Guerra. Iran, nuova escalation nel Golfo: Teheran minaccia Bab el-Mandeb mentre proseguono i raid Usa

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Tensione alle stelle tra Iran e Stati Uniti: rischio per le rotte marittime mondiali e nuovi attacchi nella regione

La crisi in Medio Oriente continua ad aggravarsi. Dopo le tensioni nello Stretto di Hormuz, Teheran alza ulteriormente il livello dello scontro minacciando la possibile chiusura dello Stretto di Bab el-Mandeb, uno dei passaggi marittimi più strategici del pianeta, fondamentale per l'accesso al Mar Rosso e alla rotta commerciale del Canale di Suez.

Nel frattempo gli Stati Uniti hanno concluso la sesta notte consecutiva di bombardamenti contro obiettivi militari iraniani, colpendo decine di infrastrutture considerate strategiche. Una nuova fase del conflitto che rischia di avere conseguenze non solo militari, ma anche economiche e geopolitiche su scala globale.

Teheran minaccia anche lo Stretto di Bab el-Mandeb

Dopo aver più volte evocato la possibilità di bloccare lo Stretto di Hormuz, da cui transita una parte significativa del petrolio mondiale, l'Iran punta ora l'attenzione sullo Stretto di Bab el-Mandeb, passaggio obbligato tra il Golfo di Aden e il Mar Rosso.

Secondo le minacce provenienti da Teheran, un eventuale blocco potrebbe essere attuato con il supporto degli Houthi, il movimento armato yemenita sostenuto dall'Iran e già protagonista di numerosi attacchi contro navi commerciali negli ultimi mesi.

Una simile eventualità metterebbe ulteriormente sotto pressione il traffico marittimo internazionale, con possibili ripercussioni su:

  • trasporto del petrolio e del gas;
  • commercio tra Europa e Asia;
  • costi delle merci e dell'energia;
  • catene di approvvigionamento globali.

Sesta notte di raid americani contro obiettivi militari iraniani

Lo US Central Command (CENTCOM) ha confermato di aver completato una nuova serie di operazioni militari contro l'Iran.

Secondo quanto comunicato dalle forze armate statunitensi, sono stati colpiti decine di obiettivi militari, tra cui:

  • sistemi di sorveglianza costiera;
  • postazioni di difesa aerea;
  • infrastrutture logistiche militari;
  • impianti marittimi utilizzati dalle forze iraniane.

Il CENTCOM ha precisato che si tratta della sesta notte consecutiva di attacchi, sottolineando che oltre 50.000 militari americani restano operativi nell'area mediorientale.

Secondo Washington, le operazioni hanno l'obiettivo di ridurre le capacità offensive dell'Iran e proteggere il personale militare statunitense presente nella regione.

Raid anche contro ponti e infrastrutture nel sud dell'Iran

Nelle ultime ore diversi media iraniani hanno riferito di bombardamenti che avrebbero interessato infrastrutture civili e militari nella provincia di Hormozgan, nei pressi dello Stretto di Hormuz.

Tra gli obiettivi colpiti figurerebbero:

  • ponti nella zona di Bandar Khamir;
  • infrastrutture vicine a Bandar Abbas, importante base navale iraniana;
  • un aeroporto;
  • una stazione ferroviaria;
  • strutture portuali.

Secondo l'agenzia iraniana IRNA, gli attacchi avrebbero provocato almeno sette vittime, mentre altre persone sarebbero rimaste ferite.

La risposta iraniana: attacchi contro basi e obiettivi Usa

La risposta di Teheran non si è fatta attendere.

Le autorità iraniane hanno annunciato operazioni militari contro interessi statunitensi nella regione. Tra gli episodi segnalati:

  • lancio di droni contro obiettivi militari americani in Bahrein;
  • attacchi diretti verso Qatar e Kuwait, dove sono state attivate le sirene di allarme;
  • un'azione rivendicata dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (Pasdaran) contro la base americana di Al-Tanf, in Siria.

I media iraniani sostengono che l'operazione avrebbe colpito radar ed elicotteri militari statunitensi, provocando numerose perdite. Al momento, tuttavia, non risultano conferme ufficiali da parte degli Stati Uniti.

Trump: "Stiamo vincendo in Iran"

Nel corso di un intervento pubblico, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato:

"Abbiamo vinto in Venezuela e stiamo vincendo in Iran. Vedrete presto i risultati."

Le dichiarazioni arrivano mentre la Casa Bianca continua a sostenere che le operazioni militari puntano esclusivamente a ridurre le capacità offensive iraniane e a garantire la sicurezza delle forze americane e degli alleati presenti nell'area.

Perché Hormuz e Bab el-Mandeb sono così strategici

Gli Stretti di Hormuz e Bab el-Mandeb rappresentano due dei punti più delicati del commercio mondiale.

Lo Stretto di Hormuz collega il Golfo Persico con il Golfo di Oman ed è attraversato quotidianamente da una quota rilevante delle esportazioni mondiali di petrolio e gas naturale.

Lo Stretto di Bab el-Mandeb, invece, collega il Mar Rosso al Golfo di Aden ed è il passaggio obbligato per le navi dirette verso il Canale di Suez.

L'eventuale blocco contemporaneo dei due corridoi marittimi provocherebbe:

  • forti aumenti del prezzo del petrolio;
  • rincari nei costi dei trasporti internazionali;
  • ritardi nelle consegne delle merci;
  • possibili effetti sull'inflazione a livello globale.

Una crisi che continua ad allargarsi

L'intensificarsi dei bombardamenti, le minacce di chiusura delle principali rotte marittime e gli attacchi incrociati tra Iran e Stati Uniti alimentano il timore di un ulteriore allargamento del conflitto in Medio Oriente.

La comunità internazionale continua a monitorare con attenzione l'evoluzione della situazione, consapevole che qualsiasi escalation nelle aree di Hormuz, Bab el-Mandeb e del Mar Rosso potrebbe avere ripercussioni economiche, energetiche e geopolitiche ben oltre i confini della regione.

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Scritto da Redazione

Giornalista di InfoOggi

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