Economia

Cgia: possibile aumento dell'IVA nel 2019. +242 euro di spesa per famiglia

MILANO, 12 MAGGIO – Il nuovo governo ha un compito chiaro scongiurare l'aumento dell'Iva. Se non dovesse andare in porto l'operazione per evitare l'aumento dell'imposta sul valore aggiunto allora arriverebbe una stangata per le famiglie italiane.[MORE]

Di fatto secondo quanto calcolato dalla Cgia di Mestre l'aumento dell'Iva potrebbe costare 242 euro a famiglia al Nord, 234 euro per le famiglie che vivono al Centro e 199 euro per il Mezzogiorno.
Infatti, se non verranno recuperati 12,4 miliardi di euro entro dicembre, l'aliquota ordinaria passerà dal 22 al 24,2%, mentre quella ridotta dal 10 salirà all'11,5%.

"Bisogna assolutamente evitare l'aumento dell'Iva", afferma il coordinatore dell'Ufficio studi della Cgia, Paolo Zabeo, "non solo perchè colpirebbe in particolar modo le famiglie meno abbienti e quelle più numerose, ma anche perchè il ritocco all'insù delle aliquote avrebbe un effetto recessivo per la nostra economia. Ricordo, infatti, che il 60 per cento del Pil nazionale è riconducibile ai consumi delle famiglie. Se l'Iva dovesse salire ai livelli record previsti, per le botteghe artigiane e i piccoli commercianti sarebbe un danno enorme, visto che la stragrande maggioranza dei rispettivi fatturati è attribuibile alla domanda interna".

Non solo. Se non verrà scongiurato l'aumento, dal 2019 l'Italia sarà il Paese con l'aliquota Iva ordinaria più elevata dell'Eurozona. "Questo balzo ci consentirebbe di scavalcare tutti e di posizionarci in testa alla classifica dei più tartassati dalle imposte indirette. In 45 anni, l'aliquota è aumentata 9 volte. Tra i principali Paesi della zona euro siamo quello in cui è cresciuta di più: ben 10 punti, un record, ovviamente, che nessuno ci invidia. Se nel 1973 l'aliquota era al 12 per cento, ora si attesta al 22 per cento", ha sottolineato Zabeo.

Seguono la Germania, con una variazione di +8 punti (era all'11 adesso si attesta al 19%), l'Olanda, con un aumento di 5 punti (era al 16 oggi è al 21%), l'Austria e il Belgio, con degli aumenti registrati nel periodo preso in esame rispettivamente del +4% e del +3%. La Francia è l'unico Paese presente in questa comparazione che non ha registrato alcun incremento.

Fonte immagine: strettoweb.com

Alessia Panariello