Emergenza maltempo, la Calabria è in ginocchio: Catanzaro chiede aiuto sul web
CATANZARO, 22 NOVEMBRE 2013 – In queste ore si parla giustamente del dramma che ha colpito la Sardegna e la sua popolazione. Ed è proprio nel giorno di lutto nazionale per le vittime del disastro, che la Calabria prova ad alzare la voce per farsi sentire.
Nella stessa giornata, infatti, oltre alla Sardegna hanno subito ingenti danni anche Puglia e Calabria. E quest’ultima, pare esser stata messa nel dimenticatoio da parte delle istituzioni competenti. Catanzaro, il capoluogo calabrese, è senz’acqua potabile da addirittura quattro giorni. E non si vede nessun miglioramento per i prossimi giorni. Scuole chiuse almeno fino alla giornata di lunedì. E dunque Catanzaro chiede aiuto in seguito alla mancanza di un bene vitale, qual è l’acqua. Il problema nasce dalla rottura della condotta che porta il bene prezioso in ogni punto della città. Una rottura non da poco, giacché la condotta sembra essere danneggiata in ben tre punti. I 70.000 catanzaresi in difficoltà si sono affidati ai social network, e in particolare a Facebook, per chiedere aiuti in merito a questa grave situazione.
L’acqua nei supermercati è andata a ruba, le autobotti messe a disposizione non bastano per tutta la popolazione. E proprio in merito a ciò, alcuni quartieri non hanno neanche visto arrivare gli automezzi con il carico d’acqua. E’ il caso del quartiere S. Maria, a sud della città, e tra l’altro uno dei più colpiti dal violento nubifragio del 19 novembre scorso. Ma la cosa ancora più grave, è che c’è gente che ha dovuto abbandonare le proprie case perché inagibili. La Protezione Civile non ha messo a disposizione nessuna tenda per chi al momento è costretto a vivere lontano dalla propria abitazione. A tutto ciò si aggiunge lo squallido fenomeno dello sciacallaggio. Pensate che nella giornata di oggi, un bidone di acqua da dieci litri, è arrivato a costare anche fino 8,00 €. Tutto ciò è alquanto paradossale, e la città di Catanzaro, capoluogo di regione, chiede aiuto in ginocchio.
Giovanni Cristiano[MORE]
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