Francesco Vono Su Casa di Riposo Umberto I° di Catanzaro.

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Riceviamo e pubblichiamo
Catanzaro 7 luglio 2011 - Ancora una volta, nella mia qualità di ex Commissario Straordinario presso la Casa di Riposo “Umberto I°” di Catanzaro, ma particolarmente come libero cittadino di Catanzaro, sono costretto ad intervenire sul problema “Umberto I°” [MORE]per il quale in questi giorni se ne parla in modo improprio e al di là di quanto previsto nell’accordo a suo tempo stipulato tra lo scrivente, il Comune di Catanzaro ed il Presidente A.S.L.. dell’epoca (metà anni 90); si parla di utilizzare la struttura ormai restaurata, grazie allo scrivente, per finalità che nulla hanno a che vedere con la vita degli anziani auto e non autosufficienti della città.

La parte più importante del problema verte verso la sua destinazione. Il Commissario ASP Mancuso vorrebbe trasferire nella struttura gli Uffici amministrativi dell’ASL, la radiologia di Via Paparo e, chissà, forse cos’altro gli verrà in mente. Tutto è possibile in politica ma noi (mi riferisco al plurale non essendo solo in questa battaglia) ci batteremo con tutte le nostre forze perché l’”Umberto I°” torni agli anziani.

“L’Ente, (recita l’art. 3 della Delibera della Giunta Regionale sulla modifica dello statuto), ha lo scopo di provvedere alla gestione di servizi socio-assistenziali in favore di cittadini residenti nella città di Catanzaro e, per casi di particolare necessità, in favore di persone che comunque si trovano – anche occasionalmente – nel territorio comunale o, in linea eccezionale, in favore di residenti in comunità viciniori”, e continua…

“”Tutto ciò in perfetta aderenza ai contenuti della L.R. n. 5 del 26 gennaio 1987. I servizi socio-assistenziali tendono a concorrere alla creazione di un sistema di sicurezza sociale in cui viene rispettata la dignità della persona umana con l’assicurazione del pieno e libero sviluppo della personalità di ogni persona-utente e consente la partecipazione di tutti i cittadini al processo di rimozione delle cause che generano stati di bisogno e/o di emarginazione””.(Vedasi Delibera Giunta Regionale Calabria 18 ottobre 1993, n. 3948 pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Calabria “supplemento ordinario n. 1 al Bollettino Ufficiale n. 104 dell’a dicembre 1993 avente per oggetto “Casa di Riposo “Umberto I°” di Catanzaro – Modifica Statuto” e continua… il raggruppamento di cui ai comma precedenti è stato sciolto, per effetto dell’art.3 della legge n. 132 del 12/2/1968 D.P.R. 3 novembre 1968 n. 1502 (G.U. 31/2/1969) mentre con D.P.R. del 31/3/1972 – registrato alla Corte dei Conti il 20 maggio 1972 il “ricovero di mendicità Umberto I° di Catanzaro ha assunto la denominazione di Casa di Riposo Umberto I° di Catanzaro.

In questo contesto continuo ad essere nauseato dal leggere la scritta riportata sulla facciata principale della struttura in argomento. E’uno schiaffo a tutta Catanzaro ed alla Calabria intera che all’entrata del capoluogo di Regione esista un “ricovero di mendicità”(saremo tornati, evidentemente agli inizi degli anni 30) che a mio personale avviso e secondo la maggioranza dei catanzaresi deve essere rimossa immediatamente e sostituita con la giusta trascrizione prevista dalla norma sopra citata e cioè, “Casa di Riposo Umberto I°”
Quanto alla destinazione definitiva della struttura, vanno tenute in debita considerazione gli atti di pubblica donazione, tutti diretti in favore degli anziani e null’altro.

Sarebbe una evidente distrazione di fondi ministeriali, perseguibile penalmente

Con la presente, pertanto, chiamo all’appello in primis:

1) la Dr/ssa R. Calcaterra, il Dr. P. Gareri, il Dr. R. Lacava, il Dr. D. Olivo, il Dr. I. Pansini, Il Dr. M.G. Rossi ed il Dr. R. Teti, tutti all’epoca specializzandi in geriatria che sotto la guida del caro e compianto Prof. Rosario Mattace, sono i titolari del progetto di riconversione “dell’Umberto I°” sulla base del quale, e su proposta dello scrivente nella qualità di Commissario Straordinario Regionale, i competenti Ministeri del Tesoro e della Sanità hanno proceduto all’erogazione dei fondi necessari vincolati alla ristrutturazione dell’edificio ed alla sua riconversione in R.A.S.;

 

2) la Dr/ssa Caterina Laria, valida professionista che a suo tempo ha appoggiato il progetto presentato, partecipando anche di persona alla lotta sostenuta;

3) a tutti i cittadini catanzaresi che nel corso dell’inverno 1995, in Piazza Prefettura di Catanzaro, hanno apposto la loro firma perché l’Umberto I° fosse destinato agli anziani secondo la volontà dei donatori;

4) a tutte le Associazioni di volontariato di Catanzaro;

5) Infine a tutte le famiglie catanzaresi che hanno un proprio familiare anziano in condizioni di non auto-sufficienza, bisognevole di amorose cure in strutture che siano nella propria residenza in modo da avere vicini i propri familiari.

Tutti, indistintamente, teniamoci pronti ad una azione di lotta con la possibile occupazione della struttura, nel caso che il Comune di Catanzaro e l’ASP dovessero sognare un giorno di utilizzare l’Umberto I° per altri scopi.

Con nota a parte, chiederà all’Amministrazione Comunale di Catanzaro di dar conto a tutta la cittadinanza di tutti gli altri beni mobili, immobili e terreni a suo tempo trasferiti dallo scrivente, tutti beni derivanti da donazioni agli anziani ed i cui proventi con la loro alienazione, potrebbero servire per far fronte “alla crisi esistente per via del blocco degli accreditamenti legati al regime del Piano di rientro ministeriale.
Mi domando: Il Piano di rientro può penalizzare ancora una volta le fasce più deboli? Gli anziani bisognevoli vanno abbandonati a se stessi? Non è forse l’Amministrazione Comunale che deve provvedere a questo tipo di fascia sociale?
Chiedo ai Sigg. Direttori della stampa che dare tanto, ma tanto risalto al problema sulle pagine dei giornali, chiedo un incontro pubblico televisivo (RAI 3 e Telespazio Calabria) perché il problema che si sta ponendo tocca tutta la popolazione e non deve riguardare il politico, il Commissario Straordinario ASP o altri.
Sono a disposizione di chiunque, per ogni eventuale ulteriore chiarimento.

Francesco Vono

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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