Giappone: nasce "Neo-Tokyo", capitale di scorta in caso di terremoti

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TOKYO, 6 NOVEMBRE 2011 - “Neo-Tokyo” da semplice, ma certo grandioso progetto, potrebbe divenire realtà. “Neo-Tokyo” è una città ideale frutto della fervida immaginazione che certamente contraddistingue i disegnatori dei celebri fumetti giapponesi, i manga. [MORE]

L'idea, che e' stata illustrata da un gruppo di politici del parlamento giapponese di entrambi gli schieramenti, immancabilmente porta alla mente il libro pubblicato nel 1516 da Tommaso Moro, "L’Utopia", in cui si raccontava di un fantastico viaggio in un’immaginaria isola abitata da una società ideale; una società pacifica in cui a dominare e regolare la vita degli uomini era la cultura. Nel caso del progetto della “Neo-Tokyo”, l’obiettivo non è quello di una società pacifica, bensì quello di creare una sorta di “capitale di scorta” che potrebbe scongiurare nuove emergenze come quella che, otto mesi fa, il Giappone si è trovato ad affrontare quando il sisma di magnitudo 9, seguito da un terrificante tsunami, portò alla morte di oltre 20.000 persone.

La capitale gemella potrebbe sorgere nei pressi dell'aeroporto di Itami, nella prefettura di Osaka, in un'area in cui verrebbero ricostruiti case, uffici governativi, resort, casinò, parchi, e una torre che, con i suoi 650 metri, sarebbe la più' alta del mondo.

Il progetto da quanto si apprende dai media internazionali, conta sul sostegno di influenti membri del partito di governo e quello di opposizione, dell'ex premier Naoto Kan, e dell'ex ministro dell'Industria, Banri Kaieda, oltre ad essere sostenuto da almeno altri 100 politici. Il nome della città in cui potrebbero vivere da subito almeno 50.000 persone, e dove altre 200.000 troverebbero accoglienza, non è ancora stato deciso, ma tra le varie ipotesi ci sono Irtbbc, acronimo di Integrated Resort, Tourism, Business and Backup City, e Nemic, National Emergency Management International City.

Gli ideatori spiegano che il progetto ha il fine di garantire la continuità di governo anche in situazioni di emergenza, come quella che si potrebbe creare se un altro sisma come quello del marzo scorso colpisse di nuovo la capitale, in tal caso gli effetti sarebbero catastrofici, avvertono gli scienziati. I costi per la realizzazione del progetto sarebbero sostenuti al 90% dagli investimenti privati, ma è già scontro politico. All’entusiasmo di Osaka, in cui sarebbero ben contenti di vedere nascere la capitale gemella, fa da contraltare la reticenza del governatore di Tokyo, Shintaro Ishihara “La capitale può essere solo a Tokyo'', ha replicato.
 

Sara Marci

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Scritto da Sara Marci

Giornalista di InfoOggi

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