Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha annunciato due incontri per domani con i rappresentanti degli autotrasportatori in protesta contro il caro carburanti. Il primo appuntamento è fissato alle 10 in prefettura con le sigle nazionali, mentre nel pomeriggio, alle 15, al provveditorato si terrà un secondo incontro con le organizzazioni locali. Lo rende noto lo stesso ministro, sottolineando la volontà di dare risposte concrete al settore.
«Non avremo i miliardi, ma sicuramente delle risposte saremo in grado di darle», ha dichiarato Salvini, precisando di essere in contatto con i presidi in Campania, Puglia, Sicilia, Basilicata e Calabria e con coloro che stanno bloccando l'autostrada A1. Il ministro ha spiegato che l'obiettivo è «sbloccare fondi già esistenti e rallentati per motivi burocratici e mettere altri soldi», per cercare di risolvere le criticità che hanno portato alle proteste.
Le ragioni della protesta
Gli autotrasportatori chiedono da giorni interventi strutturali per far fronte all'aumento dei costi del carburante, che sta mettendo in ginocchio il settore. Le mobilitazioni hanno causato disagi alla circolazione, in particolare lungo l'A1 e l'A30, e hanno portato a scaffali vuoti in alcuni supermercati del Sud, soprattutto nei reparti di frutta e verdura. I presidi proseguono in attesa di un confronto con il governo, che ora sembra essersi sbloccato con la convocazione dei due tavoli.
Le prossime mosse
L'incontro di domani sarà cruciale per verificare la disponibilità del governo a trovare soluzioni concrete. Salvini ha assicurato che verranno messe in campo tutte le risorse possibili, anche attraverso lo sblocco di fondi già stanziati ma bloccati dalla burocrazia. Resta alta l'attenzione sulle conseguenze della protesta per i cittadini e per le imprese, con il rischio di ulteriori ripercussioni sui trasporti e sulle forniture.