Il presidente del Cosenza Calcio contesta la dichiarazione di inagibilità dello stadio San Vito-Marulla e chiede l'annullamento dei provvedimenti comunali oppure un maxi risarcimento
Si apre un nuovo capitolo nella vicenda che coinvolge il Cosenza Calcio, il Comune di Cosenza e lo stadio San Vito-Marulla. Il presidente Eugenio Guarascio ha deciso di impugnare davanti al TAR della Calabria i provvedimenti che hanno dichiarato l'impianto inagibile durante i lavori di riqualificazione, presentando un articolato ricorso nel quale vengono contestate numerose presunte irregolarità amministrative.
Oltre alla richiesta di sospensione e successivo annullamento degli atti comunali, il club rossoblù domanda anche un risarcimento superiore a un milione di euro, ritenendo di aver subito un grave danno economico e organizzativo.
Il ricorso al TAR: le contestazioni del Cosenza
Secondo quanto riportato dal Corriere della Calabria, i legali di Guarascio hanno depositato un ricorso di 33 pagine nel quale vengono elencate quelle che la società considera diverse illegittimità nella gestione della vicenda da parte dell'amministrazione comunale.
Nel documento si sostiene che il Comune avrebbe adottato una linea che, secondo il club, avrebbe di fatto impedito al Cosenza di disputare le proprie partite casalinghe al San Vito-Marulla, costringendo la società a cercare rapidamente una sede alternativa per rispettare i requisiti necessari all'iscrizione al campionato.
Il progetto prevedeva la continuità delle gare
Uno degli aspetti centrali del ricorso riguarda la documentazione tecnica predisposta per i lavori di ammodernamento dello stadio.
Secondo la ricostruzione del club, il Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica avrebbe previsto la possibilità di proseguire l'attività agonistica durante l'esecuzione degli interventi. Inoltre, anche il disciplinare di gara avrebbe assegnato punteggi premianti alle imprese in grado di limitare le interferenze con le competizioni sportive e garantire la continuità delle partite ufficiali.
Per questo motivo, la società ritiene che la successiva dichiarazione di inagibilità sia in contrasto con le stesse previsioni contenute negli atti di gara.
Le contestazioni sulla procedura amministrativa
Nel ricorso vengono sollevati anche rilievi di carattere procedurale.
Il Cosenza Calcio evidenzia, infatti, la mancata espressione della Commissione Provinciale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo, oltre a contestare la competenza dell'organo che ha adottato il provvedimento.
Secondo la tesi della società, trattandosi di un atto dagli effetti assimilabili alla revoca della concessione dello stadio, la decisione avrebbe dovuto essere assunta dal Consiglio comunale e non da un dirigente.
Lo stadio Ezio Scida come soluzione temporanea
L'impossibilità di utilizzare il San Vito-Marulla ha costretto il club rossoblù a chiedere la disponibilità dello stadio Ezio Scida di Crotone per poter completare la procedura di iscrizione al campionato.
Secondo il ricorso, questa soluzione comporterebbe importanti conseguenze sotto diversi profili:
- maggiori costi organizzativi per la società;
- danni economici legati alla gestione delle gare lontano da Cosenza;
- possibili ripercussioni sull'immagine del club;
- notevoli disagi per i tifosi del Cosenza;
- perdita del canone previsto dalla convenzione anche per il Comune di Cosenza.
La richiesta del Cosenza: annullamento degli atti o risarcimento milionario
Con il ricorso, Eugenio Guarascio chiede innanzitutto al TAR la sospensione immediata degli effetti dei provvedimenti comunali e il loro successivo annullamento.
In via subordinata, qualora tali richieste non dovessero essere accolte, la società domanda un risarcimento di almeno 1.008.911 euro.
Secondo il club, tale importo corrisponde alle somme sostenute negli anni per interventi di manutenzione straordinaria dello stadio Marulla, lavori che, a giudizio della società, sarebbero stati di esclusiva competenza dell'amministrazione comunale.
Una vicenda destinata ad avere nuovi sviluppi
La controversia tra il Cosenza Calcio e il Comune di Cosenza entra così in una fase giudiziaria che potrebbe avere conseguenze significative sia sul futuro utilizzo dello stadio San Vito-Marulla sia sui rapporti tra il club e l'amministrazione cittadina.
Sarà ora il TAR della Calabria a valutare la fondatezza delle contestazioni sollevate dalla società rossoblù e a decidere se sospendere gli effetti dei provvedimenti impugnati oppure confermare la linea adottata dal Comune.