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Malattie mentali occorre mettersi in viaggio

14/04/2011, 21:15 a cura di Redazione 0 commenti Visualizza commenti stampa Versione stampabile
Malattie mentali occorre mettersi in viaggio Malattie mentali occorre mettersi in viaggio

A Catanzaro l‘ottava tappa del progetto “IN VIAGGIO: al centro della mente”, un percorso di incontri e dibattiti per sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema delle patologie mentali e per individuare i trattamenti più adeguati per migliorare la qualità di vita e l’inserimento sociale del paziente psichiatrico.

Catanzaro, 14 aprile 2011 – A Catanzaro l’ottava tappa del progetto “IN VIAGGIO:

al centro della mente” nato con l’obiettivo di sollecitare l’attenzione della comunità medico-scientifica, delle Istituzioni e della società civile nei confronti delle problematiche connesse alla salute mentale. Organizzata da Clinical Forum, sotto l’egida della Società Italiana di Psichiatria, con il supporto non condizionato di Janssen Italia, la campagna di sensibilizzazione prevede una serie di incontri nelle principali piazze di 10 città italiane, dal 24 febbraio al 29 aprile 2011, a bordo di un mezzo speciale, il truck “IN VIAGGIO”. Si tratta di momenti di dibattito e formazione per specialisti e rappresentanti del management sanitario, oltre ad iniziative rivolte al pubblico, come la mostra “Outsider Art”, per far conoscere le opere di artisti che hanno sperimentato la sofferenza di un disturbo psichico, destinate altrimenti a rimanere fuori dai canali consueti dell’arte “ufficiale”.

Dopo Milano, Genova, Torino, Treviso, Ancona, Roma e Bari, il truck IN VIAGGIO e la Mostra Outsider Art sosteranno a Catanzaro dal 14 al 16 aprile 2011 in Piazza G. Rossi (nei pressi di Piazza Basilica dell’Immacolata), per proseguire poi per Palermo e Cremona.
L’esigenza di questo evento nasce dalla consapevolezza che l’evoluzione delle conoscenze dei disturbi mentali e il miglioramento dell’efficacia dei percorsi terapeutici siano ancora poco diffusi e divulgati, e che l’importanza in termini di sofferenza, conseguenze somatiche e costi sociali di queste patologie sia spesso sottovalutata. Eppure, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) sottolinea come non esista salute senza salute mentale (no health without mental health).

Secondo recenti stime dell’OMS sono 450 milioni le persone che nel mondo soffrono di disturbi psichici, (tra cui 25 milioni affette da schizofrenia). Una persona su 4 nel corso della propria vita sperimenta una forma di sofferenza psichica; e le fasce di età più vulnerabili, per le quali è necessario prestare particolare attenzione, sono l’adolescenza e la vecchiaia. In Italia la prevalenza annuale di un disturbo mentale è intorno al 10%. Ciò significa che ogni anno nel nostro Paese circa 6 milioni di persone presentano i sintomi di queste condizioni.
Nonostante la gravità di questi numeri, anche nei Paesi occidentali, esiste un enorme divario tra la prevalenza delle patologie psichiche e i casi realmente trattati.

Questo problema è generato da un insieme di fattori tra cui la difficoltà per il non-specialista a riconoscere, fin dagli esordi, la presenza di un disturbo psichico, la limitata tendenza a mettere in atto interventi di sensibilizzazione e prevenzione nei confronti di queste patologie, la carenza di risorse economiche e di personale adeguato, e lo stigma che colpisce le persone affette da patologie mentali, che porta le stesse a non rivolgersi al medico in caso di necessità. La stigmatizzazione della sofferenza psichica, la discriminazione di chi ne soffre e i pregiudizi sul concetto di malattia mentale comportano emarginazione sociale, trattamenti inappropriati, cronicizzazione delle patologie e un aumento dei costi per la collettività.

A questo proposito il Dottor Francesco Carchedi, segretario della Società Italiana di Psichiatria Calabria ricorda che “Nella Regione Calabria la rete di assistenza psichiatrica è rappresentata in modo abbastanza diffuso, dal momento che sono stati istituiti 5 Dipartimenti di Salute Mentale su base geografica provinciale. Al loro interno sono attivi 13 SPDC (Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura), con 104 posti letto attivati (1 posto letto per ogni 20.000 abitanti), 32 CSM (Centri di Salute Mentale), 10 Centri Diurni. Sono stati, inoltre, attivati Day Hospital in alcuni CSM e SPDC per un totale di 20 posti letto. Le strutture residenziali pubbliche sono 23, dislocate prevalentemente nell’ASP di Reggio Calabria, ed in numero esiguo nell’ASP di Cosenza e Catanzaro, ed accolgono per la quasi totalità ex lungodegenti degli Ospedali Psichiatrici. Sono, inoltre, presenti in numero crescente strutture psichiatriche riabilitative gestite dal privato e dal privato sociale su tutto il territorio regionale”.

“I Dipartimenti di Salute Mentale della Regione Calabria – sottolinea Carchedi - continuano a presentare criticità e problemi comuni. Per esempio i CSM sono organizzati per lo più come ambulatori, aperti nei soli giorni feriali e con orari di apertura a volte inadeguati rispetto al bisogno di salute della popolazione, la risposta all’emergenza/urgenza è organizzata in maniera non uniforme nelle diverse ASP, e solo in alcune aree sono attivi protocolli con le agenzie dell’emergenza. La continuità terapeutico-assistenziale per i pazienti ricoverati negli SPDC, Case di Cura, Strutture Socio-Sanitarie è solo parzialmente garantita, e le risorse umane e strutturali in alcuni Dipartimenti sono Inadeguate ed insufficienti. Alcuni di questi aspetti critici – conclude Carchedi - sono alla base di un inteso dibattito tra gli psichiatri della Calabria all’interno della loro società scientifica e troveranno esito nel II Congresso della Sezione Calabra della Società Italiana di Psichiatria che si terrà a Vibo Valentia il 6 e 7 maggio 2011”.

