Un'operazione dei Carabinieri del Nucleo Forestale di Spoleto ha portato al sequestro di un immobile nel Comune di Spoleto, per il quale erano stati ottenuti contributi pubblici pari a 1.500.000 euro finalizzati alla ristrutturazione dopo i danni del sisma del 2016. Il provvedimento è stato emesso dall'Autorità Giudiziaria su richiesta della Procura, a seguito di approfondite indagini.
Le accuse e le false dichiarazioni
Secondo quanto emerso, il tecnico geometra e il proprietario dell'edificio avrebbero dichiarato falsamente che il fabbricato, al momento del terremoto, fosse abitato e conforme sotto il profilo igienico-sanitario, requisiti necessari per accedere ai fondi. Le accuse contestate sono di falsità ideologica di privato in atto pubblico, truffa aggravata ai danni dello Stato e mancata dichiarazione di conflitto d'interesse.
I controlli e le irregolarità riscontrate
Nell'ambito della campagna Casa Sicura, i militari hanno effettuato un sopralluogo sul cantiere e un'analisi della documentazione presentata per ottenere i contributi. È stato coinvolto anche l'Ufficio della USR di Foligno, che ha ispezionato il cantiere riscontrando che i lavori effettivamente eseguiti ammontavano solamente al 30% del totale, a fronte di contributi richiesti per il 70%. Questo ha evidenziato una notevole sproporzione tra quanto dichiarato e lo stato reale dei lavori.
Possibile conflitto d'interesse
Gli accertamenti sono in corso per valutare la possibile presenza del reato di conflitto d'interesse tra l'impresa esecutrice, intestata al nipote del geometra direttore dei lavori, e il direttore stesso. Inoltre, sembrerebbe che il geometra, in epoca precedente al sisma, fosse lui stesso titolare della ditta esecutrice. Sono stati deferiti all'Autorità Giudiziaria il proprietario e il tecnico, con ruoli di istruttore, progettista architettonico, progettista impianti e direttore dei lavori, nonché ex titolare della ditta esecutrice.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che la responsabilità degli indagati sarà definitivamente accertata solo in caso di sentenza irrevocabile di condanna.