MILANO, 4 GENNAIO 2012 - Nuova bufera su Trenitalia. E questa volta per l'immagine che l'azienda ha scelto di comunicare di se. Le immagini incriminate mostrerebbero che il nuovo Frecciarossa non comprenderà la tradizionale divisione tra prima e seconda classe, ma al suo posto appaiono quattro nuove classi o categorie. A fianco di ciascuna rinnovata categoria, un'illustrazione: manager al lavoro nella sala riunioni della «executive»; uno scompartimento vuoto per la «business»; due ragazze che chiacchierano in «premium»; una famiglia di immigrati in «standard», la meno costosa. E da questa sequenza la Rete si è scatenata contro il «razzismo di Trenitalia».[MORE]
La polemica è subito apparsa in rete. Ieri è arrivata la risposta dell'azienda: «Oggi, per fortuna, anche l'Italia è un Paese multietnico e Trenitalia, con i suoi 2 milioni di viaggiatori al giorno, ne è il primo testimone». Ma l'indignazione per la «gaffe razzista» delle Fs s'è gonfiata tra blog, Twitter e Facebook : «Stavolta hanno toppato alla grande», «campagna grottesca degna di un film di Fantozzi», «le Fs sono finite fuori dai binari». Anche se mossa dall'intento di «mostrare le nuove famiglie italiane» (come sostiene l'azienda), la campagna si prestava comunque all'altra interpretazione. Probabilmente per evitare di alimentare le polemiche, ieri sera dal sito di Trenitalia l'immagine incriminata è stata rimossa. Resta però «impigliata» in altre migliaia di indirizzi del web, reperibile insieme agli innumerevoli commenti che denunciano la divisione in quattro classi dei treni e che mettono all'indice la scelta di «chiudere» l'accesso al bar per le carrozze di categoria più bassa. «Un nuovo apartheid», attaccano i blog e i social network.
Ieri in giornata Trenitalia ha diffuso una nota per spiegare che la foto incriminata «è una delle tante scelte per il livello Standard e pubblicate sui vari media del Gruppo Fs. Basta guardare sul sito e ci si accorge che per il livello Standard ci sono famiglie, bambini, adulti, anziani, professionisti, eccetera, anche non "di colore"». Resta comunque il fatto che nella serie iniziale di foto la sequenza poneva la sorridente famiglia immigrata nell'ultima classe. Argomenta però ancora l'azienda: «È anche falso il fatto che per gli altri livelli di servizio siano state scelte solo persone "bianche". Tra i vari video del nuovo Frecciarossa pubblicati sul sito, infatti, in quello relativo al livello più alto della gamma, l'Executive, si rappresenta una riunione di lavoro nella sala meeting: ebbene tra i vari manager, uno è di colore. Nel video della classe Premium c'è poi una ragazza araba». Un equilibrio che quindi dovrebbe compensare le scene incriminate ma che evidentemente non è sufficiente a far cessare le polemiche.
Caterina Gatti
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