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Operazione "Mustra", in carcere il clan dei figli d'arte

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BARCELLONA POZZO DI GOTTO (MESSINA), 22 APRILE 2012 – Tutto è partito la scorsa estate, quando i carabinieri fermarono ad un posto di blocco Salvatore Campisi, 27 anni, con in tasca ancora i cinquecento euro di pizzo intascato da un bar di Terme Vigliatore, dopo che il titolare del locale che aveva sporto denuncia. Soldi che, è emerso dalle indagini, servivano a dare sostentamento ai vecchi capi in carcere.
Da lì i carabinieri, dopo un lavoro lungo due anni, sono risaliti ad un nuovo gruppo emergente tra le famiglie mafiose barcellonesi, che si stava facendo strada dopo gli arresti eccellenti delle operazioni che, in questi ultimi mesi, hanno decapitato il vecchio gotha di Barcellona Pozzo di Gotto e dei Mazzarroti, come “Gotha” e “Pozzo 2”, poi confluite in uno stesso procedimento – il “Gotha-Pozzo 2”, appunto. Proprio due degli appartenenti alla “vecchia guardia” come Carmelo Bisognano e Santo Gullo, nomi di spicco dei barcellonesi oggi collaboratori di giustizia, hanno dato un deciso contributo alle indagini.

A capo del nuovo gruppo proprio Campisi, figlio di Agostino, arrestato durante l'operazione “Vivaio” e ritenuto elemento di spicco dei Mazzarroti, il clan di Mazzarrà Sant'Andrea e Salvatore Foti, figlio di quel Carmelo Vito arrestato durante “Pozzo 2”. Oltre ai due, nell'operazione, denominata “Mustra” (“fretta”, in dialetto), sono stati arrestati anche Vincenzo Campisi, imprenditore trentenne fratello di Salvatore; il ventenne Carmelo Maio, detto “Spillo”; Vincenzo Sboto, 30 anni, Antonio Vaccaro Notte, 20 anni; Nunziato Siracusa, 42 anni e Stefano Puliafito, 23 anni, arrestato in provincia di Modena, dove si trovava per lavoro. Dovranno rispondere di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione, violenza privata, lesioni e danneggiamento.

 


(foto: glpress.it)
Andrea Intonti

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