In un’epoca in cui sono stati compiuti enormi progressi nella conoscenza dei disturbi mentali, anche di quelli più gravi, e nei trattamenti farmacologici e non, è necessario ridurre il pregiudizio culturale e favorire una migliore accessibilità alle cure, percorsi di trattamento appropriati e una reale integrazione sociale dei pazienti. A differenza di quanto radicato nell’opinione pubblica, le patologie psichiche non sono inguaribili, ma possono essere curate con un’alta percentuale di successo. E’, inoltre, noto che più precoci sono gli interventi nelle primissime fasi della malattia, migliori sono i risultati a breve e a lungo termine. Per questo sono auspicabili attività di comunicazione e informazione, di prevenzione primaria e secondaria rivolte alla salute mentale.

A questo proposito Il Dottor Pasquale De Fazio, dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro, informa che “Sono stati promossi dalla Regione Calabria due progetti di formazione e ricerca nell’ambito della prevenzione psichiatrica, da svolgersi su tutto il territorio regionale, e che riguardano la depressione in comorbidità con patologia somatica ed i disturbi del comportamento alimentare. Questi progetti hanno lo scopo di fare in modo che i servizi territoriali migliorino le procedure per trattare adeguatamente queste forme di disagio mentale in forte aumento”.

Per migliorare la qualità di vita dei pazienti e la loro integrazione nella società non è, quindi, sufficiente demandare il problema solamente al contesto specialistico, ma è necessaria la collaborazione delle diverse strutture socio-sanitarie, oltre a una trasformazione culturale della società nel suo complesso.
Per la loro frequente insorgenza giovanile i disturbi psichici presentano anche un rilevante impatto economico-sociale. “Per quanto riguarda i costi sanitari diretti - dichiara la dottoressa Valentina Lista, farmaco-economista all’Università Tor Vergata di Roma - studi internazionali rilevano che questi ultimi si attestano tra l’1,5% e il 3% della spesa sanitaria totale, rappresentando oltre il 60% delle spese per le cure psichiatriche. Ma i costi diretti non sanitari e quelli indiretti portano a più che raddoppiare i costi sociali della patologia. Di fronte a questi dati la valutazione dei possibili percorsi terapeutici deve mirare, in primo luogo, alla stabilizzazione dei sintomi del paziente (direttamente correlata all’aderenza alla terapia), riducendo così le ospedalizzazioni e aumentando le possibilità di inserimento sociale dei pazienti. Questo induce, quindi, a superare una visione puramente “finanziaria”, quale quella finalizzata al risparmio sulle prescrizioni farmaceutiche basato sul costo della dose media giornaliera, mirando a trattamenti dove sia evidente, nel suo complesso, un profilo costo-efficacia positivo”.

“Per quanto riguarda, invece, le politiche sociali e sanitarie – conclude la dottoressa Lista – sono altresì fondamentali gli interventi di supporto psicologico alle famiglie, i programmi di reinserimento lavorativo, di formazione professionale, etc., che hanno dimostrato di produrre outcome positivi; purtroppo sono scarsi gli studi su questi interventi e per lo più non forniscono stime sui costi relativi agli stessi. Una valutazione economica completa richiederebbe, quindi, un maggior approfondimento tanto sulle risorse impiegate a livello nazionale, quanto sui benefici degli interventi sia per i pazienti, che per i loro familiari e, quindi, in ultima istanza, per la Società”.

Parte integrante del Progetto “IN VIAGGIO”, è la Mostra Outsider Art curata dalla Professoressa Daniela Rosi, Direttrice dell’Osservatorio Nazionale di Outsider Art dell’Accademia di Belle Arti di Verona, studiosa del rapporto fra arte e malattia, sia in riferimento alle neuroscienze, che alla psichiatria. Con questa iniziativa si è voluto dare un palcoscenico di prestigio a quegli artisti che hanno poche occasioni di farsi conoscere, quasi sempre limitate e circoscritte ai luoghi dove vivono.

“La malattia è una dimensione dell’essere umano – ha dichiarato Daniela Rosi – e chi l’ha provata ha sicuramente un’esperienza in più da esprimere. Per la Mostra Outsider Art abbiamo cercato persone con un vissuto di malattie mentali, che avessero talento e che trovassero nell’espressione artistica un sistema di comunicazione prioritario. Per questo non sono stati scelti autori ‘estemporanei’, ma artisti che avessero una produzione importante con uno stile riconoscibile, anche se con un background formativo e culturale assai differente l’uno dall’altro. Nonostante ciò – continua Daniela Rosi - tutte le opere esposte hanno un elemento comune: suscitano reazioni forti e non possono lasciare il pubblico indifferente”.
La Mostra Outsider Art è aperta al pubblico secondo i seguenti orari: giovedì, 14 aprile dalle 14.00 alle 19.00; venerdì 15 e sabato 16 aprile, dalle 9.00 alle 19.00.
Le prossime tappe del Tour “IN VIAGGIO” saranno le città di Palermo (19-21 aprile) e Cremona (27-29 aprile).

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