Interviste

Anton Giulio Grande conquista la Camera della moda: "Il mio lavoro tra tradizione e innovazione"

LAMEZIA TERME, 10 LUGLIO 2014 – Il giovane talento lametino Anton Giulio Grande è stato insignito di un prestigioso riconoscimento che rende onore allo stilista, alla Calabria, e all’Italia della moda. Grande, infatti, è stato nominato membro dell’esecutivo della Camera nazionale della moda svizzera, titolo conferito solo ad un’élite di italiani, a quei pochi che si sono distinti nell’ambito del fashion.[MORE]

Il riconoscimento è stato ufficializzato l’8 luglio a Lugano, in Svizzera, nel corso della conferenza stampa di presentazione della settimana della moda elvetica. Così, nell’ambito della fashion week, il prossimo 26 luglio Grande sarà ospite, proprio nella cittadina svizzera, in veste di special guest.

Ormai stilista d’indiscusso successo Anton Giulio Grande si è affermato nel mondo dell’alta moda internazionale. Dopo aver compiuto i propri studi presso l'Università della Moda "Polimoda" di Firenze, e poi al Fashion Institute of Technology di New York, Grande ha lavorato anche per un noto marchio di moda italiana, le Sorelle Fontana. Datata 1995 la sua prima collezione firmata AGG. Designato spesso come l'erede del grande Gianni Versace, con cui condivide le origini calabresi, Grande ha curato, nel 2007, anche gli abiti di scena per la versione italiana del musical “Moulin Rouge”, al Teatro dell’Opera di Roma.

Nel suo atelier di Lamezia Terme, creato nel 1996, non si utilizza la macchina da cucire, ed ogni lavoro è realizzato con le abili mani delle sue sarte calabresi, rifinito poi dal sapiente intervento dello stilista, che rende il prodotto finale pregiato e di straordinario effetto visivo. L’abilità del designer di abiti, le cui produzioni sono ai massimi livelli della sartorialità italiana, crea capi dal gusto giovane ed accattivante, uno spirito moderno capace di esaltare al meglio la bellezza femminile, molto apprezzato da numerose stelle del Cinema, della Televisione e della Moda.

Cosa significa per lei questo riconoscimento che l’ente camerale svizzero ha voluto tributarle?

“E’ un riconoscimento molto importante, e ne sono davvero fiero e orgoglioso, perché si tratta di un elogio a livello internazionale, e quando si varcano i confini della propria nazione è sempre un motivo d’orgoglio. Tra l’altro sono stato voluto proprio dal presidente della Camera nazionale della moda, che mi ha voluto non solo come membro dell’esecutivo, ma ha voluto anche che partecipassi come special guest a la fashion week. Io poi stimo moltissimo la Svizzera, per il suo rigore, per la sua onestà, e ritengo che sia un paese da prendere come modello. In più sono di casa in Svizzera, ci vado spesso, e già tre anni fa, a Ginevra, sono stato nominato Commendatore e Cavaliere dell’ordine al merito di Savoia, un riconoscimento a livello europeo.”

Quanto è importante continuare a far conoscere il Made in Italy nel mondo?

“Moltissimo, perché purtroppo l’Italia sta diventando un po’ un fanalino di coda rispetto alle nuove potenze, a quei paesi come l’India, la Cina, il Brasile attualmente in ascesa. L’Italia, purtroppo, un po’ per l’aspetto politico traballante, un po’ per la crisi economica, sta diventando, come dicevo, un fanalino di coda. Le eccellenze vanno assolutamente portate avanti, sostenute e pubblicizzate. La moda, le automobili, il cibo, l’arte, sono raffinatezze del nostro paese che vanno sostenute. Il Made in Italy ha tante carte da giocare, e soprattutto quella della moda”.

Un riconoscimento, questo, allo stilista ma anche all’alta sartorialità italiana. Ha dunque vinto l’innovazione mista alla tradizione, punto di forza delle sue creazioni?

“Si, da sempre io ho unito tradizione e innovazione. Creare solo qualcosa di “ultramoderno” non mi piace, senza memoria non ci può essere futuro. Allo stesso modo creare qualcosa troppo legato all’antico significa copiare o ispirarsi troppo al passato, cui bisogna guardare con ammirazione, ma sempre tentando di trasformarlo e modernizzarlo. Il mio lavoro è fatto proprio di un mix tra tradizione e innovazione. Ho creato sempre look forti, trasgressivi e moderni, utilizzando materiali alternativi, mixati, però, con tecniche tradizionali, proprio a voler imporre e ricordare un passato di ricamo e sartoriale, oltre che culturale, che ho nel DNA, perché tramandato dalla mia terra di origine, dalla Calabria”.

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AGG Anton Giulio Grande
 

Katia Portovenero