Giappone: dimissioni a tempo di record per il ministro alla ricostruzione
Se passerà alla storia, il suo governo sarà ricordato solo come uno tra i più corti mai esistiti. A meno di una settimana dalla sua nomina, infatti, finisce l’avventura di Ryu Matsumoto, 60 anni, oramai ex ministro giapponese della ricostruzione. Le dimissioni sono arrivate oggi, in seguito alle polemiche per alcune sue dichiarazioni, giudicate fredde e offensive dall’opinione pubblica.[MORE]
Nella sua prima e praticamente unica visita alle prefettura di Iwate e Miyagi, tra le più colpite dal disastro dell’11 marzo insieme a quella di Fukushima, Matsumoto ha dichiarato che saranno aiutate “ tutte le città che hanno delle idee”, ma non ci sarà nessun sostegno a chi non ne ha.
La sua candida ammissione di “venire dal Sud e non conoscere davvero la realtà del Nord-Est, la zona più colpita dal terremoto e dallo tsunami” ha gelato l’intero Paese; e per completare il fiasco, Matsumoto ha ripreso il governatore della prefettura di Iwate per averlo fatto aspettare, per poi dire ai giornalisti di non riportare lo scambio.
Piccole gaffe, che hanno scatenato un putiferio, fino a giungere alle dimissioni in tempo record del ministro, annunciate in una conferenza stampa che si è tenuta oggi a Tokyo. L’addio di Matsumoto getta ancora ombre sul governo di Naoto Kan, alle prese con un’economia già in crisi e con una legge speciale da far approvare al più presto, per far partire con una manovra da 25 miliardi di dollari la ricostruzione.
E tra gli analisti, c’è chi già mormora che le dimissioni di Matsumoto non saranno che il preludio a quelle dello stesso premier.
Simona Peluso
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