La Columbia Britannica ha deciso di citare in giudizio OpenAI, la società che sviluppa ChatGPT, per non aver avvisato le autorità prima della strage di Tumbler Ridge. Secondo l'accusa, i sistemi di moderazione avrebbero rilevato attività violente nell'account dell'autrice del massacro, Jesse Van Rootselaar, mesi prima dell'attacco.
La strage di Tumbler Ridge
Il 10 febbraio 2026, nella cittadina di Tumbler Ridge, nella Columbia Britannica, Jesse Van Rootselaar, 18 anni, ha aperto il fuoco in una scuola secondaria uccidendo otto persone, tra cui la madre e il fratellastro di 11 anni. La giovane, che si identificava nel genere femminile e aveva iniziato la transizione circa sei anni prima, è stata identificata come responsabile.
Il ruolo di OpenAI e le accuse
Stando alla causa intentata dalla provincia, OpenAI avrebbe bloccato l'account ChatGPT di Van Rootselaar già nel giugno 2025, dopo che i sistemi di sicurezza avevano segnalato attività riconducibili a violenza. Tuttavia, l'azienda avrebbe scelto di non informare le forze dell'ordine, sostenendo di non aver rilevato segnali di un attacco imminente.
La provincia contesta proprio questa decisione: secondo i querelanti, OpenAI avrebbe avuto la possibilità di prevenire la tragedia allertando la polizia. La causa si inserisce nel dibattito sulla responsabilità delle piattaforme di intelligenza artificiale nella prevenzione di crimini violenti.
Le conseguenze legali
La citazione della Columbia Britannica contro OpenAI potrebbe aprire un precedente importante per il settore. La questione centrale è se le aziende tecnologiche abbiano l'obbligo di segnalare alle autorità contenuti potenzialmente pericolosi emersi sui loro sistemi, anche in assenza di minacce esplicite.
OpenAI non ha ancora rilasciato dichiarazioni ufficiali sulla causa. Nel frattempo, la comunità di Tumbler Ridge continua a fare i conti con il dolore per una delle stragi più gravi nella storia recente del Canada.