FIRENZE, 23 SETTEMBRE 2011- Continua la presa di posizione della presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nei confronti del Governo, “Vogliamo un cambiamento vero. E se il governo è disponibile, siamo pronti a ragionare, se invece vuole andare avanti su piccole cose di manutenzione non siamo interessati .Non è più tollerabile una situazione di stallo, in cui si vivacchia e in cui ci si limita a fare qualche piccola manutenzione''. [MORE]
Così Emma Marcegaglia si è espressa nel corso del suo intervento a Firenze, all'assemblea degli industriali toscani. A poi aggiunto che Confindustria ha deciso di presentare "un manifesto delle imprese per salvare l'Italia". Sottolinea la Marcegaglia si tratta di un “manifesto che non riguarda le imprese, ma è per l'Italia. Se il governo è disponibile a parlare con noi e le altre associazioni, bene. Se invece vuole andare avanti con piccole cose, non siamo più disponibili”.
Il suddetto documento si articola su vari punti: Al primo posto bisogna puntare ad “una riduzione della spesa pubblica, non realizzata in modo generico con i tagli lineari, ma con un esame di ciascuno dei capitoli di spesa”. Sotto questo profilo, occorre mettere mano alla previdenza, "perché non è più possibile andare in pensione a 58 anni, anche per motivi di equità generazionale".
Il secondo aspetto importante evidenziato nel documento sono le riforme da fare: “la vendita dei beni pubblici”, “varare un piano vero e serio di privatizzazioni”, “le liberalizzazioni”. Secondo la presidente di Confindustria, è nell’ambito delle privatizzazioni, che “c'è molto da fare: nell'ultima manovra sono stati citati alcuni temi, ma praticamente non c'è nulla. Ci sono ancora settori professionali con le tariffe minime. E poi ci sono anche i servizi pubblici locali, i trasporti e l'energia come settori dove procedere con le liberalizzazioni”. Ultimo aspetto previsto nel documento è quello delle infrastrutture.
Commentando il suddetto documento, Mercegaglia ha affermato che, "Noi vogliamo un cambiamento vero e pensiamo che questo nostro manifesto possa essere una base concreta di discussione e di confronto. Fa male vedere una carenza di leadership anche a livello europeo, tre anni dopo la grande crisi del 2008 e dopo la crisi che da tempo sta coinvolgendo la Grecia”.
Poi conclude parlando dell’Unione Europea, “Non può esserci una moneta unica senza una politica economica comune, senza un budget federale. O i leader europei hanno la capacità di superare i nazionalismi oppure io penso che tutto quello che abbiamo fatto nell'Unione europea rischia di non restare in piedi. E in questo caso le conseguenze sarebbero devastanti”.
Rosy Merola