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Melinda Miceli illustra il rapporto sacro tra le sorgenti e i Santuari nel mondo

Redazione
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Melinda Miceli illustra il rapporto sacro tra le sorgenti e i Santuari nel mondo
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Melinda Miceli spiega Santuari e la relazione sacra con le sorgenti 

La presenza di una sorgente naturale d'acqua ha storicamente determinato la sacralizzazione di un luogo e la conseguente nascita di un santuario. Nel mondo antico, l'acqua che sgorga spontaneamente dalla terra (natura ctonia) non era un semplice fenomeno idrogeologico, ma il segno tangibile di una divinità o di potenze ancestrali (come le Ninfe). La sorgente rappresentava una soglia e un canale di comunicazione diretta tra il mondo umano e quello divino.  L'acqua elimina l'impurità fisica ma soprattutto quella rituale. Prima di accedere allo spazio sacro del divino, l'essere umano deve purificarsi. La sorgente offre un'acqua pura, "viva" (non stagnante), ideale per i riti di abluzione. Le proprietà minerali o curative di molte sorgenti hanno favorito l'idea che l'acqua fosse un dono divino intriso di potere taumaturgico.
 Fin dai primordi della civiltà umana, l'acqua non è mai stata considerata solo una necessità biologica o una risorsa materiale, poiché in quasi tutte le culture del mondo l'atto dell'acqua che sorge spontaneamente dalla terra è stata  percepita come punto di contatto tra il mondo sotterraneo o divino e il mondo dei vivi, dando origine al profondo legame tra le sorgenti e la nascita dei santuari, come dimostrano numerosi ed emblematici esempi storici e religiosi. Tra i casi più celebri del mondo antico spicca il Santuario di Delfi in Grecia, sorto attorno alla sacra fonte Castalia le cui acque venivano utilizzate dalla Pizia e dai pellegrini per i riti di purificazione prima di interrogare l'oracolo di Apollo, oppure il celebre santuario di Asclepio a Epidauro, edificato strategicamente nei pressi di sorgenti ritenute miracolose e curative per i malati che vi si recavano per praticare l'incubazione. Un altro esempio straordinario è rappresentato dai ninfei dell'antica Roma e dai santuari termali come quelli di Baia o di Patavium, dove le fonti calde e sulfuree venivano in dedicate alle divinità delle acque salutari. Con l'avvento del Cristianesimo, questa sacralità è stata spesso convertita in chiave cristiana, come nel famosissimo Santuario di Nostra Signora di Lourdes in Francia, sorto direttamente attorno alla sorgente miracolosa scoperta da Bernadette Soubirous nel 1858 e meta di milioni di pellegrini in cerca di guarigione spirituale e fisica. Altri esempi italiani di grande rilevanza includono il Santuario della Madonna Dell'Ambro nelle Marche, edificato in una gola montana dove sgorga una fonte d'acqua ritenuta da secoli miracolosa e legata a un'apparizione mariana, o il Santuario di Caravaggio in Lombardia, sorto nel luogo in cui la Vergine apparve a una contadina nel 1432, facendo scaturire una fonte d'acqua che ancora oggi alimenta i bagni per i malati.

Spostandosi in Oriente, nei santuari scintoisti giapponesi come il celebre complesso di Ise Jingu o il Meiji Jingu a Tokyo, la presenza dell'acqua sorgiva rimane un elemento imprescindibile attraverso il Temizuya, la tradizionale vasca d'acqua pura posta all'ingresso dove i fedeli si purificano la bocca e le mani prima di avvicinarsi al kami.
La presenza della sorgente ha modellato anche l'architettura dei santuari.​ Le fonti sono spesso collocate all'ingresso dello spazio sacro per consentire le abluzioni preliminari.  In molti casi la sorgente si trova nella crypta o nell'area presbiteriale (sotto l'altare), a indicare che l'intero edificio è stato costruito "intorno" e "sopra" quel punto d'origine sacro. L'ingegneria dei santuari ha sempre previsto sistemi per raccogliere e distribuire l'acqua ai pellegrini senza profanarne la fonte principale. I seRomani monumentalizzarono le sorgenti naturali trasformandole in santuari strutturati (i nymphaea), integrando architettura e natura.

 

Questi esempi di Santuari confermano che la sorgente è la ragione d'essere primordiale del santuario, rappresentando la soglia tra l'umano e il divino ed offrendo spontaneamente il simbolo più puro della vita biologica e il veicolo di purezza e rinnovamento spirituale ovvero l'acqua.

Dott.ssa Melinda Miceli Critico d'arte


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