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Bovalino: 2^ giornata di protesta contro il caro carburanti. Lavoratori e imprese chiedono aiuto.

Pasquale Rosaci
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Bovalino: 2^ giornata di protesta contro il caro carburanti. Lavoratori e imprese chiedono aiuto.
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Autotrasportatori, agricoltori e cittadini uniti contro l’aumento dei costi. Alla manifestazione anche sindaci e rappresentanti istituzionali del territorio, mentre cresce la preoccupazione per il futuro dell’economia calabrese.


La Locride scende ancora in campo contro il caro carburanti e porta in piazza il disagio di chi lavora ogni giorno per sostenere famiglie, imprese e attività produttive. Al centro della mobilitazione ci sono gli aumenti del gasolio, i costi sempre più difficili da sostenere per gli autotrasportatori e le ricadute sull’agricoltura e sull’intera filiera agroalimentare. Una protesta che va oltre il prezzo del carburante e diventa un appello alle istituzioni affinché intervengano con misure concrete. Alla manifestazione hanno partecipato numerosi sindaci della Locride, rappresentanti delle minoranze consiliari, imprenditori, lavoratori e cittadini, accomunati dalla preoccupazione per una situazione che rischia di compromettere la sostenibilità economica di molte attività. Tra gli interventi più significativi quelli di Daniele Nastasi, professore di matematica e imprenditore agroalimentare, Pietro Sergi, rappresentante delle minoranze consiliari dei Comuni della Locride, e Pina Bevilacqua, che ha espresso con parole particolarmente accese e colorite la rabbia di chi non riesce più a far fronte all'aumento delle spese familiari.


Caro carburanti, il lavoro non basta più a coprire i costi. Il messaggio dei manifestanti è diretto: "Continuare a lavorare diventa sempre più difficile quando le spese necessarie per svolgere un'attività assorbono una parte crescente dei guadagni. Per noi autotrasportatori, il gasolio rappresenta una delle principali voci di costo. Ogni viaggio richiede carburante, manutenzione dei mezzi, pedaggi e altre spese operative. Quando i prezzi aumentano, le imprese devono affrontare una pressione economica che può mettere in discussione la convenienza stessa delle consegne"

Durante la protesta è stata richiamata anche la situazione di chi trasporta prodotti dalla Calabria verso città lontane, come Milano e Torino. Le lunghe percorrenze, unite alle difficoltà infrastrutturali del territorio, rendono ancora più complicato mantenere costi competitivi. “Se trasportare una merce costa più di quanto l'attività riesca a sostenere, il rischio è che alcuni viaggi vengano ridotti o che le imprese siano costrette a fermarsi. Le conseguenze possono estendersi ai produttori, ai distributori e ai consumatori” Il rincaro del carburante, infatti, non riguarda soltanto chi guida un camion: può incidere sul prezzo finale delle merci e contribuire ad aumentare il costo generale della vita.


Agricoltura calabrese sotto pressione, dal campo al supermercato. Uno dei temi più importanti emersi durante la manifestazione riguarda il futuro dell'agricoltura in Calabria, un settore fondamentale per l'economia locale e per l'approvvigionamento dei mercati nazionali. Gli agricoltori devono sostenere le spese per lavorare i terreni, utilizzare i macchinari, raccogliere i prodotti e organizzare la distribuzione. A questi costi si aggiungono quelli legati al trasporto, indispensabile per portare le produzioni fresche dai luoghi di raccolta ai centri di vendita.

Durante gli interventi è stata evidenziata una contraddizione che da tempo alimenta il malcontento dei produttori: la differenza tra il prezzo riconosciuto a chi coltiva e quello pagato dai consumatori al supermercato. Il lavoro agricolo richiede impegno, investimenti e continuità, ma il ricavo effettivo per chi produce può rimanere limitato, soprattutto quando aumentano le spese per energia, carburanti e materiali necessari alla produzione. Per questo la protesta chiede maggiore attenzione verso l'intera filiera agroalimentare. Tutelare gli agricoltori significa difendere le imprese, valorizzare i prodotti calabresi e contribuire a mantenere un equilibrio tra i costi sostenuti dai produttori e i prezzi pagati dalle famiglie.


Pina Bevilacqua dà voce alla rabbia dei cittadini. Tra i momenti più intensi della manifestazione c'è stato l'intervento della Signora Giuseppina (Pina) Bevilacqua, che ha espresso apertamente ed in maniera dialetticamente colorito la frustrazione di chi si sente abbandonato di fronte al continuo aumento delle spese. Le sue parole hanno richiamato le difficoltà degli agricoltori e delle famiglie, soffermandosi sul valore del lavoro e sulla necessità di poter vivere dignitosamente senza essere schiacciati dai costi quotidiani. Il suo sfogo ha toccato anche il tema della rappresentanza politica, con domande rivolte ai responsabili istituzionali chiamati a rispondere al problema, soprattutto i vertici regionali: l’Assessore Gallo, il Consigliere Giacomo Crinò ed il Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, oltre a evidenziare la carenza di risposte chieste al governo che sembra essere sordo al richiamo della gente che non ce la fa più ad arrivare neanche a metà mese.


