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Le dimissioni di Benedetto XVI: i motivi e le prime reazioni

Le dimissioni di Benedetto XVI: i motivi e le prime reazioni
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ROMA, 11 FEBBRAIO 2013 – Benedetto XVI ha dato la notizia shock di persona, in latino, durante il concistoro per la santificazione dei martiri di Otranto: lascerà il pontificato l’ultimo giorno del mese corrente, il 28 Febbraio.

L’evento, quasi unico nella lunga storia del papato, conta solo quattro precedenti illustri: Benedetto IX, che abdisò il Primo Maggio 1045; quello di Gregorio VI, che rinunciò al pontificato il 20 dicembre 1046; quello di Celestino V, che decise di rinunciare il 13 dicembre 1294 e quello di Gregorio XII, che rassegnò le dimissioni il 4 luglio 1415..

Le motivazioni che hanno spinto Benedetto XVI a rinunciare alla carica sono state spiegate nel suo annuncio: il pontefice sente il peso del suo incarico ed è consapevole della sua età avanzata. Questi i motivi che l’avrebbero spinto a prendere una decisione sulla quale afferma di aver meditato a lungo e che sostiene di aver preso per il bene della Chiesa.

Carissimi Fratelli,
vi ho convocati a questo Concistoro non solo per le tre canonizzazioni, ma anche per comunicarvi una decisione di grande importanza per la vita della Chiesa. Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato. Per questo, ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20,00, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice. Carissimi Fratelli, vi ringrazio di vero cuore per tutto l’amore e il lavoro con cui avete portato con me il peso del mio ministero, e chiedo perdono per tutti i miei difetti. Ora, affidiamo la Santa Chiesa alla cura del suo Sommo Pastore, Nostro Signore Gesù Cristo, e imploriamo la sua santa Madre Maria, affinché assista con la sua bontà materna i Padri Cardinali nell’eleggere il nuovo Sommo Pontefice. Per quanto mi riguarda, anche in futuro, vorrò servire di tutto cuore, con una vita dedicata alla preghiera, la Santa Chiesa di Dio
”.

Così ha dichiarato il papa davanti all’intero collegio cardinalizio e alla Casa Pontificia, che hanno accolto la notizia nel silenzio e nello sbigottimento più totale, colpiti da quello che il decano del collegio cardinalizio, cardinal Angelo Sodano, ha definito “Un fulmine a ciel sereno”.

Sbigottito anche Padre Federico Lombardi che ha dichiarato:"Il papa ci ha colto di sorpresa. Una dichiarazione breve la sua, ma ascoltata con grande attenzione e col fiato sospeso. Il Papa dice di aver ripetutamente esaminato la sua coscienza dinanzi a Dio. Riconosce l'incapacità di amministrare bene il ministero da lui affidato a causa dell'età avanzata. Vi è stato un calo delle forze fisiche negli ultimi mesi." E aggiunge, in merito alla possibile destinazione del papa al termine del suo incarico: "E poi il Papa dove va?Il Papa si trasferisce in un primo tempo a Castelgandolfo e, una volta terminati dei lavori in corso, si trasferirà sul colle Vaticano dedicandosi alla preghiera ed alla riflessione. Naturalmente, avendo lasciato il suo compito, non parteciperà al conclave." Padre Lobardi ha inoltre tranquillizzato i fedeli, asssicurando che "Per Pasqua avremo un nuovo Papa".

Si è definito "Molto scosso da questa notizia inattesa" l’ex Premier Mario Monti, mentre il Presidente francese, François Hollande, ha dichiarato che la scelta del pontefice merita il massimo rispetto. Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha decifinito la decisione del papa "un gesto di straordinario coraggio e responsabilità", mentre Silvio Berlussconi si è detto "ammirato di fronte ad un gesto di grande responsabilità, che risponde a una finalità nobile e alta e che riguarda il governo della Chiesa Universale".
 
Angelino Alfano ha espresso verso Benedetto XVI "sentimenti di profonda gratitudine", mentre Bersani e Casini hanno sottolineato l'importanza del gesto del pontefice, definendolo rispettivamente un evento "di portata storica" e "un gesto rivoluzionario".
 
Il Patriarcato di Mosca ha definito le dimissioni "un atto di coraggio personale e di umiltà"; Yona Metzger, Rabbino Capo d'Israele, ha definito quello di Benedetto XVI il pontificato che ha segnato "le migliori relazioni tra la chiesa e il rabbinato" mentre il portavoce della principale istituzione dell'Islam sunnita, l'Imam di al-Azhar, ha dichiarato che "per l’Islam quando qualcuno lascia un incarico per motivi di salute non è buona notizia".
 
Lapidario, invece, il Cardinale Dziwisz nel dichiarare "Wojtyla restò, riteneva che dalla Croce non si scende"
 
(fonte www.ansa.it; www.ilgiornale.it)

(foto www.tempi.it)

Elisa Lepone
 

 

Elisa Lepone
Elisa Lepone

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