ROMA, 15 NOVEMBRE 2011 - In seguito alle devastazioni del 15 ottobre, Gianni Alemanno, sindaco di Roma, dopo aver incontrato lunedì scorso i partiti, i sindacati e le forze dell'ordine, ha deciso di porre delle regole più rigide al diritto di manifestare. [MORE]
Sceglie la strada dell'inflessibilità e spiega attraverso un video messaggio la nuova ordinanza che entrerà in vigore dal 18 novembre ”La nuova ordinanza sarà un po' più flessibile e permetterà i cortei nel giorno di sabato su dei percorsi prestabiliti. Ci sarà quindi un'opportunità in più di manifestare, ma nel giorno che crea meno disagi ai cittadini”, e quel giorno è il sabato.
Immediata la replica degli studenti che preannunciano nuove manifestazioni che sfideranno questo nuovo divieto, si sta già delineando il progetto OccupySapienza che vedrà gli studenti occupare numerose Università della capitale in vista del corteo studentesco che giovedì 17 sfilerà per le strade della città per poi raggiungere i palazzi del potere. Sino a tale data si svolgeranno numerosi incontri per decidere i temi da portare alla manifestazione che sarà incentrata sulla crisi e sul futuro del Paese, soffermandosi in particolare all’aspetto più strettamente legato ai giovani. Gli studenti proprio non ci stanno a quanto stabilito dalla nuova ordinanza, e hanno deciso di scrivere una lettera alla cittadinanza, al prefetto di Roma, al questore e al sindaco per “rivendicare spazi per poter manifestare il dissenso - spiega Giorgio Sestili, di Atenei in rivolta- Oggi viene leso il diritto di espressione con protocolli e ordinanze. Noi giovedì vogliamo arrivare ai palazzi del potere”.
“Io spero che tutti capiscano il senso di questa mia iniziativa – ha detto Alemanno sempre nel videomessaggio - Ho provato a trovare un accordo con i sindacati ma non c'è stato verso. L'importante è far comprendere che da parte nostra c'è la massima attenzione alla vita quotidiana di chi vive a Roma deve lavorare, vuole manifestare le proprie idee ma compatibilmente con la vita della città. Da un lato massima disponibilità al confronto con tutti, ma non tornare indietro sui diritti fondamentali dei cittadini. Su questo saremo inflessibili. Roma deve andare avanti e potremo insieme superare la crisi con le regole e le leggi che garantiscono una civile convivenza” ha concluso il sindaco. Il corteo di giovedì 18, fa notare Alemanno, sarà dunque una prova del nove, “se ci sarà una paralisi della città sarà la dimostrazione che l'ordinanza che scatta il 18 è assolutamente necessaria”.
Intanto l’ordinanza ha già scatenato numerose reazioni contrarie, come quella del segretario del Pd Roma, Marco Miccoli, che in una nota ha dichiarato:“Sui cortei le decisioni e i metodi usati dal sindaco sono da “ditta torello”. Nonostante tutti i maggiori sindacati e le forze dell'opposizione, Terzo Polo compreso, lo avessero sconsigliato di utilizzare, in questo particolare momento politico, un'ordinanza per i cortei decisamente rigida, il sindaco ha ignorato ogni indicazione e la sua decisione sui cortei è arrivata con un video via internet quasi fosse un piccolo caudillo de noantri”, e quella di Gianluca Peciola, consigliere provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, che sempre in una nota ha replicato alla decisione di Alemanno “Quello di Alemanno è un passo indietro insufficiente. La nuova ordinanza che permette lo svolgimento dei cortei solo il sabato è una limitazione dell'agibilità democratica nella nostra città. Ieri nel corso del tavolo in prefettura Alemanno ha ricevuto un coro di no alla sua linea antidemocratica. Il sindaco ascolti i partiti e le forze sindacali e non forzi la mano a colpi di ordinanze in un momento di grave tensione sociale. Il traffico in città va spiegato attraverso la mancanza di un piano di mobilità alternativo al trasporto privato. Proprio perché stiamo vivendo un momento eccezionale, come lo stesso sindaco ammette, non si può pensare di governare il dissenso politico a colpi di ordinanze restrittive delle libertà costituzionali”.
Sara Marci