENZA COME ESSI LA USARONO, MA DISPREZZO PER I POLITICI A LORO LEGATI ! CACCIAMO VIA GLI USURPATORI ! RENDIAMOCI FINALMENTE LIBERI ! GIOVANPAOLO COLANERA -UN BRIGANTE BORBONICO

Pace Antonio ha scritto:
30/01/2011, 21:08

Ridateci la nostra storia e noi ci daremo il nostro futuro

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