Daniele Nastasi (Professore di matematica ed imprenditore agroalimentare): la protesta nasce dalle difficoltà reali delle imprese. Nel suo intervento, Daniele Nastasi ha sottolineato che la mobilitazione non dovrebbe essere liquidata come una semplice iniziativa politica. A suo giudizio, la protesta nasce dalle difficoltà concrete di lavoratori e imprenditori che devono continuare a operare in condizioni economiche sempre più difficili e complesse.

Nastasi ha spiegato che, quando il costo del trasporto supera i margini ricavabili dalla vendita delle merci, il sistema entra in una fase critica. Il problema riguarda direttamente le imprese di autotrasporto, ma coinvolge anche le aziende agricole e tutte le attività che dipendono dalla movimentazione dei prodotti. L'imprenditore ha inoltre lamentato l'assenza, secondo quanto dichiarato durante l'intervista, di un confronto concreto con il Governo e ha chiesto interventi capaci di alleggerire il peso dei costi energetici e dei carburanti. Tra le proposte richiamate nel suo intervento figura anche la possibilità di utilizzare maggiormente le risorse derivanti dagli extraprofitti delle grandi aziende energetiche per sostenere cittadini e imprese in difficoltà. La richiesta è rivolta alle istituzioni nazionali: individuare soluzioni efficaci, ascoltare direttamente gli operatori economici e intervenire prima che il rincaro dei costi comprometta ulteriormente la continuità delle attività produttive.


Pietro Sergi: la Locride ha bisogno di infrastrutture e sostegno. Alla mobilitazione ha partecipato anche Pietro Sergi, intervenuto in rappresentanza delle minoranze consiliari dei Comuni della Locride per esprimere solidarietà ai lavoratori. Sergi ha ricordato il ruolo dell'agricoltura calabrese, caratterizzata da produzioni che raggiungono mercati in tutta Italia. Un patrimonio economico che, per essere valorizzato, necessita di collegamenti efficienti e condizioni favorevoli alla distribuzione delle merci. Il rappresentante istituzionale ha evidenziato come al costo del carburante si aggiungano le criticità della rete stradale e le carenze infrastrutturali. Per gli autotrasportatori, queste difficoltà possono tradursi in tempi di percorrenza più lunghi, maggiori consumi e spese aggiuntive. La combinazione tra carburanti costosi e infrastrutture inadeguate rischia quindi di penalizzare ulteriormente le imprese che operano in un territorio periferico rispetto ai principali centri economici nazionali. Sergi ha confermato il sostegno alla protesta, auspicando che la mobilitazione possa produrre risultati concreti e che le richieste dei lavoratori vengano ascoltate dalle istituzioni competenti. Ha inoltre ribadito l'importanza di mantenere la manifestazione rispettosa delle esigenze degli altri cittadini, evitando blocchi totali e disagi non necessari alla circolazione.


Traffico scorrevole e nessun blocco totale, l'obiettivo è farsi ascoltare. Secondo quanto riferito, e constatato di persona nel corso della manifestazione, la circolazione è rimasta scorrevole e non si sono registrate particolari criticità per il transito dei mezzi. Le forze dell'ordine erano presenti sul posto per garantire la gestione della situazione. I partecipanti hanno spiegato di voler portare all'attenzione pubblica le proprie richieste senza impedire completamente gli spostamenti degli altri cittadini e lavoratori che meritano il massimo rispetto.

La presenza di amministratori locali, rappresentanti istituzionali, imprenditori e lavoratori ha dato alla protesta una dimensione collettiva, mostrando come il caro carburanti rappresenti un problema che attraversa diversi comparti dell'economia. Il confronto ha riguardato non soltanto gli autotrasportatori, ma anche chi produce, vende e acquista beni. Un intreccio di interessi che rende la questione particolarmente importante per la Calabria, dove molte attività economiche dipendono dalla capacità di collegare le produzioni locali ai mercati nazionali.


La Locride chiede risposte concrete per difendere lavoro ed economia. Gli interventi di Daniele Nastasi, Pietro Sergi e Pina Bevilacqua hanno evidenziato, da prospettive differenti, la necessità di una maggiore attenzione verso le esigenze del territorio e di un confronto concreto con le istituzioni. La sfida ora è trasformare la protesta in un percorso capace di ottenere risposte verificabili. Servono condizioni che permettano alle imprese di continuare a operare, agli agricoltori di valorizzare le produzioni e ai cittadini di affrontare l'aumento del costo della vita senza ulteriori difficoltà. La Locride chiede di essere ascoltata non soltanto nei momenti di emergenza, ma anche quando vengono definite le politiche economiche e infrastrutturali che incidono sul futuro della Calabria. Perché dietro il prezzo del carburante ci sono viaggi, raccolti, aziende, famiglie e posti di lavoro. E difendere questi elementi significa tutelare una parte essenziale dell'economia e della vita sociale del territorio.






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Scritto da Pasquale Rosaci

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