A Federico Faggin il Premio Mens Italica. Nuovo Presidente Melinda Miceli
VERONA, 10 ottobre 2026 – Quando la scienza incontra le domande più profonde del nostro tempo, il confronto supera i confini delle singole discipline e si trasforma in un’occasione di riflessione collettiva. È quanto accaduto all’Auditorium Banco BPM di Verona, gremito per il convegno con Guido Paoli, Raffaele Fiore e Federico Faggin, dedicato a uno dei temi più affascinanti e complessi del nostro tempo: le cause profonde della guarigione e il rapporto tra salute, coscienza e conoscenza scientifica.
Un appuntamento che ha registrato il tutto esaurito, richiamando l’attenzione su interrogativi che attraversano la medicina, la fisica e la filosofia: dove si colloca il confine tra ciò che possiamo misurare e ciò che ancora fatichiamo a comprendere? Quale ruolo hanno l'esperienza personale e la coscienza nella nostra idea di salute? E fino a che punto il dialogo tra discipline diverse può contribuire ad ampliare il nostro orizzonte conoscitivo?
Un confronto aperto su questioni che sollecitano la ricerca e interrogano la nostra stessa concezione dell'essere umano.
Il convegno ha messo in relazione prospettive differenti, creando uno spazio d'incontro tra medicina, fisica quantistica e riflessione sulla coscienza. Un terreno di dialogo stimolante, da esplorare con curiosità intellettuale e senso critico, distinguendo i risultati consolidati della ricerca scientifica dalle ipotesi teoriche ancora oggetto di approfondimento.
A conferire all'iniziativa una particolare intensità è stata la volontà di non confinare il dibattito entro le consuete separazioni disciplinari, ma di affrontare la complessità della persona attraverso linguaggi e sensibilità differenti.
La guarigione, in questa prospettiva, diventa anche l'occasione per interrogarsi sul significato della salute, sul rapporto con sé stessi e sulla necessità di una visione capace di mettere in dialogo conoscenze diverse, senza confonderne metodi e risultati.
A sintetizzare lo spirito dell'iniziativa era stata Donata Lombardi Assi, organizzatrice dell'evento, con una riflessione che ne racchiude la vocazione umana e culturale: "Connettere mondi, edificare, accompagnare un percorso arduo per tutti, per ognuno di noi in modo singolo e speciale".
Parole che restituiscono il senso di un progetto orientato non soltanto alla trasmissione del sapere, ma anche alla costruzione di relazioni, alla condivisione delle esperienze e alla ricerca di nuove possibilità di confronto.
La conduzione è stata affidata a Rossana Becarelli, medico, antropologa e filosofa della scienza, la cui formazione interdisciplinare si inserisce pienamente nel tema dell'incontro. Sul palco anche Giulietta Bandiera, mentre il pianista e compositore Christian Faggiani ha accompagnato il pomeriggio con la musica, aggiungendo alla riflessione scientifica una dimensione artistica e suggestiva.
Il momento culminante della giornata è stato il conferimento del Premio MENS ITALICA a Federico Faggin, fisico, inventore e protagonista di primo piano dell'innovazione tecnologica, noto a livello internazionale per il suo contributo allo sviluppo del microprocessore e per le successive riflessioni sulla coscienza e sulla natura dell'esperienza soggettiva.
La scelta di Faggin si colloca nel cuore tematico del convegno ovvero la possibilità di interrogare i limiti della conoscenza e di affrontare, con strumenti concettuali differenti, alcune delle questioni più impegnative poste dalla scienza contemporanea.
Il riconoscimento assume così un significato che oltre la celebrazione di una carriera, rende omaggio a una figura che ha attraversato territori diversi del sapere, dalla rivoluzione tecnologica alle domande fondamentali sulla coscienza, contribuendo ad alimentare un dibattito di rilevanza internazionale.
Il Premio MENS ITALICA è stato rilanciato in una nuova edizione sotto la presidenza del Critico d'arte Melinda Miceli, con la cura di Giulio Maniscalco e Anita Madaluni. A consegnare il riconoscimento sono stati Walter Brunello, presidente di ITALEA Veneto, e Luciano Corsi, presidente di Veronesi nel Mondo, Francesco Cortese Presidente della Fondazione Polo Marconi.
Questa' edizione è stata realizzata in collaborazione con Domenico Zanini, presidente onorario della Fondazione Polo Marconi, in un percorso che valorizza il legame tra cultura, ricerca, identità e responsabilità intellettuale.
Il tutto esaurito dell'Auditorium Banco BPM testimonia l'interesse verso temi che, pur appartenendo a campi specialistici, toccano questioni universali come la salute, la coscienza, la conoscenza e il significato dell'esperienza umana.
Mentre la specializzazione scientifica procede a ritmi sempre più rapidi, occasioni di confronto come questa richiamano l'importanza di costruire ponti tra saperi, mantenendo viva la distinzione tra evidenze, interpretazioni e interrogativi ancora aperti.
L'iniziativa si è svolta con la collaborazione di Banco BPM, HUM MED, KOS – Vita al Centro e Fondazione Giorgio Zanotto.
Dott.ssa Melinda Miceli Critico d'arte
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