CATANZARO, 3 APRILE 2012 - Fare qualcosa per il nostro futuro! Farla ora e bene. È questo che Nuccio Cantelmi e Massimiliano Capalbo hanno cercato di spiegare, in questi mesi, ai giovani delle quinte superiori, incontrati nelle diverse provincie della Calabria. Ciò che si vuole sfatare è il mito dell’impossibilità. L’impossibilità di fare, l’impossibilità di essere sempre per colpa di qualcuno. Tutto questo non è reale, ma è solo un modo per delegare ad altri le proprie responsabilità. Ad introdurre la tematica, al Liceo Scientifico Fermi di Catanzaro Lido, ultimo appuntamento di “In Classe contro i luoghi comuni”, Massimiliano Capalbo, presidente di “Orme nel parco” ed autore del libro “Su questa terra non ci sono sicurezze, ma solo occasioni”, che ha spiegato, raccontando la propria esperienza, di come “Faber est suae quisque fortunae”, cioè “Ciascuno è artefice della propria sorte” e di come non piangendosi addosso si ottengono risultati.[MORE]
Quello, infatti, che accomuna la Calabria e altre regioni meridionali, nel non realizzare un futuro degno sono alcuni elementi: la convinzione di essere meno capaci degli altri, le false credenze che ci vengono inculcate dai nostri genitori e dalla scuola, come ad esempio quella che diventare medici o avvocati ti pone un gradino più in alto nella società, il miraggio del posto fisso che non esiste più. Tendenzialmente, inoltre, il meridionale ha la strana, ma grande capacità di trasformarsi in vittima, dando luogo ad un meccanismo dal quale si esce solo se si prende coscienza di sé stessi e si inizia a sfidare i propri limiti per superarli.
Ovviamente, per ottenere successo, è il caso di abbandonare il ruolo di vittima e rimboccarsi le maniche cercando quello che si può fare e che sappiamo fare. Non bisogna mai lasciarsi scoraggiare perché non esistono idee folli ma solo idee da realizzare. Ed è questo che Nuccio Cantelmi, con i suoi esempi di ragazzi con molta inventiva che hanno ottenuto il successo, cerca di trasmettere, senza esimersi dal dimostrare come siamo tutti “vittime” del consumismo e le nostre azioni siano condizionate da altri. Quelli stessi “altri” che ci spiano attraverso il pc ed internet per creare un profilo del consumatore.
La società è bugiarda, perché propone falsi miti da seguire, il tutto per arricchire qualcun altro e mai noi. Per questo è necessario, al contrario di quanto ci viene di continuo detto, condividere le idee nell’ottica dell’economia del dono, perché se l’idea è la tua nessuno potrà realizzarla come te e se due persone si raccontano ciascuno la propria idea si è più ricchi di prima.
La parola chiave, dunque è “competenza”, se si vuole avere un futuro luminoso bisogna sviluppare una competenza sulla base di una idea unica, così chiunque vorrà realizzare qualcosa al riguardo potrà rivolgersi solo a te! Una sorta di eretici del terzo millennio come spiega anche il sito www.ereticamente.it creato dai due relatori “Oggi può considerarsi eretico chi sfida lo status quo” chi decide di mettere la condivisione, la partecipazione e la passione alla base della propria vita.
Clara Varano
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