Bryon Widner, storia di uno skinhead pentito

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ROMA, 28 OTTOBRE 2011- A sedici anni era entrato in un gruppo di estrema destra. Pochi anni dopo, ne aveva fondato uno. Bryon Widner credeva nella superiorità della razza ariana, era violento e pieno di odio. Da cinque anni a questa parte, però, è iniziata la metamorfosi che lo ha reso un uomo completamente diverso. Oggi, Widner ha cancellato dalla sua vita, e dal suo corpo, tutti i segni e i tatuaggi che testimoniavano il suo passato di naziskin. [MORE]

Bryan Widner ha trascorso sedici anni della sua vita proclamando e diffondendo un ideologia di astio: naziskin convinto, era stato uno dei cofondatori del Vinlander Social Club, una banda che riunisce vari gruppi razzisti provenienti da diverse zone degli Stati Uniti. Ancora oggi Knightstown, in Indiana, è la sede del quartier generale del gruppo.

Poi, la svolta. Dopo anni di soprusi e violenze, incontrò la sua attuale moglie. Così, dal 2006, la sua vita è cambiata: si è sposato, ha avuto due figli e decidendo di non portare avanti la sua famiglia con un’ideologia di odio. Widner si è progressivamente allontanato dai gruppi estremisti che era solito frequentare, fatto già di per sé difficoltoso considerando la violenza che caratterizza queste bande. Infatti, ha ricevuto molte minacce di morte dai suoi ex compagni, che non credevano alla svolta del duro e violento Widner, il naziskin che colpiva alla minima provocazione. Nonostante ciò, Bryon ha proseguito con caparbia nel suo percorso. Ma ciò non fu sufficiente, perché la sua ideologia di odio e violenza era impressa sul suo volto. Widner, infatti, si era fatto tatuare molteplici simboli di razzismo (tra cui una grande svastica) che coprivano buona parte del suo viso. Perciò, si è sottoposto ad oltre venti dolorosissime sedute di laser, che hanno progressivamente cancellato i tatuaggi dalla sua faccia.

Oggi è un uomo nuovo e completamente diverso da quello che era in passato. Tuttavia, cancellare una storia di violenza non è sempre facile, e qualche volta il ricordo di ciò che ha fatto riaffiora alla sua memoria. In ‘’ Erasing Hate’’ (Cancellando l’odio), il documentario che racconta la sua storia, Widner dice di essere spesso perseguitato dalle violenze che ha compiuto. Ma, come egli stesso spiega, se può impedire ad un altro ragazzo di fare gli stessi errori fatti da lui allora ‘’maybe I can redeem myself’’( forse posso riscattarmi). E chissà che non riesca davvero a far dimenticare a tutti il suo terrificante passato.

Claudia Candelmo

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Scritto da Claudia Candelmo

Giornalista di InfoOggi

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