Omicidio Rea: Parolisi indagato per omicidio volontario
Ascoli Piceno , 21 giugno - Un omicidio irrisolto ma, come ogni processo, vede una sua evoluzione discrezionale da parte degli inquirenti. Il passo formale di oggi è l'iscrizione di SALVATORE PAROLISI nel registro degli indagati. Quindi, non si tratta più di "persona informata sui fatti" bensì di presunto colpevole per l'omicidio volontario della 29enne MELANIA REA, che ha lasciato vedovo lo stesso caporalmaggiore.
Ma è stato proprio lui il colpevole o c'è qualcuno che, dietro la sua sagoma, nasconde la responsabilità per la morte della donna?
L'iscrizione del marito tra gli indagati, oggi farebbe presumere un'altra svolta processuale sul caso. Ma a soli 2 mesi dal ritrovamento del cadavere della donna (uccisa a coltellate e ritrovata nel BOSCO DELLE CASERMETTE di Ripe di Civitella, provincia di TERAMO),
Quella del fratello di MELANIA, Michele, che affermò di aver visto in Salvatore "lo stesso dolore che provava lui negli occhi" e quella della signora Vittoria, madre di MELANIA, che affermò, neanche 1 mese fa, " Ho piena fiducia in Salvatore e so che è innocente".
Innegabile che la verità in un omicidio può essere tutto ed il contrario di tutto; ad oggi si attende solo di ritrovare per meticolosa cura degli inquirenti, qualche prova che riesca a definire realmente di chi sia la responsabilità della morte della donna.
Innocentisti affermano che la relazione extraconiugale di PAROLISI con la soldatessa di Montebello, Ludovica P. non potrebbe essere così determinante da aver innestato nell'uomo l'impulso omicida, del resto facendo mancare alla bimba le cure della madre naturale. Altri, colpevolisti, affermano invece che basterebbe, o che comunque non sia da escludere.
Al momento, dopo l'interrogatorio iniziale a cura di Umberto Monti (PM di Castello di Cisterna, che lo tenne 8 ore sotto torchio giorni e giorni fa) Salvatore attende il 24 giugno, per il prossimo colloquio con gli inquirendi di ASCOLI PICENO. Ora, lui e la suocera Vittoria si prendono cura della figlioletta rimasta orfana di madre e si trovano a FRATTAMAGGIORE (Na). Il resto, come afferma Parolisi, "si vedrà, perchè io apprendo di essere indagato ma con la giusta serietà e serenità di esserlo". Gentile e W. Biscotti, legali difensori di Salvatore, ora tendono la corda dell'arco: si tratterà davvero di lavorare per una pista che insegua la verità a tal punto da farla saltare fuori, dimostrando l'innocenza di un padre che ha tradito la moglie in passato (il che, non è neppure reato perseguibile) ma non ha ucciso.
Anna INGRAVALLO
In foto, SALVATORE PAROLISI, da immagine archivio estr. www.ilmattino.it













Mi dispiace per gli "innocentisti" conclamati, ma la giustizia è un'esigenza della collettività, da cui non si può derogare, salvo l'imbarbarimento della vita civile e sociale, non è mai un fatto privato, perché chi lo sostiene, rischia di favorire l'omertà della gente. Tutti gl'indizi sono contro Parolisi, purtroppo per lui, ed è giusto che risponda di tutte le menzogne e contraddizioni, inconguruenze e lacune del suo racconto colabrodo. Nessuno l'ha ancora condannato, è evidente, ed io non sono sono né un giustizialista né un falso moralista, ma credo che in base agli elementi di fatto, cosiddetti indizi, ci sono tutti gli'elementi per indagare Salvatore Parolisi dell'omicidio di sua moglie Melania Rea. La presunzione d'innocenza sarà garantita al caporal maggiore dallo sviluppo e dal seguito del procedimento penale a suo carico, rispettando i sacrosanti principi costituzionali e tutte le regole di garanzia sia degl'indagati che degl'imputati. Davvero sgradevole il paragone che Salvatore fa con Cristo in croce, espressione di solo effetto controproducente, per l'abissale differenza di statura spirituale e morale, non solo per i credenti ma anche per ogni laico come me, che crede nel bisogno di giustizia, bene comune di ogni società civile che si rispetti.