KABUL, 16 APRILE 2012- Gli attacchi che ieri hanno colpito il cuore politico e diplomatico di Kabul, si è concluso, dopo circa 18 ore di combattimenti, con l'uccisione di tutti i terroristi, come ha dichiarato il portavoce del ministero dell'Interno afghano Sediq Sediqqi, il quale ha aggiunta anche che, "non vi sono notizie di morti fra la popolazione civile, mentre 17 kamikaze, di cui una decina nella capitale, hanno perso la vita negli scontri a fuoco o nell'esplosione dei loro giubbotti".
Come ha precisato il portavoce dell'Emirato islamico dell'Afghanistan, Zabihullah Mujahid, "le violenze odierne "segnano l'inizio dell'Offensiva di Primavera" che i talebani scatenano ogni anno alla fine dell'inverno contro le forze di sicurezza afghane e straniere". Mujahid ha, inoltre, sottolineato che i suddetti attacci sono "una ritorsione per le copie del Corano bruciate nella base aerea americana di Bagram, per l'oltraggio dei marine che hanno urinato sui cadaveri di alcuni insorti e per il recente massacro compiuto da un sergente Usa a Kandahar".
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Il violento attacco militare di ieri è stato sferrato contro numerosi obiettivi afghani ed internazionali nella zona di massima sicurezza di Kabul ed altri in tre province dell'est del paese (Paktia, Logar e Nangahar). In particolare, nel primo pomeriggio, l'azione dei talebani era partita con una decina di esplosioni presso il quartiere di Wazir Akbar Khan varie ambasciate (Usa, Gb, Germania, Giappone, Russia ed Iran). Attaccati anche la sede del Parlamento, vari edifici pubblici non lontano dal palazzo presidenziale, basi della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) ed un hotel, il Kabul Star, di recente costruizione.
(Fonte: Ansa)
Rosy Merola